Lavoro e professione

Intersindacale, blocco contratti: «colpiti i soliti noti»

Non la manda certo a dire l'intersindacale medica, in risposta alla doccia gelata del ministro per la Pubblica amministrazione Marianna Madia sullo stallo degli stipendi pubblici anche per il prossimo anno. «Il prolungamento al 2015 del blocco dei contratti del pubblico impiego, medici e dirigenti sanitari dipendenti del Ssn compresi, rientra tra gli effetti collaterali della "annuncite". L'ultimo punto delle linee guida sulla riforma della Pa, che annunciava il rinnovo contrattuale, è finito nel carretto dei gelati di Palazzo Chigi. Con un altro intervento a danno dei soliti noti, il Governo sceglie la strada più semplice, non quella più utile». Incalzano i medici in un comunicato congiunto delle diverse sigle sindacali: «Non è equo né accettabile - si legge- che subiamo penalizzazioni plurime. Nel calderone del pubblico impiego anche la sanità, al pari della scuola, merita di ritrovare le ragioni della complessità e della specificità di una funzione svolta a tutela di un diritto delle persone. Umiliare le risorse umane che tengono aperti i cancelli della "fabbrica sanità", garantendo la salvaguardia di un bene prezioso come la salute, con un lavoro gravoso e rischioso che, come quello delle forze di polizia, non conosce giorni e notti di pausa, contribuisce ad un impoverimento della sanità pubblica che gli 80 euro non basteranno a compensare». Al pari degli altri lavoratori del pubblico impiego, i medici e i dirigenti sanitari dipendenti del Ssn «si uniscono alla protesta che sta montando, per non essere bersaglio immobile e per il rispetto che devono alla loro dignità professionale ed al servizio civile che continuano a svolgere nei confronti dei cittadini. Spetta al Governo e alle Regioni dimostrare attenzione ad un mondo in grado anche di fare da volano per la ripresa economica, riconoscendo e rispettando nei fatti il valore della attività effettuata dai suoi operatori».
Secondo i sindacati medici, «il premier ha ragione a investire sulla scuola sostenendo che gli italiani di domani saranno quelli che faranno i professori e le scuole di oggi. Ma non dimentichi che il loro stato di salute, fattore non marginale nella vita degli individui, dipenderà dai medici e dalla sanità che oggi governa».
La nota porta la firma di: Anaao Assomed; Cimo; Aaroi-Emac; Fp Cgil medici; Fvm; Fvm; Fassid; Cisl medici; Anpo-Ascoti-Fials medici; Fp Cgil Spta; Ugl medici, Fesmed.