Aziende e regioni

In Umbria il minor numero di aborti spontanei ma anche il minor tasso di donatori segnalati

L'Umbria è la Regione con il minore tasso di abortività spontanea in Italia, pari a 82,53 per mille nati vivi, contro un valore medio italiano di 120,58 per 1000 (dati anno 2011).
Ma l'Umbria è la Regione con il tasso minimo di donatori segnalati in Italia, pari a 12,5 per 1.000.000 di persone, contro un tasso medio nazionale di 38,3 per 1.000.000. I donatori segnalati sono le persone indicate dai medici della rianimazione come potenzialmente idonee al prelievo di organi e tessuti.
Inoltre l'Umbria è la Regione che presenta la percentuale maggiore di persone con limitazioni gravi nelle attività quotidiane, pari al 7% dei residenti in Regione, a fronte di un valore medio nazionale del 5,2%.
Sono alcuni dei dati che emergono dalla undicesima edizione del Rapporto Osservasalute (2013), un'approfondita analisi dello stato di salute della popolazione e della qualità dell'assistenza sanitaria nelle Regioni italiane presentata oggi all'Università Cattolica. Pubblicato dall'Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane che ha sede presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e coordinato dal Professor Walter Ricciardi, direttore dell'Osservatorio e del Dipartimento di Sanità Pubblica del Policlinico Universitario "Agostino Gemelli", il Rapporto è frutto del lavoro di 165 esperti di sanità pubblica, clinici, demografi, epidemiologi, matematici, statistici ed economisti distribuiti su tutto il territorio italiano, che operano presso Università e numerose istituzioni pubbliche nazionali, regionali e aziendali (Ministero della Salute, Istat, Istituto Superiore di Sanità, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto Nazionale Tumori, Istituto Italiano di Medicina Sociale, Agenzia Italiana del Farmaco, Aziende Ospedaliere e Aziende Sanitarie, Osservatori Epidemiologici Regionali, Agenzie Regionali e Provinciali di Sanità Pubblica, Assessorati Regionali e Provinciali alla Salute).
Quest'anno il Rapporto osserva la struttura della popolazione con alcuni nuovi indicatori per osservare come è composta, quanti anziani ci sono e qual è il rapporto tra popolazione attiva (in età da lavoro) e popolazione dipendente (bambini e anziani).
Di seguito i nuovi indicatori proposti:
L'indice di vecchiaia (IV) che rappresenta un indicatore sintetico del grado di invecchiamento della popolazione e si ottiene rapportando l'ammontare della popolazione "anziana" (65 anni e oltre) e quello dei bambini (0-14 anni). Per questo indicatore l'Umbria presenta un valore di 182,3%, a fronte di un valore medio nazionale di 148,7%.
L'indice di dipendenza (ID) che rapporta la quota delle persone teoricamente dipendenti da un punto di vista economico (ossia i più giovani e i più anziani) alle persone in età da lavoro, che si presume debbano sostenerle. Per questo indicatore l'Umbria presenta un valore di 58,1%, a fronte di un valore medio nazionale di 53,5%.
L'Indice di Struttura della popolazione attiva (IS) esprime, invece, il grado di invecchiamento di uno specifico settore della popolazione, ossia la popolazione in età da lavoro. Esso si ottiene rapportando le venticinque generazioni più anziane (cioè il segmento di popolazione 40-64 anni) alle venticinque più giovani (15-39 anni) che si suppone nel tempo si debbano sostituire alle più invecchiate. Per questo indicatore l'Umbria presenta un valore di 125%, a fronte di un valore medio nazionale di 120,7%.
L'Indice di Ricambio, infine, ha al numeratore la quota di popolazione che sta per uscire dalla popolazione attiva (60-64 anni) e al denominatore la parte di popolazione (15-19 anni) che si sta per affacciare al mondo del lavoro. Per questo indicatore l'Umbria presenta un valore di 152%, a fronte di un valore medio nazionale di 130,3%.
