Lavoro e professione

Chiusura degli Opg: allarme sul rischio criminalità organizzata dalla Società italiana di psichiatria

Altolà della Società italiana di psichiatria (Sip): con la chiusura degli Opg è «allarme criminalità organizzata».

IL rischio è «concreto» secondo la Spi che sottolinea la necessità di evitare che «coloro che non sono portatori di disturbi psichici, ma appartengono alla criminalità organizzata, approfittino dei percorsi sanitari alternativi previsti nel percorso di superamento degli Opg». Un rischio, affermano, che «potrebbe insinuarsi tra le pieghe delle applicazioni della nuova normativa per il superamento degli Opg».

Secondo gli psichiatri, due sono le principali necessità da affrontare: «La definizione non equivoca tra chi ha bisogno di cura e chi mira solo a sfruttare impropriamente le facilitazioni legate ai percorsi di cura, e la necessità di più validi standard diagnostici e terapeutici all'interno dei servizi psichiatrici nelle carceri».

Proprio per la definizione del percorso di superamento degli Opg, inizierà una serie di incontri, a partire da quello fissato per oggi tra il Gruppo Interregionale della Salute Mentale (GISM) ed il Gruppo Interregionale della Sanità Penitenziaria (GISPE). «È fondamentale evitare che, non coloro che sono realmente portatori di disturbi psichici, ma personaggi appartenenti alla criminalità organizzata, attraverso la simulazione e consulenti compiacenti, approfittino dei percorsi sanitari alternativi previsti dalla riforma: a questo proposito - spiega il presidente Sip, Emilio Sacchetti - è indispensabile una collaborazione tra magistratura e operatori sanitari. Gli psichiatri hanno un ruolo primario soprattutto quando incaricati del ruolo di perito o consulente tecnico».

Il modello più a lungo sperimentato, sottolinea inoltre Claudio Mencacci, direttore del dipartimento di salute mentale dell'ospedale Fatebenefratelli di Milano e past president della Sip, «è il reinserimento del paziente nell'ambito territoriale di provenienza, in collaborazione con il magistrato e con gli psichiatri degli Opg».

Importante, concludono gli psichiatri, «rimane la revisione di alcuni istituti del Codice Penale quali la non imputabilità/responsabilità dell'infermo da cui derivano il vizio totale o parziale di mente per infermità mentale e la connessa pericolosità sociale.