Medicina e ricerca

E' italiana la prima mini-macchina per la dialisi ai neonati

Scienziati italiani hanno inventato una macchina miniaturizzata per la dialisi adatta ai neonati e con essa per la prima volta al mondo hanno trattato in sicurezza un bimbo appena nato, guarendolo.

Il traguardo è reso noto sulla rivista The Lancet e si deve all'équipe di Claudio Ronco dell'ospedale San Bortolo di Vicenza.

Usata con successo nell'agosto 2013 per curare un bebè di appena 2,9 chili nato con gravi problemi per un parto complicato, la macchina è stata battezzata Carpediem (macchina di emergenza per dialisi cardio-renale pediatrica - Cardio-Renal Pediatric Dialysis Emergency Machine) e ha il potenziale di rivoluzionare la cura di bimbi molto piccoli con gravi problemi
renali.

Attualmente si adoperano, con non pochi problemi e rischi di errori, le macchine per la dialisi di adulti per depurare il sangue ai piccini. Il macchinario viene adattato al meglio per sostenere un paziente piccolo, ciononostante il rischio è o togliere troppo fluido e quindi disidratare il bimbo, o toglierne poco e quindi causare edema, gonfiore. In entrambi casi l'errore porta anche a pericolosi sbalzi di pressione. La macchina miniaturizzata "made in Italy", invece, funziona in modo molto accurato su bimbi di peso tra 2 e 10 chili e quindi con una quantità di sangue molto ridotta.

«Abbiamo mostrato - afferma Ronco - come i problemi tecnici di fornitura della dialisi possono essere superati senza doversi affidare alla tecnologia utilizzata in pazienti adulti, e che un dispositivo per dialisi progettato specificamente per l'uso nei neonati e nei bambini piccoli può essere usato per trattare in modo sicuro ed efficace un danno renale acuto nei piccoli pazienti pediatrici. Ci auguriamo - conclude - che il nostro successo incoraggerà lo sviluppo di altre tecnologie mediche (ad esempio, cateteri) appositamente per i neonati e i bambini piccoli».