Lavoro e professione

Vaccini, i presidi d'Italia contro la circolare Grillo: «Semplificazione ancora lontana»

di Red.San.

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È «di là da venire l’istituzione di una Anagrafe nazionale dei vaccini; molte regioni sono ancora prive di una propria anagrafe vaccinale; non è prevista una data, neanche in termini previsionali, di unificazione delle anagrafi regionali; sui genitori graverà ancora una volta l’onere della documentazione da produrre; sulle scuole graverà l’onere di verificare la veridicità delle dichiarazioni sostitutive; non viene neanche ipotizzato un sistema informativo digitale di ‘colloquio’ tra le Asl e le Istituzioni scolastiche». L'Associazione nazionale presidi (Anp) boccia la circolare sui vaccini presentata il 5 luglio dai ministri della Sanità e dell'Istruzione, Grillo e Bussetti. Cambia il Governo, non cambia la musica, affermano in sostanza i presidi d'Italia, una volta preso visione delle“Indicazioni operative per l’anno scolastico/calendario annuale 2018/2019” pubblicate a firma congiunta del Direttore generale della prevenzione sanitaria e del Capo Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione. «La logica - affermano ancora dall'Anp - è la medesima delle precedenti indicazioni operative dello scorso 27 febbraio».

Non solo, malgrado nella circolare si riconosca l'innalzamento delle coperture vaccinali a livello nazionale per tutte le fasce d’età, «non è stata spesa una parola - ricordano i presidi - per ringraziare del lavoro svolto le segreterie amministrative, i dirigenti scolastici e i docenti che si sono trovati a fronteggiare situazioni difficili, sovente in un clima di disinformazione nei confronti di coloro che, ignorando gli obblighi di legge, hanno ostacolato il normale andamento degli adempimenti previsti. Viene perciò spontaneo - è la conclusione - pensare che i continui richiami alla semplificazione, alla unificazione dei sistemi informativi, alla digitalizzazione e alla dematerializzazione delle procedure amministrative sono solo una prassi retorica che non convince più e nella quale l’Anp riconosce il disinteresse dell’amministrazione verso chi veramente lavora nelle scuole».


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