Lavoro e professione

Sicurezza lavoro, nella Giornata mondiale riflettori sui prodotti chimici

Si traducevano in 4,9 milioni i morti nel 2004 (l'ultimo anno di rielaborazione dei dati) e in 86 i milioni di anni vissuti al netto della disabilità le conseguenze stimate dell'esposizione ambientale e della gestione di una serie di sostanze chimiche. A ricordarlo è il rapporto prodotto dall'Ilo in occasione della Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro, celebrata oggi come ogni 28 aprile a partire dal 2003. Un rapporto in cui, sebbene la stima precisa delle malattie professionali legate alle sostanze chimiche non è facilmente realizzabile, l'Organizzazione chiede ufficialmente «ai governi, ai datori di lavoro, ai lavoratori e alle loro organizzazioni di collaborare per sviluppare politiche e strategie nazionali, sottolineando la necessità di una gestione razionale per garantire un buon equilibrio tra i vantaggi dell'utilizzo di questi prodotti e le misure di prevenzione e di controllo del loro impatto sulla salute e sull'ambiente».

A oggi il dato più rilevante e più preoccupante è che proprio la carenza di dati recenti. Quello che è certo è che anche se ai prodotti chimici non sono certo imputabili tutte le malattie professionali, certamente «l'esposizione è la chiave per lo sviluppo di molte di queste patologie». L'obiettivo di un lavoro dignitoso non può quindi prescindere da un'attenzione che in molte realtà è ancora tutta da costruire. Ciò anche perché se la progressione dell'innovazione tecnologica e della ricerca sono rapidissime, il ritmo delle indagini sugli aspetti riguardanti la salute e la sicurezza per i lavoratori viaggia molto più lentamente. Con effetti devastanti sulla salute, magari sotto forma di cancro, appurati soltanto una ventina di anni dopo.

Le frecce all'arco per contrastare un fenomeno che le tecnologie rischiano di aggravare non mancano: dalle diverse convenzioni internazionali stipulate negli ultimi anni al Ghs, il Sistema mondiale armonizzato di classificazione ed etichettatura delle sostanze chimiche. Ora occorre però che gli accordi siano sottoscritti, applicati e che lo stesso Ghs sia attuato. Una strada ancora in salita ma che se percorsa migliorerà le condizioni dei lavoratori rappresentando allo stesso tempo una garanzia per le imprese.

Queste le raccomandazioni a governi, imprese e lavoratori, contenute nelle conclusioni al report Ilo:
- mantenere i benefici ottenuti attraverso la produzione e l'uso di prodotti chimici;
- ridurre al minimo le esposizioni dei lavoratori e le emissioni di prodotti chimici nell'ambiente;
- sviluppare e attuare strategie e sistemi nazionali di prevenzione e controllo che affrontino in modo globale e simultaneamente gli aspetti di salute, sicurezza e ambiente connessi all'uso di prodotti chimici per contribuire a garantire una gestione coordinata e sostenibile e un lavoro dignitoso a tutti