Lavoro e professione

Caos formazione, Sigm: «Tenere distinto il problema sanatoria dalla riforma sul personale»

di Segretariato giovani medici (Sigm)

L'Associazione italiana giovani medici (Sigm), nell'apprendere che per la data odierna, con un preavviso di meno di 24 ore, è stata proclamata una manifestazione di fronte al Ministero della Salute da parte di un gruppo di medici che portano avanti la richiesta di finanziamento di 12000 contratti a fronte del grave danno perpetrato dal CINECA in occasione dell'inversione delle domande del concorso nazionale per l'accesso alle scuole di specializzazione, esprime perplessità su tale iniziativa.

Il SIGM è solidale e rispettoso del disagio in cui versano i medici manifestanti, al punto di avere contribuito all'organizzazione della manifestazione unitaria del 5 novembre 2014, ma non condivide un modus operandi dettato più da rabbia ed istinto che da ragionamento su dati, contesto storico e percorsi percorribili.

L'aver organizzato una manifestazione davanti il Ministero della Salute, il giorno in cui era in programma la discussione della proposta del Tavolo Politico ex articolo 22 del Patto della Salute, potrebbe rivelarsi un grave errore concettuale per le seguenti ragioni:

1) si rischia di spostare l'attenzione sulle competenze per la risoluzione del vulnus creato per la non ottimale gestione del concorso nazionale per l'accesso alle scuole di specializzazione dal MIUR al Ministero della Salute ed alle Regioni, quasi a chiedere a questi ultimi un intervento su questione non di diretta competenza (sanatoria dei danni perpetrati dall'errore di inversione delle domande dei test di ammissione);

2) si rischia, al di là di qualunque siano le richieste dei manifestanti, di confondere la protesta per le "12.000 borse" con la proposta delle Regioni di ridurre le piante organiche a discapito delle giovani generazioni per arruolare personale neolaureato e/o specializzato a basso costo, con inquadramento parificato al personale infermieristico, per di più a rapido turn over, nonché di declassare la formazione medica, creando un non meglio precisato doppio canale formativo post lauream, che darebbe luogo alla creazione di ruoli medici di serie A e di serie B.

Va inoltre precisato che il problema della sanatoria in questione non interesserebbe 12.000 medici aspiranti specializzandi, come impropriamente comunicato dai manifstanti. Infatti, 11.600 circa è il numero dei concorrenti che hanno partecipato alle selezioni. Di questi, circa 200 concorrevano per i posti riservati al personale sanitario militare e dipendente del SSN (senza contratto). 5533 saranno, inoltre, i vincitori di contratto di formazione specialistica, a cui andranno aggiunti circa 900 vincitori di borse di studio per i corsi regionali di formazione specifica di medicina generale. Infine, tra i rimanenti candidati che risulteranno non vincitori in nessuna delle due precedenti selezioni, molti sono già specialisti o in possesso del diploma di laurea di medicina generale, e per tali medici sarebbe opportuno chiedere e prevedere una possibilità di accesso al mondo del lavoro, piuttosto che istituire la figura dello "specializzando a vita".

Ciò anche al fine di estendere il diritto alla formazione post lauream a tutti i medici che non ne hanno ancora potuto usufruire. A tal proposito, va analizzato, con onestà intellettuale, un ulteriore dato relativo alle capacità formative delle scuole di specializzazione: il fabbisogno di specialisti dichiarato dalla Conferenza Stato Regioni per l'anno accademico 2013/2014 è pari a 8189 unità.

Il SIGM rappresenta il rischio che le Regioni potrebbero confondere le finalità della manifestazione odierna per trarre forza a supporto del proprio disegno, che, così come proposto, non è in alcun modo recepibile da parte delle giovani generazioni di medici. Se così fosse, l'operato di una minoranza della categoria dei giovani medici (non tutti gli aspiranti specializzandi si riconoscono in questo movimento, né tale movimento può ritenersi rappresentativo di chi è già specializzando o specialista), le cui ragioni rispettiamo, rischierebbe di produrre delle gravissime ricadute sull'intera categoria dei giovani medici.