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Tbc al Gemelli: non ci fu epidemia, ma si procede per lesioni

«Archiviare l'inchiesta perché non ci fu alcuna epidemia di Tbc al Policlinico Gemelli». È quanto chiesto dai pm della Procura di Roma in relazione all'indagine avviata dopo i casi di tubercolosi registrati tra il gennaio e il luglio del 2011 e che riguardarono una neonata e un'infermiera del reparto di neonatologia. Il pm Alberto Pioletti ha chiesto al gip di archiviare la posizione di otto dirigenti medici dell'ospedale accusati di epidemia colposa quando 188 bambini, nati nei primi sette mesi del 2011, e 29 lavoratori del Dipartimento di pediatria risultarono positivi al batterio. Di contro restano in piedi per gli indagati le accuse di lesioni personali gravi per i casi di positività al germe patogeno riscontrati oltre che sulla bimba e infermiera anche per un paio di dipendenti in servizio presso pediatria. Il pm sta notificando gli avvisi di conclusione delle indagini, atto che anticipa la richiesta di rinvio a giudizio. Quanto al reato più grave, quello di epidemia colposa, la procura recepisce le valutazioni di tre esperti nominati dal gip in sede di incidente probatorio. Stando alla perizia i 188 bambini non sono più positivi al batterio della tbc. Un risultato dovuto in primo luogo all'efficacia della chemio-profilassi antitubercolotica a cui furono sottoposti su iniziativa degli ospedali ma chi indaga non esclude che i pazienti fin dall'inizio non erano stati contagiati in maniera netta dal virus.