Lavoro e professione

Il Miur scrive ai rettori: tempi brevi per far partire le nuove specializzazioni mediche

di Marzio Bartoloni (da Scuola24)

Dopo il varo del decreto di riordino delle scuole di specializzazione in medicina - che aspetta ora solo la pubblicazione in Gazzetta - il ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca prova a bruciare le tappe per far partire da subito il nuovo percorso di formazione per i giovani medici. Ieri in una lettera inviata ai rettori il Miur ha chiesto alle università che ospitano corsi di specializzazione medica ad adeguare rapidamente gli ordinamenti alla riforma. L'obiettivo è far partire presto i nuovi bandi, già in primavera, e consentire a chi è già iscritto di optare per il nuovo sistema che prevede in media la riduzione di un anno del percorso di formazione.

Dal 16 febbraio scatta l'operazione riordino. Per le circa 40 università che ospitano una scuola di specializzazione medica si profila una tabella di marcia serratissima nelle prossime settimane per far partire da subito il riordino già in questo anno accademico 2014/2015. Ieri il ministero ha inviato una lettera ai rettori interessati per la «predisposizione» e l'«avvio delle procedure informatizzate per l'adeguamento degli ordinamenti didattici». Il 16 febbraio - spiega la nota firmata dal capo dipartimento del miur, Marco Mancini - partirà ufficialmente la procedura con l'invio delle credenziali per accedere al sistema infomatico messo a punto dal Cineca: «A partire dalla suddetta data - spiega la lettera del Miur - sarà disponibile all'interno del sistema anche tutta la documentazione necessaria alla preparazione delle attività di caricamento ed implementazione delle modifiche ordinamentali introdotte». Con una nota successiva saranno poi comunicati i termini entro i quali gli atenei dovranno avvalersi della procedura informatizzata «per il caricamento degli ordinamenti riordinati ai fini del successivo iter ministeriale».

Per i vecchi iscritti le procedure per optare per il nuovo sistema . La missiva del Miur chiede agli atenei di mettere a punto «da subito» anche le procedure per consentire il diritto di opzione al nuovo sistema per gli specializzandoi che quest'anno si sono iscritti agli anni di corso precedenti all'ultimo (chi è iscritto all'ultimo anno resterà infatti con il vecchio sistema). Questo per consentire al ministero di «poter utilizzare prontamente le eventuali economie» per l'accesso alle scuole. Il riodino prevede infatti corsi più brevi di un anno rispetto a prima (in media quattro anni, al massimo cinque) . Per diventare chirurghi generali o neurochirurghi, ad esempio, serviranno 5 anni di formazione e non più 6. A loro volta Geriatria, Dermatologia e Oftalmologia, dureranno 4 anziché 5 anni. La riduzione del percorso di studio riguarderà oltre 30 Scuole sulle 55 complessive (dalle 61 attuali). Al tempo stesso verranno rivisti gli obiettivi formativi e la distribuzione dei crediti. Almeno il 70% della formazione dovrà essere dedicato allo svolgimento di attività professionalizzanti (pratiche e di tirocinio). Gli specializzandi potranno fare il loro percorso all'interno di una rete formativa più ampia che potrà includere, oltre ai policlinici universitari, i presidi ospedalieri e le strutture territoriali del Servizio sanitario nazionale, purché accreditati secondo specifici parametri valutativi.
Con la novità in più che gli specializzandi, al termine di questo iter, verranno chiamati a fronteggiare un esame nazionale di certificazione per singola specialità, una sorta di bollino di qualità che ne attesti la preparazione. Ma cosa cambierà, in dettaglio? Innanzitutto verranno accorpate alcune delle scuole e due verranno eliminate (Medicina aerospaziale e Neurofisiopatologia). In totale, le scuole passeranno dalle attuali 57 a 50 e per 30 di esse il percorso verrà accorciato di un anno in linea con gli standard europei: così, a esempio, Psichiatria passerà da 5 a 4 anni e Chirurgia da 6 a 5 anni.

Cambiano anche i luoghi della formazione. La riforma prevede anche la revisione degli ordinamenti, forse la parte più delicata, delineando le regole per accorpamenti, classi e aree, obiettivi formativi, tronco comune e attività professionalizzanti . Queste ultime in particolare si concretizzeranno con una maggiore pratica al letto del paziente e tirocini in corsia assorbendo almeno il 70% delle attività formative. E potranno essere svolte oltre che nei Policlinici universitari anche nelle aziende ospedaliere.

Arriva il riordino delle Scuole di specializzazione in Medicina. Il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, ha firmato ieri sera il decreto interministeriale (su cui si veda Scuola 24 di ieri ) che riforma il percorso per diventare medico. In media durerà un anno in meno mentre le scuole scenderanno da 61 a 55. Il provvedimento passa ora alla firma della sua collega della Salute, Beatrice Lorenzin.

La riforma. Una volta che il riordino diventerà realtà non esisteranno più percorsi di studio di 6 anni: potranno essere di 3, 4 o 5 anni al massimo. Per diventare chirurghi generali o neurochirurghi, ad esempio, serviranno 5 anni di formazione e non più 6. A loro volta Geriatria, Dermatologia e Oftalmologia, dureranno 4 anziché 5 anni. La riduzione del percorso di studio riguarderà oltre 30 Scuole sulle 55 complessive a fronte delle 61 attuali. In questa direzione saranno accorpate cinque scuole precedentemente esistenti, mentre due (Medicina aeronautica e spaziale e Odontoiatria clinica generale) spariranno. Al tempo stesso verranno rivisti gli obiettivi formativi e la distribuzione dei crediti. Almeno il 70% della formazione dovrà essere dedicato allo svolgimento di attività professionalizzanti (pratiche e di tirocinio). Gli specializzandi potranno fare il loro percorso all'interno di una rete formativa più ampia che potrà includere, oltre ai policlinici universitari, i presidi ospedalieri e le strutture territoriali del Servizio sanitario nazionale, purché accreditati secondo specifici parametri valutativi.
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