Aziende e regioni

La Valle d'Aosta è la Regione con meno fumatori ma anche quella con la più alta percentuale di anziani che vivono soli

La Valle d'Aosta è la Regione con meno fumatori: sono il 15,5% della popolazione regionale di 14 anni e oltre (media nazionale 21,9% - dati anno 2012).
Ma in Valle d'Aosta si registrano le percentuali maggiori per maschi e femmine over-65 che vivono soli, per quanto in assenza di limitazioni fisiche che rendono complicate le attività quotidiane anche più semplici come lavarsi o cucinare (dati anno 2011): sono il 31,57% dei maschi e il 43,62% delle femmine (valori medi nazionali: 16,02% dei maschi e il 35,39% delle femmine).
Sono alcuni dei dati che emergono dalla undicesima edizione del Rapporto Osservasalute (2013), un'approfondita analisi dello stato di salute della popolazione e della qualità dell'assistenza sanitaria nelle Regioni italiane presentata oggi all'Università Cattolica. Pubblicato dall'Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane che ha sede presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e coordinato dal Professor Walter Ricciardi, direttore dell'Osservatorio e del Dipartimento di Sanità Pubblica del Policlinico Universitario "Agostino Gemelli", il Rapporto è frutto del lavoro di 165 esperti di sanità pubblica, clinici, demografi, epidemiologi, matematici, statistici ed economisti distribuiti su tutto il territorio italiano, che operano presso Università e numerose istituzioni pubbliche nazionali, regionali e aziendali (Ministero della Salute, Istat, Istituto Superiore di Sanità, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto Nazionale Tumori, Istituto Italiano di Medicina Sociale, Agenzia Italiana del Farmaco, Aziende Ospedaliere e Aziende Sanitarie, Osservatori Epidemiologici Regionali, Agenzie Regionali e Provinciali di Sanità Pubblica, Assessorati Regionali e Provinciali alla Salute).
Quest'anno il Rapporto osserva la struttura della popolazione con alcuni nuovi indicatori per osservare come è composta, quanti anziani ci sono e qual è il rapporto tra popolazione attiva (in età da lavoro) e popolazione dipendente (bambini e anziani).
Di seguito i nuovi indicatori proposti:
L'indice di vecchiaia (IV) che rappresenta un indicatore sintetico del grado di invecchiamento della popolazione e si ottiene rapportando l'ammontare della popolazione "anziana" (65 anni e oltre) e quello dei bambini (0-14 anni). Per questo indicatore la Valle d'Aosta presenta un valore di 152,6%, a fronte di un valore medio nazionale di 148,7%.
L'indice di dipendenza (ID) che rapporta la quota delle persone teoricamente dipendenti da un punto di vista economico (ossia i più giovani e i più anziani) alle persone in età da lavoro, che si presume debbano sostenerle. Per questo indicatore la Valle d'Aosta presenta un valore di 54,6%, a fronte di un valore medio nazionale di 53,5%.
L'Indice di Struttura della popolazione attiva (IS) esprime, invece, il grado di invecchiamento di uno specifico settore della popolazione, ossia la popolazione in età da lavoro. Esso si ottiene rapportando le venticinque generazioni più anziane (cioè il segmento di popolazione 40-64 anni) alle venticinque più giovani (15-39 anni) che si suppone nel tempo si debbano sostituire alle più invecchiate. Per questo indicatore la Valle d'Aosta presenta un valore di 134,5%, a fronte di un valore medio nazionale di 120,7%.
L'Indice di Ricambio, infine, ha al numeratore la quota di popolazione che sta per uscire dalla popolazione attiva (60-64 anni) e al denominatore la parte di popolazione (15-19 anni) che si sta per affacciare al mondo del lavoro. Per questo indicatore la Valle d'Aosta presenta un valore di 152,2%, a fronte di un valore medio nazionale di 130,3%.
