Lavoro e professione

Età pensionabile e direzione farmacia, approvati gli emendamenti soppressivi

Nessun limite di età per titolari di farmacia. Sono stati approvati dalla commissione Bilancio della Camera con il parere favorevole del Governo i quattro emendamenti al ddl Stabilità che sopprimono la norma del decreto "Cresci-Italia" sulla direzione della farmacia al raggiungimento dell'età pensionabile.

«Gli emendamenti erano stati presentati da esponenti di di vari gruppi della maggioranza e dell'opposizione (Ferrari, Pd; Bernardo e Tancredi, Ncd; Di Lello e Di Gioia, Gruppo misto-Psi; Corsaro, Fratelli d'Italia) e la loro approvazione - si legge in una nota di Federfarma - dà conto dell'impegno profuso da Federfarma per spiegare alle forze politiche l'iniquità della norma. Obbligare i titolari a nominare dal nuovo anno un farmacista direttore al raggiungimento dell'età pensionabile - è la considerazione sostenuta dal sindacato - significa imporre alle farmacie un onere iniquo e insostenibile che rischia di mettere in difficoltà migliaia di piccole farmacie. Con il voto di ieri, la commissione Bilancio della Camera ha dimostrato di avere raccolto e tenuto nella giusta considerazione le preoccupazioni di Federfarma e dei titolari di farmacia».

L'esame del ddl da parte dell'aula di Montecitorio dovrebbe cominciare già da oggi e terminare entro domenica. Il Governo ha annunciato la fiducia sul testo licenziato dalla Commissione. Poi si procederà con la prima lettura al Senato della Repubblica. Il provvedimento deve essere approvato entro il 31 dicembre prossimo.

Sull'emendamento è intervenuto anche il senatore d'Ambrosio Lettieri, capogruppo FI della Commissione Sanità del Senato: «Il limite di età a 65 anni per l'esercizio della professione di farmacista in qualità di direttore - sottolinea - è una norma irrazionale e deleteria: nella scorsa legislatura ne avevamo ravvisato subito l'incongruenza e gli effetti nefasti che avrebbe avuto, se applicata, soprattutto in riferimento alle farmacie rurali e al pregiudizio per la capillarità della rete assistenziale, oltre che all'aspetto occupazionale. Presentai anche un odg perché il governo Monti correggesse un mostro giuridico che, oltretutto, andava a confliggere con altre norme contenute nello stesso Decreto Liberalizzazioni.
Oggi i fatti ci danno ampiamente ragione, tant'è che la Commissione Bilancio della Camera ha approvato un emendamento alla Legge di Stabilità per abrogare la norma».