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Si chiama «Oberon» il progetto calabrese che attiva la sperimentazione gestionale per l'assistenza di pazienti cronici in Stato vegetativo e in Stato di minima coscienza attraverso un servizio integrato che prevede l'assistenza di pazienti nella lungodegenza specializzata dell'Istituto S.Anna di Crotone e l'ospedalizzazione a domicilio attraverso sistemi di
telemedicina, con un'equipe remota di assistenza domiciliare integrata composta da un medico, un infermiere, un terapista della riabilitazione e una badante.
Il progetto, attivato attraverso un finanziamento del ministero della Salute, vede come soggetto proponente il dipartimento Tutela della salute della Regione Calabria e soggetti attuatori l'Istituto S. Anna di Crotone e l'Azienda sanitaria di Crotone, capofila delle altre Asp della Calabria. Sono attualmente 12 i pazienti cronici che, in varicentri della regione, si giovano del trattamento domiciliare, mentre l'obiettivo è di arrivare a una
cinquantina di posti letto per raggiungere, con l'apporto dei posti letto della lungodegenza del S.Anna, la copertura di 100 posti stimati per il fabbisogno regionale.
L' Istituto S.Anna di Crotone, soggetto privato, è centro di riferimento per tutti gli ospedali della Calabria per i pazienti che, dimessi dalle unità di neurochirurgia e rianimazione, che abbiano recuperato la respirazione
spontanea, si trovino in stato vegetativo o di minima coscienza. L'Istituto vanta più di 15 anni di attività. Hanno illustrato il progetto, a palazzo Alemanni di Catanzaro, sede della Giunta regionale, il presidente della
Regione Giuseppe Scopelliti, la vice presidente Antonella Stasi, il dg dell'Asp di Crotone Rocco Nostro, il responsabile scientifico del progetto Giuliano Dolce e il coordinatore di gestione del progetto Rubens Curia.