SALUTE E DISABILITÀ DELLE PERSONE ANZIANE
In Umbria (dati XV Censimento – 2011) l'11,2% dei cittadini ha tra 65 e 74 anni, a fronte di una media nazionale del 10,5%, mentre le persone tra 75 e 84 anni sono l'8,8% della popolazione regionale, a fronte di una media nazionale del 7,5%. Gli anziani di 85 anni o più sono il 3,8% della popolazione regionale, a fronte di una media nazionale del 2,8%.
Quest'anno il Rapporto esamina la percentuale di maschi e femmine di età 65 anni e oltre che vivono soli, in presenza o assenza di gravi limitazioni fisiche che rendono complicate le attività quotidiane anche più semplici come lavarsi o cucinare (Anno 2011): in Umbria il 26,77% della popolazione maschile in questa fascia di età vive sola in presenza di limitazioni, e il 47,64% delle femmine (valori medi nazionali: il 19,93% dei maschi e 45,17% delle femmine); il 19,87% dei maschi in regione vive solo in assenza di limitazioni e il 41,66% delle femmine (valori medi nazionali: 16,02% dei maschi e il 35,39% delle femmine).
L'Umbria ha la massima percentuale di persone con limitazioni gravi nelle attività quotidiane, pari al 7% dei residenti in regione a fronte di un valore nazionale del 5,2%.
SPERANZA DI VITA
In Umbria la speranza di vita alla nascita è per i maschi pari a 79,9 anni (media italiana 79,4). Per le femmine la speranza di vita alla nascita è pari a 85,1 anni (valore medio italiano 84,5). Per i maschi di 0-84 anni in regione si registra un guadagno di 75 giorni per la speranza di vita ottenuto grazie alla riduzione della mortalità per tumori (guadagno medio nazionale è di 116 giorni); un guadagno di 141 giorni per ridotta mortalità per malattie del sistema circolatorio (guadagno medio italiano 133 giorni); i maschi hanno inoltre guadagnato 27 giorni per ridotta mortalità per disturbi psichici, malattie del sistema nervoso ed organi di senso (guadagno medio italiano 6 giorni). Per le donne in regione la speranza di vita ha beneficiato di un guadagno di 97 giorni ottenuti grazie alla riduzione della mortalità per tumori (guadagno medio nazionale è di 31 giorni); di 147 giorni per ridotta mortalità per malattie del sistema circolatorio (guadagno medio italiano 117 giorni); e una guadagno di cinque giorni per ridotta mortalità per disturbi psichici, malattie del sistema nervoso ed organi di senso (perdita medio italiano 11 giorni).
MORTALITÀ
In Umbria la mortalità (dati 2010) è pari a 102,5 per 10.000 abitanti tra i maschi, contro una media nazionale di 105,9 per 10.000, mentre è pari a 61,9 per 10.000 tra le donne (contro una media nazionale di 66,8 per 10.000).
Per quanto riguarda i tassi di mortalità per alcune cause (2010) l'Umbria presenta, nella classe di età 19-64 anni, una mortalità per tumori tra i maschi pari a 10,6 per 10.000 (vs un valore medio nazionale di 10,2 per 10.000) e una mortalità per malattie del sistema circolatorio di 6,1 per 10.000 (vs un valore medio nazionale di 5,2 per 10.000). Tra le femmine la mortalità per tumori è pari a 8,1 per 10.000, (vs un valore medio nazionale di 7,7 per 10.000) e la mortalità per malattie del sistema circolatorio di 1,9 per 10.000 (vs un valore medio nazionale di 1,8 per 10.000).
STILI DI VITA
Fumo - L'Umbria presenta nel 2012 una quota di fumatori pari al 20,2% della popolazione regionale di 14 anni e oltre (media nazionale 21,9%). In Umbria vi è una quota di ex-fumatori del 26,9% - percentuale maggiore in Italia (22,6% valore italiano), mentre i non fumatori sono il 51,9% della popolazione regionale di 14 anni e oltre (valore medio nazionale 54,2%).
Consumo di alcol – L'Umbria fa registrare i seguenti valori: nel 2011 presenta una quota di non consumatori pari al 33,9% a fronte di un valore medio nazionale del 33,6%. I consumatori sono il 64,9%, a fronte di un valore medio nazionale del 65%.
