Lavoro e professione

Prevenzione: così il Ssn può risparmiare 8 miliardi al 2045

«in Italia si "risparmia" solamente sul 1° Lea, quello della prevenzione collettiva e della sanità pubblica. Ledendo in questo modo il diritto fondamentale e costituzionale della tutela della salute di milioni di persone». E' quanto emerge dal documento approvato all'unanimità dai partecipanti alla Convention dei direttori dei Dipartimenti di Prevenzione delle 150 Aziende Unità Sanitarie Locali d'Italia svoltasi in questi giorni a Bari.

All'incontro hanno partecipato le più importanti associazioni scientifiche degli igienisti, dei medici del lavoro e dei veterinari del Ssn. Il documento è stato siglato dalla Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI), Società Italiana di Medicina Veterinaria Preventiva (SIMeVeP) e Società Nazionale Degli Operatori Della Prevenzione (SNOP

Prevenzione come sostenibilità. Nel testo approvato si ribadisce che la prevenzione è un anello fondamentale della sostenibilità del Ssn: «A fronte dell'invecchiamento della popolazione, delle malattie correlate all'inquinamento ambientale, a comportamenti e stili di vita non salutari, alle patologie croniche e degenerative, all'epidemia dell'obesità e alla lotta alla cronicità, agli infortuni, alle malattie professionali, alle morti sul lavoro, la buona prevenzione e la sicurezza sociale possono far risparmiare, al 2045, ben 8 miliardi di euro».

E ingenti risparmi sono altrettanto quantificabili nel settore agro-zotecnico-alimentare se il sistema dei controlli medico veterinari ne assicura la salubrità delle produzioni e, conseguentemente, la competitività sui mercati interni e internazionali.

Il documento ribadisce l'importanza cruciale della prevenzione e del lavoro di chi opera nelle strutture pubbliche per garantire salute e sicurezza in un momento delicato per gli equilibri del Ssn.

Da uno studio condotto dall Fondazione Farmafactoring con la Bocconi, il Censis e l'Università di Tor Vergata sul ruolo e l'attività dei Dipartimenti di Prevenzione di un campione di Aziende Sanitarie è inoltre emersa «l'importantissima funzione di indirizzo e di coordinamento che essi svolgono per la prevenzione negli ambienti di vita e di lavoro con risorse molto modeste: dall'1,2 al 3,4%, ben al di sotto del 5% della spesa sanitaria ritenuta indispensabile per lo svolgimento dei compiti di istituto previsti dalla legge».

Il Piano nazionale di prevenzione. E la convention chiede anche di poter partecipare alla predisposizione del Piano nazionale prevenzione (2014-2018), senza stralciare la "sicurezza alimentare" e la "sanità pubblica veterinaria", che rappresentano una parte fondamentale delle attività di prevenzione.

Il tutto ciò anche in vista dell'Expo 2015, l'Esposizione Universale che il prossimo anno si svolgerà in Italia, a Milano, e che avrà come tema portante "Nutrire il pianeta, energia per la vita". Attraverso la Convention di Bari SItI, SIMeVeP e SNOP chiedono al Parlamento che le necessarie modifiche del Titolo V della Costituzione tengano conto della necessità di migliorare la qualità dell'assistenza sanitaria, con particolare riguardo alla prevenzione collettiva e alla sanità pubblica, in un'ottica unitaria e globale.

E auspicano inoltre che «eventuali modifiche del processo decisionale e operativo del sistema prevenzione avvengano con una tempistica che consenta un'adeguata transizione, evitando il rischio di pericolose cadute di attenzione da parte di quelle strutture deputate a presidiare nei singoli territori la salute pubblica, la sicurezza nei luoghi di lavoro e la sanità pubblica veterinaria. In sintonia con le recenti dichiarazioni del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sulla necessità che "la spending review debba intervenire in modo selettivo", SItI, SIMeVeP e SNOP ricordano che la prevenzione e la sanità pubblica hanno già dato abbastanza».

L'Assemblea Nazionale tenutasi a Bari chiede infine al Governo, alle Regioni, alle Province Autonome di Trento e di Bolzano di convocare entro l'estate prossima una Conferenza nazionale per la prevenzione e la promozione della salute pubblica, anche al fine di un corretto ed equo sviluppo sociale ed economico dell'Italia.