Aziende e Regioni

Roma, il Policlinico Gemelli compie 50 anni. E scommette sull'integrazione ospedale-territorio

Il Policlinico universitario Agostino Gemelli compie mezzo secolo. E festeggia anche con un convegno dedicato a «Gli ospedali universitari e il processo di cambiamento del Servizio sanitario nazionale» cui hanno preso parte oggi il sindaco della Capitale Ignazio Marino e il governatore del Lazio Nicola Zingaretti.

L'idea di cambiamento del Gemelli è chiara e punta dritto verso l'integrazione con il territorio. Attraverso tre progetti: la presa in carico del paziente dopo la dimissione attraverso un Piano di assistenza individuale, una rete di servizi integrati per proteggere gli anziani fragili (Codice Argento) e un network di telecomunicazioni per facilitare le valutazioni clinico-assistenziali in un'ottica di continuità assistenziale.

«L'ospedale, inteso come singolo stabilimento, nel futuro non ci sarà più - ha spiegato Giorgio Casati, dirigente amministrativo del Gemelli - come luogo capace di affrontare e risolvere autonomamente, con le risorse professionali e tecnologiche delle quali dispone, problematiche di salute complesse: i servizi erogati nell'ambito di ciascun ospedale dovranno essere considerati parte di un sistema più complesso», di «una rete che affronta specifici problemi di salute».

Con il convegno - ha spiegato uno dei promotori, Rocco Bellantone, preside della facoltà di medicina e chirurgia della Cattolica- vogliamo
riaprire i canali di comunicazione tra le varie anime del nostro sistema, ma anche spazzare via il campo da false convinzioni, purtroppo tutte italiane, che vedono gli ospedali universitari poco efficienti dal punto di vista economico. Strutture magari ottime sul fronte dell'assistenza sanitaria, ma che comportano solo spese maggiore per la comunità».

Dal sindaco Marino sono arrivate parole di sostegno: «Roma è forse l'unica città al mondo ad avere 5 policlinici universitari: tre statali (Umberto I, Sant'Andrea e Tor vergata), e due non statali, ovvero Gemelli e Campus biomedico. Una peculiarità, un'anomalia, forse, ma non un problema organizzativo, un buco nero di spesa, un costo ingiustificato. Anzi, una vera e propria risorsa, una grande ricchezza con un'enorme capacità di attrazione sia di pazienti fuori Regione, sia di studenti, di medicina e delle professioni sanitarie, con tutto l'indotto relativo».

Dal canto suo il presidente della Regione Zingaretti, che ha innanzitutto elogiato l'accordo trovato tra Policlinico e lavoratori sul contratto di solidarietà per rinunciare alla Cig, ha ricordato la necessità di sottoscrivere finalmente i protocolli con i Policlinici. «Non siamo
mai riusciti a sottoscriverli ma sono strumenti importanti», ha sottolineato il governatore. «Con l'Umberto I siamo vicini alla firma e abbiamo iniziato una discussione anche con il Gemelli. Vogliamo trasformare il sistema dei Policlinici in un pilastro dello sviluppo della Regione».

Dalla ministra della Salute Beatrice Lorenzin un messaggio di vicinanza alla struttura romana: «Di grande ausilio appaiono in questo contesto l'azione e i reparti del Policlinico Gemelli di Roma, che sono in grado di offrire assistenza a livelli di eccellenza, operatori che sanno considerare il malato un essere mano».