Lavoro e professione

Pronto soccorso, gli specializzandi Meu chiedono «più borse» ai ministri Giannini e Lorenzin

di Barbara Gobbi

Al flashmob del 5 marzo scorso fa seguito una missiva formale: quella inviata dagli specializzandi «Meu» alle titolari del Miur e della Salute Stefania Giannini e Beatrice Lorenzin. L'appello per «più borse » era già stato lanciato attraverso il nostro sito dalla rappresentante nazionale giovani medici Simeu Valeria Donati: oggi gli specializzandi Meu e il presidente della Società scientifica di Medicina emergenza-urgenza Gian Alfonso Cibinel chiedono nella lettera che il numero delle borse sia "tarato" in accordo con le necessità espresse dalle Regioni.

Nella lettera si ribadiscono ancora i contenuti del flash mob che si è tenuto davanti al Miur con il sostegno , tra l'altro, dell'Anaao, e della lettera-appello affissa nei pronto soccorso italiani. Oggi ci sono in Italia 20 milioni di accessi all'anno in pronto soccorso. Per l'anno accademico 2012/2013 le borse finanziate sono state 46 contro il fabbisogno espresso dalle Regioni di 241 specialisti dell'emergenza in tutta Italia. E per quanto riguarda il 2013/2014, «i tagli preannunciati – si dice nella lettera firmata da Gian Alfonso Cibinel e dagli specializzandi - non lasciano sperare in un incremento dei contratti e fanno temere una loro riduzione; se ciò avvenisse si metterebbe a rischio la funzionalità del nostro sistema sanitario che, a fronte della progressiva riduzione dei posti letto, ha bisogno per sopravvivere di una rete di emergenza territoriale e ospedaliera di alta qualità gestita da professionisti competenti e motivati».