Aziende e regioni

Piemonte: la Regione con il maggior tasso di gravidanze con procreazione assistita ma con la più alta alta percentuale di donne con consumi alcolici a rischio

Il Piemonte è la Regione che presenta il maggior tasso di gravidanze per 100 cicli con tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), ovvero un tasso di successo del 25,8%.
In negativo, invece, si segnala che il Piemonte è la Regione dove si registra la maggior percentuale di donne di 19-64 anni (2,7%) che eccede i consumi di alcolici raccomandati (dati anno 2011). Le attuali Linee Guida per
una sana alimentazione dell'Istituto Nazionale di
Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione considerano
a rischio le donne che consumano più di 20 grammi
di alcol al giorno (1-2 Unità Alcoliche).
Sono alcuni dei dati che emergono dalla undicesima edizione del Rapporto Osservasalute (2013), un'approfondita analisi dello stato di salute della popolazione e della qualità dell'assistenza sanitaria nelle Regioni italiane presentata oggi all'Università Cattolica. Pubblicato dall'Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane che ha sede presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e coordinato dal Professor Walter Ricciardi, direttore dell'Osservatorio e del Dipartimento di Sanità Pubblica dell'Università Cattolica del Sacro Cuore Policlinico Universitario "Agostino Gemelli", il Rapporto è frutto del lavoro di 165 esperti di sanità pubblica, clinici, demografi, epidemiologi, matematici, statistici ed economisti distribuiti su tutto il territorio italiano, che operano presso Università e numerose istituzioni pubbliche nazionali, regionali e aziendali (Ministero della Salute, Istat, Istituto Superiore di Sanità, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto Nazionale Tumori, Istituto Italiano di Medicina Sociale, Agenzia Italiana del Farmaco, Aziende Ospedaliere e Aziende Sanitarie, Osservatori Epidemiologici Regionali, Agenzie Regionali e Provinciali di Sanità Pubblica, Assessorati Regionali e Provinciali alla Salute).
Quest'anno il Rapporto osserva la struttura della popolazione con alcuni nuovi indicatori per osservare come è composta, quanti anziani ci sono e qual è il rapporto tra popolazione attiva (in età da lavoro) e popolazione dipendente (bambini e anziani).
Di seguito i nuovi indicatori proposti:
L'indice di vecchiaia (IV) che rappresenta un indicatore sintetico del grado di invecchiamento della popolazione e si ottiene rapportando l'ammontare della popolazione "anziana" (65 anni e oltre) e quello dei bambini (0-14 anni). Per questo indicatore il Piemonte presenta un valore di 182,3%, a fronte di un valore medio nazionale di 148,7%.
L'indice di dipendenza (ID) che rapporta la quota delle persone teoricamente dipendenti da un punto di vista economico (ossia i più giovani e i più anziani) alle persone in età da lavoro, che si presume debbano sostenerle. Per questo indicatore il Piemonte presenta un valore di 57,4%, a fronte di un valore medio nazionale di 53,5%.
L'Indice di Struttura della popolazione attiva (IS) esprime, invece, il grado di invecchiamento di uno specifico settore della popolazione, ossia la popolazione in età da lavoro. Esso si ottiene rapportando le venticinque generazioni più anziane (cioè il segmento di popolazione 40-64 anni) alle venticinque più giovani (15-39 anni) che si suppone nel tempo si debbano sostituire alle più invecchiate. Per questo indicatore il Piemonte presenta un valore di 135,1%, a fronte di un valore medio nazionale di 120,7%.
L'Indice di Ricambio, infine, ha al numeratore la quota di popolazione che sta per uscire dalla popolazione attiva (60-64 anni) e al denominatore la parte di popolazione (15-19 anni) che si sta per affacciare al mondo del lavoro. Per questo indicatore il Piemonte presenta un valore di 160,6%, a fronte di un valore medio nazionale di 130,3%.
SALUTE E DISABILITÀ DELLE PERSONE ANZIANE
In Piemonte (dati XV Censimento – 2011) l'11,7% dei cittadini ha tra 65 e 74 anni, a fronte di una media nazionale del 10,5%, mentre le persone tra 75 e 84 anni sono l'8,7% della popolazione regionale, a fronte di una media nazionale del 7,5%. Gli anziani di 85 anni o più sono il 3,2% della popolazione regionale, a fronte di una media nazionale del 2,8%.