SALUTE E DISABILITÀ DELLE PERSONE ANZIANE
In Valle d'Aosta (dati XV Censimento – 2011) il 10,8% dei cittadini ha tra 65 e 74 anni (con la minore percentuale di donne in Italia insieme alla Calabria, sono il 52,1% dei residenti in regione in questa classe di età, contro una percentuale media nazionale del 53,3%), a fronte di una media nazionale del 10,5%, mentre le persone tra 75 e 84 anni sono il 7,6% della popolazione regionale, a fronte di una media nazionale del 7,5%. Gli anziani di 85 anni o più sono il 2,9% della popolazione regionale, a fronte di una media nazionale del 2,8%.
Quest'anno il Rapporto esamina la percentuale di maschi e femmine di età 65 anni e oltre che vivono soli, in presenza o assenza di gravi limitazioni fisiche che rendono complicate le attività quotidiane anche più semplici come lavarsi o cucinare (Anno 2011): in Valle d'Aosta il 13,33% della popolazione maschile in questa fascia di età vive sola in presenza di limitazioni, e il 58,63% delle femmine (valori medi nazionali: il 19,93% dei maschi e 45,17% delle femmine); il 31,57% dei maschi in regione vive solo in assenza di limitazioni - percentuale maggiore in Italia; e il 43,62% delle femmine - percentuale maggiore in Italia (valori medi nazionali: 16,02% dei maschi e il 35,39% delle femmine).
SPERANZA DI VITA
In Valle d'Aosta la speranza di vita alla nascita è per i maschi pari a 79,2 anni (media italiana 79,4). Per le femmine la speranza di vita alla nascita è pari a 84,4 anni (valore medio italiano 84,5). Per i maschi di 0-84 anni in regione si registra un guadagno di 65 giorni per la speranza di vita ottenuto grazie alla riduzione della mortalità per tumori (guadagno medio nazionale è di 116 giorni); un guadagno di 140 giorni per ridotta mortalità per malattie del sistema circolatorio (guadagno medio italiano 133 giorni); i maschi hanno inoltre sei giorni in meno per aumentata mortalità per disturbi psichici, malattie del sistema nervoso ed organi di senso (guadagno medio italiano 6 giorni). Per le donne in regione la speranza di vita ha beneficiato di un guadagno di 65 giorni ottenuti grazie alla riduzione della mortalità per tumori (guadagno medio nazionale è di 31 giorni); di 119 giorni per ridotta mortalità per malattie del sistema circolatorio (guadagno medio italiano 117 giorni); e una perdita di 12 giorni per aumentata mortalità per disturbi psichici, malattie del sistema nervoso ed organi di senso (perdita medio italiano 11 giorni).
Si noti che questi dati riguardano Valle d'Aosta e Piemonte considerati insieme.
ELIMINEREI QUESTO PARAGRAFO. NON HA SENSO CONTRIBUIRE AL CALCOLO CON SOLI 126.000 RESIDENTI VALDOSTANI. E' COME SE PARLASSIMO DEL SOLO VALORE PIEMONTESE
MORTALITÀ
In Valle d'Aosta la mortalità (dati 2010) è pari a 115,2 per 10.000 abitanti tra i maschi, contro una media nazionale di 105,9 per 10.000, mentre è pari a 65 per 10.000 tra le donne (contro una media nazionale di 66,8 per 10.000).
Per quanto riguarda i tassi di mortalità per alcune cause (2010) la Valle d'Aosta presenta, nella classe di età 19-64 anni, una mortalità per tumori tra i maschi pari a 9,6 per 10.000 (vs un valore medio nazionale di 10,2 per 10.000) e una mortalità per malattie del sistema circolatorio di 4,6 per 10.000 (vs un valore medio nazionale di 5,2 per 10.000). Tra le femmine la mortalità per tumori è pari a 8,3 per 10.000, (vs un valore medio nazionale di 7,7 per 10.000) e la mortalità per malattie del sistema circolatorio di 1,3 per 10.000 (vs un valore medio nazionale di 1,8 per 10.000).
