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Troppi esami inutili? Tempo di agire. Il sindacato radiologi a congresso

Si inaugura domani alle 14,30 a Foligno presso l'Aula Alesini dell'Ospedale S. Giovanni Battista il 14° Congresso nazionale dei radiologi.
«Oltre cento milioni di esami diagnostici l'anno. Ma è davvero quello che serve al malato?». Questo il tema al centro delle riflessioni ma anche delle proposte di modelli già sperimentati con i medici di famiglia contro la decadenza del nostro sistema sanitario nazionale.
Almeno 80 milioni di esami registrati, dai dati del ministero della Salute, nel 2014. Secondo il Sindacato Nazionale Radiologi a questi numeri si deve sommare un 25% di esami derivati dal privato pagante (out of pocket), fenomeno ascrivibile alle erogazioni fornite a basso costo, spesso di poco superiore al ticket, da strutture private. Siamo tra i paesi più forniti di impianti di TC e RM e produciamo il più alto numero di risonanze magnetiche al mondo (110 esami per mille abitanti). Non è difficile ipotizzare che questa iperproduzione scaturisca anche da un'inadeguato supporto alla appropriatezza prescrittiva: secondo studi di settore solo il 56% delle richieste risulta pienamente appropriato. Il dato si commenta da sé. I radiologi propongono un modello sperimentato in Sicilia con i Mmg per battere il fenomeno.
Ma c'è di più: il carico di lavoro più che raddoppiato per un numero di medici sostanzialmente invariato dal 1994 (Fnomceo 2012) ha comportato la trasformazione dei servizi in esamifici decerebrati, dove il medico radiologo attende, come gli operai alle catene di montaggio del ‘900, il robot che lo sostituisca: circa 10.000 esami all'anno per medico radiologo.
Da Foligno parte un programma di iniziative ed azioni tese a recuperare il senso ed il ruolo delle azioni professionali dell'Area Radiologica attraverso l'alleanza con tutti coloro che abbiano interesse alla buona salute: valutazioni della appropriatezza prescrittiva, esecutiva, diagnostica, organizzativa. Un programma di collaborazione ma anche di lotta con le istituzioni di fronte alla responsabilità di governo, per fermare il declino del Ssn, prevenendo le degenerazioni indotte dalla medicina difensiva che così tanto hanno degradato le prestazioni sanitarie nel nostro Paese.


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