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Lazio, Zingaretti: «Entro ottobre la riforma del welfare»

Entro ottobre il Lazio presenterà in Giunta la riforma del welfare. Ad annunciarlo è stato il presidente della Regione, Nicola Zingaretti, presentando con il presidente della commissione Politiche sociali e salute del Consiglio regionale del Lazio Rodolfo Lena, e all'assessore regionale alle Politiche sociali Rita Visini, le linee guida per la legge regionale sul sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali.

«E' una sfida che voglio portare fino in fondo e vincere per il bene dell'Italia e del Lazio», ha detto Zingaretti. «E' una follia - ha aggiunto - che l'Italia e il Lazio non siano mai riusciti a recepire la legge 328. Ci sono state politiche sociali segnate dalla discrezionalità e non dalla pianificazione e i risultati si vedono. Sono cresciute ingiustizia e solitudine. Da oggi con questa assemblea straordinaria, che è un grande evento, c'è la chiamata a raccolta di tutta la società civile. Lavoreremo per portare alla nostra Regione una legge degna di questo nome sulle politiche sociali affinchè le persone che hanno bisogno non si sentano mai sole».

Tra le novità più significative della riforma, secondo Zingaretti, l'integrazione socio-sanitaria. «Dobbiamo uscire dalla fase di crisi della sanità nel Lazio, dai vincoli del patto di rientro non tagliando posti letto e servizi - ha annunciato il presidente della Regione - ma integrandoli con le domande sociali. Sarà questo uno dei capisaldi del processo di riforma».

Altro punto importante, l'associazione dei Comuni. Ci sono tante cose che «se si fanno insieme, soprattutto nei piccoli Comuni - ha sottolineato - si possono fare meglio e costare anche meno. Dobbiamo fare innovazione nel Lazio, soprattutto cambiamenti. Ma la parola cambiamento non significare fare passi indietro nei servizi sociali, ma anzi dobbiamo poter offrire servizi migliori a minor costo».

Nella proposta di legge sul welfare trova spazio la definizione dei livelli essenziali della prestazioni sociali che la Regione Lazio e gli enti locali saranno tenuti ad elargire. Per esempio il servizio sociale professionale, il segretariato sociale per favorire l'accesso ai servizi, il pronto intervento sociale per le situazioni di emergenza, il servizio di assistenza domiciliari per soggetti e nuclei famigliari con fragilità sociali e le strutture residenziali e semiresidenziali. Verranno inoltre rafforzati i distretti soci-sanitari, previsti meccanismi per incentivare i comuni alla gestione associata dei servizi. Inoltre, verrà introdotto il Piano sociale regionale, uno strumento di indirizzo e programmazione triennale delle politiche sociali che la Regione adotterà con il contributo di enti locali e terzo settore.

L'iniziativa costituisce una nuova tappa del percorso partecipativo attraverso il quale l'assessorato regionale alle Politiche sociali sta costruendo la riforma del welfare. Il documento delle Linee guida è stato pubblicato sul portale dell'assessorato lo scorso agosto ed è stato attivato un indirizzo di posta elettronica al quale poter inviare riflessioni e proposte. In un mese sono già arrivati oltre 200 contributi da parti di enti locali, distretti, associazioni e reti di coordinamento del volontariato.
L'obiettivo dichiarato è quello di permettere alla giunta regionale di approvare una proposta di legge entro poche settimane, per consentire al consiglio di discutere e varare il provvedimento prima della fine dell'anno.

«L'attuale sistema di welfare mostra tutti i suoi limiti - ha sottolineato nel corso dell'incontro l'assessore regionale alle Politiche sociali Rita Visini - a causa della frammentarietà degli interventi, della disomogeneità sul territorio, degli spazi di sovrapposizione tra livelli istituzionali in alcuni ambiti, mentre altri - ha proseguito - restano drammaticamente scoperti. L'obiettivo della riforma che la Regione Lazio sta portando avanti - ha aggiunto l'assessore Visini - è superare un modello di politiche sociali che arrivano solo alla fine, quando c'è da mettere una pezza e riparare un danno, per approdare ad un welfare moderno che crea contesti e opportunità di crescita personale e comunitaria».

E Zingaretti ha concluso: «Approderemo a un sistema integrato nel quale politiche sociali, formative, sanitarie, lavorative, abitative, di tutela dei diritti e delle pari opportunità costruiranno una rete capace di offrire risposte organiche ai bisogni della persone».