STILI DI VITA
Fumo - La Valle d'Aosta presenta una quota di fumatori pari al 15,5% - percentuale minore in Italia (anno 2012) della popolazione regionale di 14 anni e oltre (media nazionale 21,9%). In Valle d'Aosta vi è una quota di ex-fumatori del 25,2% (22,6% valore italiano), mentre i non fumatori sono il 56,9% della popolazione regionale di 14 anni e oltre (valore medio nazionale 54,2%).
Consumo di alcol – La Valle d'Aosta fa registrare i seguenti valori: nel 2011 presenta una quota di non consumatori pari al 26,7% a fronte di un valore medio nazionale del 33,6%. I consumatori sono il 71,1%, a fronte di un valore medio nazionale del 65%.
La prevalenza di consumatori a rischio di 11-18 anni (ovvero quei giovani che praticano almeno uno dei comportamenti a rischio relativamente al consumo di alcol, come l'eccedenza quotidiana o il binge drinking) è pari al 25,9% dei maschi (valore medio italiano 14,1%), al 12,9% per le femmine (valore medio italiano 8,4%), per un totale del 19,8% dei giovani in questa fascia d'età (valore medio italiano 11,4%). La prevalenza di consumatori a rischio di 19-64 anni è pari al 31,7% dei maschi (valore medio italiano 19,8%) e al 8,2% delle femmine (valore medio italiano 5,3%). Il totale dei consumatori a rischio è il 20% degli individui in questa fascia d'età (valore medio italiano 12,5%).
DIETA, PESO E SPORT
Obesità e sovrappeso
Adulti - La Valle d'Aosta presenta una percentuale di individui (persone di 18 anni e oltre) in sovrappeso pari al 32,8%; il valore medio nazionale è il 35,6%. E una percentuale di obesi pari al 9,3% dei cittadini, a fronte di un valore medio italiano del 10,4%.
Minori – In Valle d'Aosta il 20,1% dei minori di 6-17 anni è in eccesso di peso (sovrappeso o obesi) contro un valore medio nazionale di 26,9%.
Per quanto riguarda la pratica di sport in Valle d'Aosta il 26,4% della popolazione dai 3 anni in su pratica sport in modo continuativo (valore medio italiano 21,9%); il 27,9% fa qualche attività fisica (valore medio nazionale 29,2%). In Valle d'Aosta coloro che non svolgono alcuno sport sono il 30,9% della popolazione (media nazionale 39,2%).
SALUTE MENTALE
In Valle d'Aosta si registra un consumo di antidepressivi pari a 33,7 dosi definite giornaliere per 1.000 abitanti nel 2012. A livello nazionale il consumo medio è di 36,8 DDD/1.000 ab die.
In Valle d'Aosta il tasso standardizzato di suicidio è pari al 8,8 per 100.000, a fronte di un valore medio nazionale di 7,21 per 100.000 fra i soggetti con 15 anni e oltre.
La Valle d'Aosta presenta il maggior tasso di suicidio per la classe di età 65-74 anni (18,23 per 100.000 vs un tasso medio nazionale di 9,64 per 100.000) e per la classe di età 75+ (27,16 per 100.000 vs un tasso medio nazionale 12,57 per 100.000).
SALUTE MATERNO INFANTILE
Gestione dei parti con Taglio Cesareo (TC): la Valle d'Aosta presenta una quota di TC pari al 32,86% sul totale dei parti nel 2012, contro la media nazionale di 36,62%.
SISTEMA SANITARIO REGIONALE
Passando all'analisi sulla "salute" del Sistema Sanitario Regionale emerge tra le performance economico-finanziarie che nel 2012 in Valle d'Aosta il rapporto spesa/PIL è pari al 6,3% (valore medio italiano 7,04%).
