Lavoro e professione

Fassid, ecco le tre condizioni per riaprire il contratto

Senza un'area contrattuale specifica per la dirigenza medica e sanitaria e lo sblocco dei fondi aziendali (ma non solo), una revisione del Titolo V che incida positivamente e non tagliando sulla sanità e una visione dell'ospedale basata su quanto già prescritto dal Dlgs 229/1999, secondo il Fassid (SIMeT - SNR - AIPaC - AUPI - SiNaFO) non ci si può sedere ai tavoli per il rinnovo contrattuale.

«Ci sono temi che consideriamo di importanza primaria e sui quali chiediamo al Governo un impegno serio e tempestivo, impegno che riteniamo imprescindibile per poterci sedere al tavolo della trattativa contrattuale», ha spiegato in questo senso Francesco Lucà, dopo il consiglio direttivo della Fassid che ha ribadito i principali temi di lotta.

«Il primo punto sul quale dobbiamo insistere è l'individuazione di un'area contrattuale ad hoc per la dirigenza medica e sanitaria. Non ci stancheremo di ripeterlo: questa condizione, assieme allo sblocco dei fondi aziendali, è essenziale per poter pensare di riaprire le trattative anche solo per la componente normativa».

«In un momento in cui si torna a parlare di riforma del Titolo V della Costituzione, riteniamo poi sia opportuna una riflessione attenta sull'oggetto della revisione. Una modifica sensata del Titolo V, che abbia ripercussioni economiche e di efficienza ed efficacia, non può non incidere sulla gestione della sanità che, secondo noi, deve ritornare senza se e senza ma allo Stato. Qualunque affidamento, anche parziale, alle Regioni, riproporrà gli stessi problemi di sprechi, corruzione e intromissioni della politica che si sono finora manifestati».

«Infine - afferma Lucà - ultimamente sentiamo parlare di una riorganizzazione della sanità basata sull'ospedale di continuità, ovvero su architetture fondate sulle competenze infermieristiche. La nostra richiesta è e sarà quella di rimanere ancorati ai principi chiave della legge 229 del 1999, ovvero di un Ssn strutturato in dipartimenti la cui gestione è affidata ai medici: non può esserci sanità al di fuori di questa logica».