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Lazio, ecco il piano di rientro targato Bondi: circa mille posti letto per acuti in meno

Massimo tre posti letto per acuti per mille abitanti, che significa una sforbiciata di quasi mille posti, soprattutto negli ospedali romani, a cominciare dal San Filippo Neri e dal Cto (che dovrebbe diventare una Rsa). Residenzialità e semiresidenzialità guadagneranno invece 2.500 posti già nel 2013. E altri 3.500 sono programmati entro il 2015. Il nuovo piano di rientro del Lazio è stato presentato oggi dal commissario per la sanità, Enrico Bondi, ai direttori generali delle aziende sanitarie. Ma un'avvertenza è d'obbligo: sarà il prossimo governo regionale a doverlo valutare.

La razionalizzazione si concentra sulla rete ospedaliera: sulla base degli standard ministeriali definiti dall'Agenas, che riducono al massimo a 3 per mille abitanti il numero di posti letto per acuti, si prevede una concentrazione delle medie e alte specialità e un'aggregazione efficiente dei punti di offerta con l'obiettivo dichiarato di rafforzare le eccellenze.

I presìdi con pronto soccorso confermeranno la dotazione dei posti letto ordinari, aumentando quella dei letti di terapia intensiva, di osservazione breve e di medicina d'urgenza. Lo scopo - si legge in una nota di Palazzo Chigi - è «decongestionare progressivamente l'area dell'emergenza e garantire un trasferimento tempestivo dei pazienti dal pronto soccorso al posto letto in reparto, come richiede la migliore prassi assistenziale».
Il piano prevede il consolidamento e il potenziamento della rete assistenziale periferica (Province) attraverso la realizzazione a Latina del Dea di II livello (già prevista nel decreto 80 e non ancora completata); l'incremento dei posti letto ordinari degli ospedali di Civitavecchia, Frascati, Latina, Formia, Frosinone; il sostanziale mantenimento dei posti letto ordinari degli Ospedali di Viterbo e Rieti.

Secondo il commissario, la riduzione dei letti per acuti renderà disponibili risorse umane e professionali «necessarie a garantire il potenziamento dell'offerta territoriale e l'efficientamento della rete ospedaliera». Sul territorio dovranno infatti concentrarsi gli «interventi prioritari» per riequlibrare l'offerta, definita «carente e distribuita in maniera non omogenea», con particolare riguardo all'area metropolitana.
Con la riqualificazione e riconversione dei posti letto ordinari in posti territoriali di residenzialità e semiresidenzialità saranno dunque attivati, già nel 2013, circa 2.500 posti destinati a dare risposta alle persone non autosufficienti, agli anziani, a persone affette da disabilità nonché a pazienti terminali anche oncologici. Altri 3500 posti circa sono programmati entro il 2015. L'attivazione di questi posti, suddivisi per le diverse tipologie assistenziali "intensive, estensive e di mantenimento", è strettamente legata all'attuazione del piano di rientro.
Gli interventi per la rete territoriale prevedono infine il rafforzamento dell'assistenza domiciliare, con l'obiettivo di raggiungere entro il 2015 il soddisfacimento dell'intero fabbisogno regionale.

Nei prossimi giorni il documento sarà presentato alle parti sociali e quindi sottoposto alla valutazione del Tavolo di verifica dei ministeri affiancanti per l'attuazione del piano di rientro. Per il commissario, ci sono «buone prospettive» di raggiungere il pareggio di bilancio tra il 2014 e il 2015, a condizione che l'attuazione avvenga in modo graduale nel corso del prossimo triennio e che i piani operativi vengano approntati sin dai primi mesi del 2013.
La manovra economica di riequilibrio si basa per il 50% sull'attuazione della spending review e per il restante 50% sull'abbattimento dei costi per l'acquisto di beni e servizi da parte delle aziende sanitarie del Lazio in esito all'attuazione dei processi di spending analys (controllo dei consumi e dei prezzi unitari d'acquisto) e della riorganizzazione della rete dell'offerta assistenziale.

«Bondi chiuderà il piano il 31 dicembre», ha riferito il Dg del S. Filippo Neri, Lorenzo Sommella, che nella riorganizzazione dovrebbe perdere i reparti di neurochirurgia e di cardiochirurgia, «ma credo che il commissario consegnerà il suo sviluppo e la sua implementazione alla politica, perché da quanto abbiamo capito lui il 31 dicembre termina la sua
missione». La decisione finale sul taglio di strutture, reparti e posti letto, quindi, «verrà evidentemente valutata dal prossimo governo regionale - ha aggiunto Sommella - e noi coltiviamo la speranza che non vengano fatte scelte che vanno a colpire la salute delle persone che serviamo».