CONSUMO DI FARMACI
Per quanto riguarda il consumo territoriale di farmaci a carico del SSN (espresso in termini di "DDD/1.000 ab die", cioè come numero medio di dosi di farmaco consumate giornalmente ogni 1.000 abitanti), nel 2012 la Valle d'Aosta presenta un consumo di 896 DDD/1.000 ab die, a fronte di un valore medio nazionale di 985.
Sempre nel 2012 la spesa pro capite per consumo di farmaci a carico del SSN in Valle d'Aosta è pari a 167,9 euro (la media nazionale di 193 euro).
I cittadini spendono non poco di tasca propria per acquistare farmaci forniti dal Ssn: infatti se si osserva l'indicatore Spesa farmaceutica pro capite per ticket e compartecipazione, che esprime la spesa che il cittadino deve sostenere per accedere all'assistenza farmaceutica erogata dal servizio sanitario pubblico, si vede che in Valle d'Aosta ogni cittadino spende di tasca propria il 7,1% della spesa pro capite totale (valore medio italiano 12,2%). Il sistema dei ticket può influire su un accesso equo all'assistenza farmaceutica, potenzialmente penalizzando i soggetti a più basso reddito e quelli con polipatologie croniche.
ASSISTENZA OSPEDALIERA
Gestione dell'assistenza ospedaliera: la Regione presenta un tasso standardizzato di dimissioni ospedaliere in regime ordinario pari a 135,6 per 1.000 (2012), a fronte di un valore medio italiano pari a 120,3 per 1.000. Il tasso standardizzato di dimissioni ospedaliere in regime di Day Hospital è pari a 55,2 per 1.000, mentre la media nazionale è di 43,2 per 1.000.
Il tasso standardizzato complessivo di dimissioni ospedaliere (ovvero in regime ordinario e in Day Hospital) è pari a 190,8 per 1.000; il valore medio nazionale è pari a 163,5 per 1.000.
Nel 2012 la Valle d'Aosta presenta una Degenza Media Preoperatoria standardizzata pari a 1,26 giorni, a fronte di una media nazionale di 1,81. Questo parametro è indice di efficienza organizzativa e di appropriato utilizzo dei servizi diagnostici e dei reparti di degenza chirurgici.
Gestione delle fratture del collo del femore - La frattura del collo del femore (evento frequente nella popolazione anziana) è un ottimo modo per valutare la qualità dell'assistenza ospedaliera in quanto, se non trattata a dovere, ed è spesso causa di peggioramento della qualità di vita, di disabilità e/o di mortalità. Infatti, diversi studi hanno dimostrato che lunghe attese per l'intervento per questa frattura corrispondono a un aumento del rischio di mortalità e di disabilità del paziente, aumento delle complicanze legate all'intervento e minore efficacia della fase riabilitativa. Di conseguenza, molte delle Linee Guida più recenti raccomandano che il paziente con frattura del collo del femore venga operato entro 48 o addirittura 24-36 ore dall'ingresso in ospedale. In Valle d'Aosta il 73,6% (dato 2012) dei pazienti che hanno riportato tale frattura è operato entro 2 giorni (valore medio italiano di 44,7%).
Asl e ospedali, ecco come usano il web per incontrare il cittadino-utente – Quest'anno il Rapporto è andato a indagare quanto le nostre Asl e ospedali si connettono online col cittadino e comunicano attraverso canali web e social. In Valle d'Aosta l'unica Asl presente utilizza almeno un canale web (Twitter, Youtube, Facebook etc) per comunicare coi cittadini, a fronte di una media nazionale del 34% delle Asl.
