Aziende e regioni

Intesa Regione Lombardia-Inail per un'assistenza continuativa e hi-tech a 40mila infortunati l'anno

Completare e migliorare il percorso di recupero delle persone infortunate, dalle prime cure, alla riabilitazione e fino al reinserimento sociale e lavorativo, in un quadro di collaborazione rafforzata e di integrazione tra Inail e Sistema sanitario regionale. E' questo lo scopo del Protocollo d'intesa e della prima convenzione attuativa firmati oggi da Regione Lombardia e Inail. La sottoscrizione di questa intesa fa seguito all'Accordo quadro stipulato a livello centrale dalla Conferenza delle Regioni e da Inail e riguarda, per la Lombardia, l'assistenza dei circa 40.000 infortunati che ogni anno necessitano di prestazioni riabilitative, oggi svolte all'interno delle strutture sanitarie, anche in collaborazione con ambulatori dedicati di Inail.
«La rete e il coinvolgimento di tanti soggetti sul territorio fa di questa prima applicazione un'eccellenza a livello nazionale e un modello da esportare in altre Regioni», spiega il presidente della Regione Lombardia in occasione della firma, oggi pomeriggio, del protocollo e della convenzione. «Regione Lombardia, Inail, Cnr, Politecnico, Univerlecco - ha ribadito il presidente - rappresentano un esempio di come le Istituzioni possano riuscire a collaborare fra loro, per raggiungere dei risultati concreti. Del resto, la Lombardia ha una naturale vocazione alla ricerca. Sul nostro territorio - ha ricordato Maroni - ci sono 13 Università, 18 Irccs, 500 centri di ricerca, senza contare le tante multinazionali, che, al loro interno, hanno dei centri di ricerca. Vogliamo riuscire ad attrarre e mantenere sul territorio le imprese come già siamo riusciti a fare con Whirpool, che ha scelto di chiudere in un altro Paese per investire in Lombardia, nonostante il carico fiscale e la maggiore burocrazia del sistema italiano, perché è stato riconosciuto l'impegno della Regione a impegnarsi nella ricerca e nell'innovazione».
«La novità rilevante - aggiunge il presidente dell'Inail Massimo De Felice - è che, insieme all'Accordo quadro, si parte subito anche con una convenzione attuativa. Mi sembra sia di ottimo auspicio il fatto di cominciare inserendo già in una visione strategica una sua prima applicazione concreta. Crediamo crediamo sia molto importante definire uno stile di ricerca capace di tenere insieme l'alta tecnologia con la sperimentazione sul campo».

Gli obiettivi. I principali obiettivi previsti dal Protocollo d'intesa e dalla prima convenzione attuativa sono:
- l'erogazione di prestazioni di assistenza sanitaria agli infortunati e tecnopatici da parte dell'Inail, attraverso convenzioni ad hoc che potranno coinvolgere tutte le strutture lombarde di riabilitazione;
- la ricerca di nuove tecnologie e metodologie di assistenza e la sperimentazione e l'applicazione di protocolli innovativi di riabilitazione.

Ricerca. Per quanto riguarda l'attività di ricerca si intende avviare un 'Sistema in rete', che permetta la creazione di una filiera completa del recupero dell'integrità psicofisica degli infortunati sul lavoro e dei tecnopatici. Il 'Sistema in rete' sarà realizzato attraverso un 'Polo integrato della ricerca', che vedrà collaborare Inail con le strutture identificate da Regione Lombardia e, in particolare, il Campus di Lecco del Politecnico di Milano, che vede già la collaborazione del Cnr su questi temi.
Scopi. Con questa iniziativa, Regione Lombardia intende:
valorizzare gli investimenti fatti sul proprio territorio nel campo della meccatronica, robotica, design, edilizia sostenibile, elettronica, sensoristica, bioingegneria, materiali funzionali, sicurezza e rischio; qualificare il territorio lombardo, in particolare quello lecchese, come centro di eccellenza per la cura e la ricerca sulla cura di vittime di eventi traumatici e tecnopatici, in grado di rispondere alle necessità terapeutiche anche di cittadini non residenti nella regione.
Rete europea. La collaborazione tra Sistema sanitario lombardo, Inail, Politecnico di Milano, Cnr e Univerlecco sarà in grado, anche grazie al coinvolgimento delle molteplici aziende che partecipano al cluster 'Tecnologie per gli ambienti di vita', di dar vita a una rete unica non solo a livello nazionale, ma anche a livello europeo.