Quest'anno il Rapporto esamina la percentuale di maschi e femmine di età 65 anni e oltre che vivono soli, in presenza o assenza di gravi limitazioni fisiche che rendono complicate le attività quotidiane anche più semplici come lavarsi o cucinare (Anno 2011): in Piemonte il 9,15% della popolazione maschile in questa fascia di età vive sola in presenza di limitazioni, e il 51,35% delle femmine (valori medi nazionali: il 19,93% dei maschi e 45,17% delle femmine); il 21,37% dei maschi in regione vive solo in assenza di limitazioni e il 35,91% delle femmine (valori medi nazionali: 16,02% dei maschi e il 35,39% delle femmine).
SPERANZA DI VITA
In Piemonte la speranza di vita alla nascita è per i maschi pari a 79,2 anni (media italiana 79,4). Per le femmine la speranza di vita alla nascita è pari a 84,4 anni (valore medio italiano 84,5). Per i maschi di 0-84 anni in regione si registra un guadagno di 65 giorni per la speranza di vita ottenuto grazie alla riduzione della mortalità per tumori (guadagno medio nazionale è di 116 giorni); un guadagno di 140 giorni per ridotta mortalità per malattie del sistema circolatorio (guadagno medio italiano 133 giorni); i maschi hanno invece perso sei giorni per aumentata mortalità per disturbi psichici, malattie del sistema nervoso ed organi di senso (guadagno medio italiano 6 giorni). Per le donne in regione la speranza di vita ha beneficiato di un guadagno di 65 giorni ottenuti grazie alla riduzione della mortalità per tumori (guadagno medio nazionale è di 31 giorni); di 119 giorni per ridotta mortalità per malattie del sistema circolatorio (guadagno medio italiano 117 giorni); e una perdita di 12 giorni per aumentata mortalità per disturbi psichici, malattie del sistema nervoso ed organi di senso (perdita medio italiano 11 giorni).
MORTALITÀ
In Piemonte la mortalità (dati 2010) è pari a 108,8 per 10.000 abitanti tra i maschi, contro una media nazionale di 105,9 per 10.000, mentre è pari a 67,5 per 10.000 tra le donne (contro una media nazionale di 66,8 per 10.000).
Per quanto riguarda i tassi di mortalità per alcune cause (2010) il Piemonte presenta, nella classe di età 19-64 anni, una mortalità per tumori tra i maschi pari a 10,9 per 10.000 (vs un valore medio nazionale di 10,2 per 10.000) e una mortalità per malattie del sistema circolatorio di 5,2 per 10.000 (vs un valore medio nazionale di 5,2 per 10.000). Tra le femmine la mortalità per tumori è pari a 7,8 per 10.000, (vs un valore medio nazionale di 7,7 per 10.000) e la mortalità per malattie del sistema circolatorio di 1,7 per 10.000 (vs un valore medio nazionale di 1,8 per 10.000).
STILI DI VITA
Fumo - Il Piemonte presenta una quota di fumatori pari al 21,4% (anno 2012) della popolazione regionale di 14 anni e oltre (media nazionale 21,9%). In Piemonte vi è una quota di ex-fumatori del 23,7% (22,6% valore italiano), mentre i non fumatori sono il 53,7% della popolazione regionale di 14 anni e oltre (valore medio nazionale 54,2%).
Consumo di alcol – Il Piemonte fa registrare i seguenti valori: nel 2011 presenta una quota di non consumatori pari al 31,2% a fronte di un valore medio nazionale del 33,6%. I consumatori sono il 67,1%, a fronte di un valore medio nazionale del 65%.
La prevalenza di consumatori a rischio di 11-18 anni (ovvero quei giovani che praticano almeno uno dei comportamenti a rischio relativamente al consumo di alcol, come l'eccedenza quotidiana o il binge drinking) è pari al 16,3% dei maschi (valore medio italiano 14,1%), all'8,1% per le femmine (valore medio italiano 8,4%), per un totale del 12,1% dei giovani in questa fascia d'età (valore medio italiano 11,4%). La prevalenza di consumatori a rischio di 19-64 anni è pari al 23% dei maschi (valore medio italiano 19,8%) e all'8% delle femmine (valore medio italiano 5,3%). Il totale dei consumatori a rischio è il 15,5% degli individui in questa fascia d'età (valore medio italiano 12,5%).
