Medicina e Ricerca

Stamina: cure compassionevoli in Cdm

Il metodo Stamina e le cure compassionevoli dovrebbero essere all'ordine del giorno del Consiglio dei Ministri, martedì prossimo. A garantirlo ai malati pro-Stamina, che anche oggi hanno manifestato bloccando Via Del Corso a Roma per essere ricevuti dal premier Enrico Letta, sarebbero stati il prefetto Giuseppe Pecoraro e il vicesegretario generale della presidenza del Consiglio, Elisa Grande.

A riferire che nel Consiglio dei ministri di martediì si parlerà del caso Stamina e delle cure compassionevoli è stato Sandro Biviano, uno dei due fratelli siciliani affetti da distrofia muscolare e sulla sedia a rotelle, che da cinque mesi presidiano con una tenda Piazza Montecitorio a Roma per chiedere l'accesso al metodo Vannoni. Biviano ricevuto insieme ad altri rappresentanti dei malati che da 5 mesi sono accampati a piazza
Montecitorio per chiedere l'accesso al metodo Vannoni ha
chiesto risposte concrete alla delegazione governativa. «Speriamo che il Governo ci permetta di fare il Natale a casa, fornendo risposte chiare e concrete. Noi non abbasseremo la guardia e continueremo la nostra protesta per il diritto alla speranza fino a quando non ci sarà vero ascolto e vere risposte».

Sulla questione Stamina è intervenuto Nature con un editoriale in cui si sollecita l'Italia a bloccare «il fiasco delle staminali». Una dura presa di posizione dopo la decisione del Tar del Lazio che ha sospeso la bocciatura del metodo Stamina espressa dal comitato scientifico nominato dal ministero della Salute. «Il ministro della Salute italiano deve agire nell'interesse pubblico e fermare la crescente incertezza in merito al trial governativo su una terapia controversa - scrive Nature - Questa triste storia deve arrivare a una fine. Lorenzin deve trovare il coraggio di agire»,

Secondo Nature con l'idea di nominare un nuovo comitato di esperti l'Italia si sta avventurando su un terreno pericoloso: «Esistono potenti interessi internazionali a sostegno dei centri che offrono terapie non provate a base di staminali in Paesi come Messico e Uganda, privi di stringenti misure regolatorie che prevengano lo sfruttamento di pazienti disperati in Europa e Stati Uniti. E questi centri amerebbero vedere una lacuna simile nel sistema regolatorio di un Paese europeo». Un pericolo che, secondo Nature, va scongiurato pubblicando il protocollo e il parere del primo Comitato.