Aziende e Regioni

Il Lazio verso le Case della salute. Nel piano anche gli infermieri di famiglia

Si è riunito ieri il Comitato tecnico della Regione Lazio con l'audizione del presidente del coordinamento dei Collegi dell'Ipasvi, Gennaro Rocco, per la riorganizzazione territoriale della sanità e il via alle Case della salute annunciata dal Governatore Zingaretti per il mese di settembre.
Gli esperti del Comitato tecnico «hanno riconosciuto alla figura infermieristica un ruolo fondamentale nella gestione e nello sviluppo delle future Case della Salute. La bozza del provvedimento ha così accolto alcune delle istanze sostenute da tempo dalla comunità professionale nel campo della sanità territoriale. Gli infermieri - sottolinea Ipasvi Lazio in una nota - sono pronti ad assumersi la responsabilità della definizione di percorsi assistenziali specifici soprattutto nell'assistenza primaria, con un ruolo centrale di governo e case management per situazioni di criticità clinica o soggetti fragili ed a svolgere un'importante attività nei programmi di prevenzione e di educazione sanitaria destinati alla popolazione. In particolare, gli infermieri possono partecipare attivamente alla gestione delle patologie cronico-degenerative con l'avvio degli Ambulatori Infermieristici, sia di tipo generalista sia specialistici (piaghe da decubito, stomie, ecc.)».
Il piano raccoglie inoltre un'altra vecchia istanza dei Collegi Ipasvi: l'istituzione della figura dell'infermiere di famiglia o infermiere di prossimità. A nome dei Collegi Ipasvi del Lazio, Rocco si è impegnato a produrre entro il 2 settembre prossimo un documento articolato che definisce in modo puntuale i profili di competenza degli infermieri nel sistema organizzativo delle Case della Salute e i diversi livelli di responsabilità. «Sembra che si sia aperto un canale nuovo di collaborazione con la Regione - commenta Rocco - Siamo convinti che il nostro ordine professionale debba collaborare con le istituzioni per costruire servizi sempre più vicini ai cittadini e per farli funzionare. Confidiamo che il progetto su cui sta lavorando il Comitato tecnico venga recepito e tradotto in realtà al più presto, superando finalmente vecchie logiche che hanno messo in crisi la nostra sanità. E anche la nostra fiducia».