Lavoro e professione

Solidarietà, prevenzione, etica e lotta all’abusivismo: il punto degli odontoiatri Fnomceo a Rimini

di Giuseppe Renzo (presidente Commissione Albo odontoiatri Fnomceo)

S
24 Esclusivo per Sanità24

La professione odontoiatrica, nelle giornate di Rimini , che la vedono coinvolta insieme alla professione medica per affrontare i temi più importanti dell’assistenza sanitaria, ritiene necessario rilanciare delle parole d’ordine che riassumono il contenuto e il significato del corretto esercizio della professione nella società che cambia.
La prima è solidarietà: non è da oggi che gli odontoiatri si pongono il problema di un’assistenza sanitaria che arrivi anche alle classi più disagiate. Nello specifico dell'odontoiatria, la crisi economica ha creato un’ulteriore fascia di nuovi poveri che non appartengono alle tradizionali categorie in difficoltà ma che sono precipitati nell'indigenza proprio a causa del perdurare del momento difficile di tutta la società italiana.
È fin troppo noto che i costi incomprimibili del materiale e delle attrezzature di un’ odontoiatria moderna non consentono al Ssn di offrire un efficace sistema di assistenza e, pertanto, pur nella consapevolezza che questo non potrà risolvere il problema, cercheremo di coinvolgere tutti i nostri iscritti ad incrementare l’intervento solidale e volontaristico a favore dei soggetti non in grado di accedere in modo tradizionale ai nostri studi.
Proprio a Rimini discuteremo tutti insieme di come realizzare questo ambizioso progetto che vuol costituire un contributo, certamente, non decisivo ma utile per affrontare i problemi concreti.

La seconda parola d'ordine è prevenzione: in tanti, finalmente, si sono ricordati che la prima cura della persona passa da qui. Inoltre, così come sottolineato in più occasioni, anche in termini di costi sociali, la prevenzione rappresenta un “esercizio” economicamente utile e intelligente; la stessa ministra Lorenzin ha riconosciuto recentemente come le attività di prevenzione siano state trascurate quando sono invece le sole che possono garantire un abbattimento dei costi sia a livello macroeconomico sia a livello di costi sociali.
Si pensi quanto pesante sia l'onere economico derivante dalla mancata prevenzione in termini di perdite di giornate lavorative, di diminuzione della produttività di aziende e di imprese.
La professione da tempo si occupa del tema della prevenzione (si pensi da quanto tempo viene svolto il mese della prevenzione dentale, da quanto la Cao nazionale incentiva e regolamenta le visite in età scolare con il solo scopo di insegnare a prevenire le malattie del cavo orale, la Fad e gli aggiornamenti residenziali funzionali a incentivare la formazione dei professionisti per prevenire le gravi patologie cancerogene e iatrogene e la presentazione alle autorità del proprio progetto di odontoiatria sociale).

La terza parola è etica: è importante che i nostri professionisti continuino nel percorso di maturazione attraverso l’esaltazione dell’etica dei comportamenti, che è l’unica strada che garantisce la crescita individuale e collettiva della nostra categoria.
Ecco perché, una volta completato questo percorso, potremo legittimamente rivendicare la correttezza dei nostri comportamenti e rimandare al mittente le consuete accuse di evasione fiscale che troppo spesso sono l'indice del persistente fenomeno dell'esercizio abusivo che certamente è favorito ma non giustificato dal parallelo fenomeno del prestanomismo.
L’abusivismo che trova nuovi difensori e riscopre vecchie liturgie tese a sottostimare il fenomeno o, ancora peggio , a renderlo una pratica residuale e quasi in odore di benemerita attività.
Parlare di lotta all'abusivismo non significa dimenticarsi di coloro tra i nostri iscritti che sono la vergogna della professione, i cd. prestanomi; a questi non dobbiamo dare tregua, è un atto dovuto e un impegno che vi chiedo di rilanciare.
L’ultima parola d’ordine è tutela dell’atto medico: la nostra è una professione intellettuale e, come tale, si basa sul rapporto diretto medico-paziente. Non potremo mai accettare la trasformazione, che molti vorrebbero realizzare, in un'attività imprenditoriale di fornitura di beni e servizi.
Difenderemo contro tutti (ivi compresa l’Antitrust) la natura della visita medica come atto fondamentale del rapporto medico paziente ove vengono svolti i preliminari accertamenti sanitari, viene raccolto il consenso informato e viene stabilito un piano terapeutico che permetterà di venire incontro alle esigenze di cura del paziente al livello più alto che le capacità culturali scientifiche ed etiche del medico odontoiatra possono consentire.
Certamente la normativa in vigore prevede anche aspetti contrattuali come ad esempio il riferimento alla polizza assicurativa o al preventivo di spesa ma questi aspetti sono successivi e ovviamente subordinati allo svolgimento della visita e alla attività di diagnosi, prognosi e terapia che il professionista offrirà in scienza e coscienza per tutelare e risolvere le eventuali patologie riscontrate.
In conclusione piace ricordare che alcuni recenti studi, hanno dimostrato che le cure odontoiatriche fornite nelle nuove strutture di grandi dimensioni imprenditoriali costano quanto quelle ricevute nei nostri studi monoprofessionali mentre la qualità e sicuramente molto più elevata nei secondi.
Lo spazio è tiranno: ci sarebbero tante cose ancora da dire ma è, forse, giusto che la sintesi emerga dal dibattito che andiamo ad affrontare a Rimini.


© RIPRODUZIONE RISERVATA