DIETA, PESO E SPORT
Obesità e sovrappeso
Adulti - Il Piemonte presenta una percentuale di individui in sovrappeso pari al 34,9%; il valore medio nazionale è il 35,6%. E una percentuale di obesi pari al 9,1% dei cittadini (persone di 18 anni e oltre), a fronte di un valore medio italiano del 10,4%.
Minori – In Piemonte il 20,9% dei minori di 6-17 anni è in eccesso di peso (sovrappeso o obesi) contro un valore medio nazionale di 26,9%.
Per quanto riguarda la pratica di sport in Piemonte il 25% della popolazione dai 3 anni in su pratica sport in modo continuativo (valore medio italiano 21,9%); il 33,3% fa qualche attività fisica (valore medio nazionale 29,2%). In Piemonte coloro che non svolgono alcuno sport sono il 29,7% della popolazione (media nazionale 39,2%).
SALUTE MENTALE
In Piemonte si registra un consumo di antidepressivi pari a 40,6 dosi definite giornaliere per 1.000 abitanti nel 2012. A livello nazionale il consumo medio è di 36,8 DDD/1.000 ab die.
In Piemonte il tasso standardizzato di suicidio è pari al 9,56 per 100.000, a fronte di un valore medio nazionale di 7,21 per 100.000 fra i soggetti con 15 anni e oltre.
SALUTE MATERNO INFANTILE
Gestione dei parti con Taglio Cesareo (TC): il Piemonte presenta una quota di TC pari al 30,53% sul totale dei parti nel 2012, contro la media nazionale di 36,62%.
SISTEMA SANITARIO REGIONALE
Passando all'analisi sulla "salute" del Sistema Sanitario Regionale emerge tra le performance economico-finanziarie che nel 2012 in Piemonte il rapporto spesa/PIL è pari al 6,58% (valore medio italiano 7,04%).
CONSUMO DI FARMACI
Per quanto riguarda il consumo territoriale di farmaci a carico del SSN (espresso in termini di "DDD/1.000 ab die", cioè come numero medio di dosi di farmaco consumate giornalmente ogni 1.000 abitanti), nel 2012 il Piemonte presenta un consumo di 915 DDD/1.000 ab die, a fronte di un valore medio nazionale di 985.
Sempre nel 2012 la spesa pro capite per consumo di farmaci a carico del SSN in Piemonte è pari a 170,3 euro (la media nazionale di 193 euro).
I cittadini spendono non poco di tasca propria per acquistare farmaci forniti dal Ssn: infatti se si osserva l'indicatore Spesa farmaceutica pro capite per ticket e compartecipazione, che esprime la spesa che il cittadino deve sostenere per accedere all'assistenza farmaceutica erogata dal servizio sanitario pubblico, si vede che in Piemonte ogni cittadino spende di tasca propria il 9,5% della spesa pro capite totale (valore medio italiano 12,2%). Il sistema dei ticket può influire su un accesso equo all'assistenza farmaceutica, potenzialmente penalizzando i soggetti a più basso reddito e quelli con polipatologie croniche.
ASSISTENZA OSPEDALIERA
Gestione dell'assistenza ospedaliera: la Regione presenta un tasso standardizzato di dimissioni ospedaliere in regime ordinario pari a 114,8 per 1.000 (2012), a fronte di un valore medio italiano pari a 120,3 per 1.000. Il tasso standardizzato di dimissioni ospedaliere in regime di Day Hospital è pari a 37,5 per 1.000, mentre la media nazionale è di 43,2 per 1.000.
Il tasso standardizzato complessivo di dimissioni ospedaliere (ovvero in regime ordinario e in Day Hospital) è pari a 152,2 per 1.000; il valore medio nazionale è pari a 163,5 per 1.000.
Nel 2012 il Piemonte presenta una Degenza Media Preoperatoria standardizzata pari a 1,5 giorni, a fronte di una media nazionale di 1,81. Questo parametro è indice di efficienza organizzativa e di appropriato utilizzo dei servizi diagnostici e dei reparti di degenza chirurgici.