I "viaggi per la salute" – Il Rapporto analizza la mobilità ospedaliera, ovvero gli spostamenti interregionali dei pazienti per essere sottoposti a cure e interventi chirurgici che richiedono un ricovero. Il fenomeno della mobilità ospedaliera di una regione esprime la capacità di attrarre pazienti che risiedono in altre regioni. In tal caso si parla di mobilità attiva, mentre si parla di mobilità passiva quando la tendenza dei pazienti e di emigrare fuori regione. Per la Valle d'Aosta questo indicatore mostra che la regione ha una capacità attrattiva per acuti in regime di ricovero ordinario del 10,6%, una percentuale di fuga del 18% e un saldo negativo di 7,4 punti percentuali. Significa che la Valle d'Aosta attira meno pazienti da altre regioni di quanti residenti in regione escono dai confini regionali per ricevere assistenza sanitaria.
CONCLUSIONI
Nel considerare i dati di questa Regione autonoma è essenziale conoscerne anche le specificità territoriali che la caratterizzano, che sono quelle di essere la più piccola regione italiana, con soli 126.000 abitanti (pari allo 0,2 % della popolazione nazionale) e quella di avere una morfologia del territorio interamente alpina.
Oltre ciò, una piccola regione di montagna come la Valle d'Aosta, assume spesso, rispetto a dati statistici nazionali, caratteristiche peculiari, in parte dovute ai piccoli numeri generati da una popolazione di circa 126.000 abitanti che producono oscillazioni casuali da un anno all'altro e indipendenti dal fenomeno in studio, e in parte dovuto ad alcuni profili epidemiologici che sono tipici delle popolazioni di montagna.
I punti di forza registrati da questo Rapporto (pochi fumatori, molti sportivi, pochi obesi e poche persone in sovrappeso) sono gli esiti tangibili di un investimento sul lungo periodo che non guarda alla salute solo come assenza di malattia, ma la valorizza come condizione di benessere globale, da conseguire in un ambiente piccolo, dall'alto valore naturalistico, a dimensione umana e per questo particolarmente privilegiato come quello di questa piccola regione alpina
I buoni esiti osservati anche sotto il profilo epidemiologico - tra tutti l'eliminazione in pochi anni dello scarto con il valore medio nazionale nei tassi di mortalità specifica per patologie impattanti, come quella dei tumori nei maschi e del sistema cardiocircolatorio - sono il riscontro atteso a investimenti compiuti attraverso un modello di prevenzione mirata e attiva, rivolta soprattutto alle fasce deboli o a maggiore rischio, secondo modalità che impediscono spesso di programmare in termini di economie di scala e che comportano alla Regione una spesa complessiva per la sanità che, a parità di servizi offerti, ha dei costi superiori di circa il 20%. Trattandosi tuttavia di eventi riguardanti un popolazione di soli 126.000 abitanti ogni variazione annuale dei tassi subisce una elevata variabilità che induce prudenza nell'interpretazione del fenomeno che può essere meglio interpretato solo osservando un trend temporale più lungo.
Sotto il profilo epidemiologico permangono, però, ancora alcune criticità tipiche delle popolazioni di montagna unitamente ad una progressiva acquisizione da parte delle donne di rischi per alcune malattie (inclusi i tumori) alle quali, in passato, erano esposti in misura preponderante gli uomini e ciò per stili di vita e lavorativi oramai simili tra i due generi.
L'ultimo Piano regionale per la salute e il benessere sociale, ancora in vigore (2011-2013), nonostante le ridotte disponibilità economiche e finanziarie ha inteso proseguire sulla strada degli interventi volti alla riduzione del gap epidemiologico che caratterizza in particolare la salute delle popolazioni di montagna, ancora troppo penalizzate da certe abitudini dannose, come la propensione al suicidio (frequente nelel zone ad elevato rischio di isolamento geografico e sociale) e il consumo eccessivo di alcol. Mentre su quest'ultimo punto l'investimento è stato orientato soprattutto alle giovani generazioni, così pericolosamente attratte dai negativi modelli culturali prevalenti e dal consumo irresponsabile di alcol, sul primo aspetto l'attenzione è stata rivolta ai molti anziani che vivono soli.