La prevalenza di consumatori a rischio di 11-18 anni (ovvero quei giovani che praticano almeno uno dei comportamenti a rischio relativamente al consumo di alcol, come l'eccedenza quotidiana o il binge drinking) è pari al 15,2% dei maschi (valore medio italiano 14,1%), per un totale del 9,8% dei giovani in questa fascia d'età (valore medio italiano 11,4%). Per le donne il dato non è attendibile. La prevalenza di consumatori a rischio di 19-64 anni è pari al 16,5% dei maschi (valore medio italiano 19,8%) e al 4,3% delle femmine (valore medio italiano 5,3%). Il totale dei consumatori a rischio è il 10,3% degli individui in questa fascia d'età (valore medio italiano 12,5%).
DIETA, PESO E SPORT
Obesità e sovrappeso
Adulti - L'Umbria presenta una percentuale di individui (persone di 18 anni e oltre) in sovrappeso pari al 37,4%; il valore medio nazionale è il 35,6%. E una percentuale di obesi pari al 12% dei cittadini, a fronte di un valore medio italiano del 10,4%.
Minori – In Umbria il 23,8% dei minori di 6-17 anni è in eccesso di peso (sovrappeso o obesi) contro un valore medio nazionale di 26,9%.
Per quanto riguarda la pratica di sport in Umbria il 21,9% della popolazione dai 3 anni in su pratica sport in modo continuativo (valore medio italiano 21,9%); il 30,7% fa qualche attività fisica (valore medio nazionale 29,2%). In Umbria coloro che non svolgono alcuno sport sono il 39,1% della popolazione (media nazionale 39,2%).
SALUTE MENTALE
In Umbria si registra un consumo di antidepressivi pari a 44,6 dosi definite giornaliere per 1.000 abitanti nel 2012. A livello nazionale il consumo medio è di 36,8 DDD/1.000 ab die.
In Umbria il tasso standardizzato di suicidio è pari al 8,41 per 100.000, a fronte di un valore medio nazionale di 7,21 per 100.000 fra i soggetti con 15 anni e oltre.
SALUTE MATERNO INFANTILE
Gestione dei parti con Taglio Cesareo (TC): l'Umbria presenta una quota di TC pari al 32,15% sul totale dei parti nel 2012, contro la media nazionale di 36,62%.
SISTEMA SANITARIO REGIONALE
Passando all'analisi sulla "salute" del Sistema Sanitario Regionale emerge tra le performance economico-finanziarie che nel 2012 in Umbria il rapporto spesa/PIL è pari al 7,76% (valore medio italiano 7,04%).
CONSUMO DI FARMACI
Per quanto riguarda il consumo territoriale di farmaci a carico del SSN (espresso in termini di "DDD/1.000 ab die", cioè come numero medio di dosi di farmaco consumate giornalmente ogni 1.000 abitanti), nel 2012 l'Umbria presenta un consumo di 1.051 DDD/1.000 ab die, a fronte di un valore medio nazionale di 985.
Sempre nel 2012 la spesa pro capite per consumo di farmaci a carico del SSN in Umbria è pari a 172,3 euro (la media nazionale di 193 euro).
I cittadini spendono non poco di tasca propria per acquistare farmaci forniti dal Ssn: infatti se si osserva l'indicatore Spesa farmaceutica pro capite per ticket e compartecipazione, che esprime la spesa che il cittadino deve sostenere per accedere all'assistenza farmaceutica erogata dal servizio sanitario pubblico, si vede che in Umbria ogni cittadino spende di tasca propria il 9,7% della spesa pro capite totale (valore medio italiano 12,2%). Il sistema dei ticket può influire su un accesso equo all'assistenza farmaceutica, potenzialmente penalizzando i soggetti a più basso reddito e quelli con polipatologie croniche.
