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Procreazione assistita, Filicori è il nuovo presidente Cecos Italia

Marco Filicori, medico ginecologo e specialista di Medicina della riproduzione, è il nuovo presidente di Cecos Italia, l’Associazione nazionale dei Centri studio conservazione ovociti e sperma umani. Bolognese, classe 1952, Filicori da oltre trentacinque anni si occupa di medicina riproduttiva sia in strutture pubbliche che private. Dopo la laurea e la specializzazione conseguite presso l’Università di Bologna, ha perfezionato i propri studi nel settore dell’infertilità negli Stati Uniti presso l’Università di Harvard a Boston dove ha ottenuto l'abilitazione alla professione medica anche oltreoceano. È stato poi ricercatore e professore associato in Ginecologia, ostetricia e medicina della riproduzione presso l'Università di Bologna. A seguito della sentenza della Corte Costituzionale del 2014 che ha eliminato dalla Legge 40 il divieto di fecondazione assistita eterologa, Filicori ha seguito la donna che ha dato alla luce il primo bambino concepito con questa tecnica in Emilia Romagna.

«È per me un grande onore iniziare questo percorso – commenta – a capo di un’associazione che da sempre è al fianco delle coppie che desiderano avere un figlio e ricorrono alla procreazione medicalmente assistita. Durante il mio mandato continueremo a lavorare affinché avere un figlio sia un diritto garantito e tutelato per le coppie con problemi di fertilità – aggiunge Filicori -. Ma sarà centrale creare un percorso di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulla donazione di gameti, ovociti e spermatozoi, per la fecondazione eterologa». Se prendiamo in esame gli ultimi dati relativi al 2015 diffusi dal ministero della Salute, per quanto riguarda la Pma eterologa eseguita nei centri pubblici e privati italiani, su 2.480 cicli oltre il 77% (1.910) sono stati effettuati grazie a ovociti e spermatozoi importati. «Un dato - continua Filicori - che pone il nostro Paese ancora una volta in una posizione di dipendenza e arretratezza culturale rispetto a tematiche che non possono più essere ignorate. Sensibilizzare l’opinione pubblica alla donazione di gameti è un dovere delle istituzioni con le quali siamo disponibili a collaborare da subito, con l’auspicio di dare un contributo concreto a un paese finalmente capace di guardare al futuro e garantirlo al prossimo».


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