Mantenere l'anziano quanto più possibile al proprio domicilio, seppure in un piccolo villaggio montano, rappresenta un indubbio valore umano ma può presentare dei rischi se non è opportunamente supportato da una rete di servizi e iniziative sociali.
Consapevoli di tale rischio, molte sono le iniziative che la regione ha finalizzato per mantenere e sostenere l'anziano, la persona o il nucleo fragile, al proprio domicilio, specie se nel piccolo villaggio (hameau) di montagna in cui è sempre vissuto, coerentemente a una politica che, da sempre, contrasta lo spopolamento delle aree di montagna. Dal 2010 la Valle d'Aosta ha dato vita a un servizio sperimentale in alcuni comuni, denominato Assistant de hameau, (assistente di villaggio) per il quale era prevista una durata di due anni ma che, dati gli esiti incoraggianti, è stato prorogato negli anni successivi Tale servizio, in realtà, è rivolto non solo agli anziani ma a tutte le persone non autosufficienti, residenti in alcune zone isolate del territorio regionale e opera in stretta connessione con lo sportello sociale, previsto dal Piano di Zona della Valle d'Aosta. Il progetto, che ha l'obiettivo di rilevare i bisogni non ancora presi in carico dai servizi sociali e di fornire un supporto alle famiglie, mira anche ad attivare reti di relazioni e promuovere la collaborazione tra diversi soggetti, pubblici e privati, presenti in ogni piccolo territorio montano. Si tratta infatti di un servizio di prossimità, che va alla ricerca di chi ha bisogno e non è pensato per il contrario, che può svolgere attività classiche di assistenza, ma che prevalentemente aiuta e accompagna le persone e i nuclei familiari fragili e isolati verso l'individuazione di risposte adeguate ai loro bisogni.
Sotto il profilo organizzativo in materia di servizi sanitari, il Piano regionale per il triennio 2011-2013 ha proseguito nella ricerca continua della qualità delle cure, ospedaliere e territoriali, secondo modelli di integrazione e continuità assistenziale specie per le persone più fragili, come gli anziani, soprattutto se non autosufficienti (da cui deriva anche una gestione del ricovero diversa e non paragonabile a quella delle grandi aree urbane e pianeggiante e quindi, spesso, caratterizzata da tassi più elevati).
L'alta percentuale di fratture di femore operate entro 48 ore pari al 73,6% (contro una media nazionale di 44,7%)e che riguarda in massima parte gli anziani, sono l'esito di percorsi assistenziali di qualità, tesi a contrastare complicanze nella salute nei soggetti già vulnerabili fin dal loro ingresso in ospedale.
La sfida per questa piccola Regione è coordinare anche nel futuro i servizi sanitari e sociali secondo modelli integrati, a rete, con uno spirito di prossimità (il servizio si avvicina e cerca, con azioni pro attive, il cittadino e non viceversa) che, nonostante comporti costi più elevati, risponde maggiormente ai bisogni di tutela e salvaguardia del benessere di una popolazione che vive in un territorio a potenziale ridotta mobilità. Va precisato tuttavia che l'elevata spesa procapite sostenuta per la sanità, autofinanziata interamente dal bilancio regionale a seguito dell'uscita dal Fondo Sanitario Nazionale avvenuta nel 1995, viene spiegata proprio da un costo superiore fino al 20% sostenuto per erogare, a parità di altre condizioni, i servizi per il mantenimento e la salvaguardia della salute in territori di montagna rispetto alle zone pianeggianti e altamente urbanizzate del Paese. Tale spesa si traduce inoltre in un numero maggiore di prestazioni aggiuntive rispetto ai LEA nazionali e in interventi volti a contrastare le disuguaglianze sociali in un contesto dove, il più elevato costo della vita e la morfologia sfavorevole del territorio sarebbe di ulteriore detrimento per le popolazioni con bassa posizione sociale.