ASSISTENZA OSPEDALIERA
Gestione dell'assistenza ospedaliera: la Regione presenta un tasso standardizzato di dimissioni ospedaliere in regime ordinario pari a 125,9 per 1.000 (2012), a fronte di un valore medio italiano pari a 120,3 per 1.000. Il tasso standardizzato di dimissioni ospedaliere in regime di Day Hospital è pari a 32,9 per 1.000, mentre la media nazionale è di 43,2 per 1.000.
Il tasso standardizzato complessivo di dimissioni ospedaliere (ovvero in regime ordinario e in Day Hospital) è pari a 158,7 per 1.000; il valore medio nazionale è pari a 163,5 per 1.000.
Nel 2012 l'Umbria presenta una Degenza Media Preoperatoria standardizzata pari a 1,78 giorni, a fronte di una media nazionale di 1,81. Questo parametro è indice di efficienza organizzativa e di appropriato utilizzo dei servizi diagnostici e dei reparti di degenza chirurgici.
Gestione delle fratture del collo del femore - La frattura del collo del femore (evento frequente nella popolazione anziana) è un ottimo modo per valutare la qualità dell'assistenza ospedaliera in quanto, se non trattata a dovere, ed è spesso causa di peggioramento della qualità di vita, di disabilità e/o di mortalità. Infatti, diversi studi hanno dimostrato che lunghe attese per l'intervento per questa frattura corrispondono a un aumento del rischio di mortalità e di disabilità del paziente, aumento delle complicanze legate all'intervento e minore efficacia della fase riabilitativa. Di conseguenza, molte delle Linee Guida più recenti raccomandano che il paziente con frattura del collo del femore venga operato entro 48 o addirittura 24-36 ore dall'ingresso in ospedale. In Umbria il 37% (dato 2012) dei pazienti che hanno riportato tale frattura è operato entro 2 giorni (valore medio italiano di 44,7%).
Asl e ospedali, ecco come usano il web per incontrare il cittadino-utente – Quest'anno il Rapporto è andato a indagare quanto le nostre Asl e ospedali si connettono online col cittadino e comunicano attraverso canali web e social. In Umbria il 50% delle Asl (1 delle 2 presenti in Regione) utilizza almeno un canale web (Twitter, Youtube, Facebook etc) per comunicare coi cittadini, a fronte di una media nazionale del 34% delle Asl.
In Umbria il 100% (2 su 2) delle Aziende Ospedaliere (AO), Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) e Policlinici Universitari (PU) utilizzano il web 2.0 per la comunicazione con il cittadino (valore medio nazionale 44%).
I "viaggi per la salute" – Il Rapporto analizza la mobilità ospedaliera, ovvero gli spostamenti interregionali dei pazienti per essere sottoposti a cure e interventi chirurgici che richiedono un ricovero. Il fenomeno della mobilità ospedaliera di una regione esprime la capacità di attrarre pazienti che risiedono in altre regioni. In tal caso si parla di mobilità attiva, mentre si parla di mobilità passiva quando la tendenza dei pazienti e di emigrare fuori regione. Per l'Umbria questo indicatore mostra che la regione ha una capacità attrattiva per acuti in regime di ricovero ordinario del 14,7%, una percentuale di fuga del 11% e un saldo positivo di 3,7 punti percentuali. Significa che l'Umbria attira più pazienti da altre regioni di quanti residenti in regione escono dai confini regionali per ricevere assistenza sanitaria.
CONCLUSIONI
Il "Rapporto Osservasalute" conferma la prevalenza in Umbria di una popolazione anziana con tutti gli indicatori correlati: un indice di vecchiaia significativamente superiore al valore medio nazionale, anche se l'indice di dipendenza, pur essendo superiore presenta differenze meno significative e questo giustifica la massima percentuale di persone con limitazioni gravi nelle attività quotidiane, che rappresentano il 7% dei residenti in Umbria a fronte di un valore nazionale del 5,2%.
La percentuale dei residenti di età superiore ai 65 anni che vive sola è superiore al 25%, interessa soggetti con e senza limitazioni e riguarda prevalentemente le donne (47,64% delle femmine in presenza di limitazioni e 41,66% senza).
Con l'incidenza significativa di persone anziane è correlato anche il maggior consumo di antidepressivi registrato rispetto al valore medio nazionale.
Le patologie mentali rappresentano un problema in crescita a livello mondiale, viene riportata un'aumentata prevalenza della depressione nella popolazione anziana, nella quale assume forme gravi perché si associa ad altre patologie e può causare un disagio clinicamente significativo, che si associa a tentativi di suicidio. Questo spiega un tasso standardizzato di suicidio, pari al 8,41 per 100.000, a fronte di un valore medio nazionale di 7,21.
I dati rilevati evidenziano che il trattamento delle patologie mentali presenta margini di miglioramento, rappresenta una sfida importane per i servizi sanitari regionali e indica, la necessità, da una parte di proseguire con le azioni in corso per favorire una maggiore appropriatezza d'uso dei farmaci e dall'altra ad adottare azioni mirate nelle fasce di età più avanzate, particolarmente a rischio di isolamento.
La speranza di vita alla nascita in Umbria è lievemente superiore al valore medio nazionale:
•negli uomini è stata ottenuta grazie ad una ridotta mortalità per malattie del sistema circolatorio e per disturbi psichici;
•nelle donne grazie al significativo miglioramento della speranza di vita, con un guadagno di 97 giorni rispetto ai 31 della media nazionale, conseguenti alla ridotta mortalità per tumore, attribuibile prevalentemente all'impegno rivolto dalla Regione alla prevenzione secondaria, incentivando i programmi di screening mammografico e dei tumori della sfera genitale.
Da segnalare la quota di fumatori nella popolazione di 14 anni e oltre inferiore alla media nazionale, conseguente a una quota di ex fumatori del 26,9% che rappresenta la percentuale più elevata in Italia, frutto delle campagne antifumo.
Rimane alta la percentuale di umbri adulti in sovrappeso, mentre grazie all'attività svolta nelle scuole, il numero dei minori (16-17 anni) obesi o in sovrappeso è inferiore alla media nazionale.
Il consumo territoriale di farmaci a carico del SSN è ancora elevato (1.051 DDD/1.000 consumate giornalmente ogni 1.000 abitanti a fronte di un valore medio nazionale di 985), tuttavia la spesa pro capite per consumo di farmaci a carico del SSN, significativamente inferiore (€172,3 rispetto alla media nazionale di €193), è riconducibile alle iniziative svolte per favorire l'uso di farmaci generici e alla distribuzione diretta dei farmaci al momento della dimissione dall'ospedale.
Significativo il valore dell'indicatore spesa farmaceutica pro capite per ticket e compartecipazione, (9,7% della spesa pro capite totale contro il 12,2% del valore medio italiano), frutto della politica regionale relativa al sistema dei ticket, che ha reso esenti i soggetti a più basso reddito e quelli con poli patologie croniche.
Nel campo della salute materno-infantile è interessante il risultato ottenuto relativo alla percentuale dei parti con taglio cesareo (32,15% contro la media nazionale del 36,62%) che dimostra l'efficacia delle azioni finora intraprese.
Sono stati raggiunti buoni risultati nella gestione dell'assistenza ospedaliera evidenziati da:
•un tasso standardizzato complessivo di dimissioni ospedaliere inferiore al valore medio nazionale, ottenuto grazie alle azioni volte a favorire l'appropriatezza erogativa, riducendo i ricoveri in regime di day hospital, che hanno raggiunto un tasso standardizzato del 32,9 x 1.000, rispetto alla media nazionale 43,2.
•il valore della Degenza Media Preoperatoria standardizzata inferiore alla media nazionale;
•il saldo positivo di 3,7 punti percentuali della mobilità che mostra una buona capacità di attrarre pazienti da altre regioni.
Il rapporto spesa/PIL (7,76% rispetto al valore medio italiano del 7,04%), in presenza di indicatori positivi relativi all'appropriatezza clinico-organizzativa, evidenzia un elevato livello dei servizi offerti alla popolazione.
Da segnalare infine l'attenzione rivolta dalla quasi totalità delle aziende regionali di usare il web per incontrare il cittadino/utente.