Gestione delle fratture del collo del femore - La frattura del collo del femore (evento frequente nella popolazione anziana) è un ottimo modo per valutare la qualità dell'assistenza ospedaliera in quanto, se non trattata a dovere, ed è spesso causa di peggioramento della qualità di vita, di disabilità e/o di mortalità. Infatti, diversi studi hanno dimostrato che lunghe attese per l'intervento per questa frattura corrispondono a un aumento del rischio di mortalità e di disabilità del paziente, aumento delle complicanze legate all'intervento e minore efficacia della fase riabilitativa. Di conseguenza, molte delle Linee Guida più recenti raccomandano che il paziente con frattura del collo del femore venga operato entro 48 o addirittura 24-36 ore dall'ingresso in ospedale. In Piemonte il 45,5% (dato 2012) dei pazienti che hanno riportato tale frattura è operato entro 2 giorni (valore medio italiano di 44,7%).
Asl e ospedali, ecco come usano il web per incontrare il cittadino-utente – Quest'anno il Rapporto è andato a indagare quanto le nostre Asl e ospedali si connettono online col cittadino e comunicano attraverso canali web e social. In Piemonte il 23% delle Asl utilizza almeno un canale web (Twitter, Youtube, Facebook etc) per comunicare coi cittadini, a fronte di una media nazionale del 34% delle Asl.
In Piemonte il 30% delle Aziende Ospedaliere (AO), Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) e Policlinici Universitari (PU) utilizzano il web 2.0 per la comunicazione con il cittadino (valore medio nazionale 44%).
I "viaggi per la salute" – Il Rapporto analizza la mobilità ospedaliera, ovvero gli spostamenti interregionali dei pazienti per essere sottoposti a cure e interventi chirurgici che richiedono un ricovero. Il fenomeno della mobilità ospedaliera di una regione esprime la capacità di attrarre pazienti che risiedono in altre regioni. In tal caso si parla di mobilità attiva, mentre si parla di mobilità passiva quando la tendenza dei pazienti e di emigrare fuori regione. Per il Piemonte questo indicatore mostra che la regione ha una capacità attrattiva per acuti in regime di ricovero ordinario del 5,6%, una percentuale di fuga del 6,7% e un saldo negativo di 1,1 punti percentuali. Significa che il Piemonte attira meno pazienti da altre regioni di quanti residenti in regione escono dai confini regionali per ricevere assistenza sanitaria.
CONCLUSIONI
Da un'attenta lettura dei dati proposti quest'anno dal rapporto Osservasalute pare evidenziarsi come ombre e luci del sistema sanitario della Regione ruotino attorno alle sue peculiari caratteristiche demografiche.
Infatti la Regione Piemonte, pur essendo territorio di forte immigrazione straniera, si caratterizza per una percentuale rilevante di popolazione anziana e molto anziana. Tutti gli indici proposti, compresi quelli più nuovi come l'indice di dipendenza, la struttura della popolazione attiva e l'indice di ricambio vedono il Piemonte proporre valori lontani dalla media nazionale.
I risultati delle analisi condotte relativamente alla speranza di vita sono evidente segno di un sistema che, pur di gran valore per quanto riguarda gli aspetti legati alla salute fisica, non riesce ancora a sostenere al meglio il burden of disease – peso dovuto alle malattie - dovuto alla patologia sociale legata anche alla forte presenza di popolazione anziana che necessita di reti più solide: si evidenzia infatti, contrariamente a quanto avviene nel Paese, una perdita di giorni di vita dovuta ai disturbi psichici. Tale dato è sostanziato anche dagli indicatori relativi alla salute mentale della popolazione: sia i consumi di farmaci antidepressivi che i tassi di suicidio sono in Piemonte più elevati che nella media nazionale.
Relativamente agli stili di vita in Piemonte continua il decremento virtuoso (rispetto alla media nazionale) di fumatori e persone sovrappeso o obese (anche grazie al numero crescente di soggetti impegnati in attività fisica e sport). Si rileva invece una pericolosa deriva, già sottolineata in altri Rapporti Osservasalute, per quanto riguarda il consumo di alcol: i bevitori a rischio sono nella Regione Piemonte superiori alla media italiana e, in particolar modo, preoccupano i dati relativi alla popolazione giovanile.
Gli indici che intendono leggere l'assistenza ospedaliera forniscono il quadro di una Regione virtuosa: pur a fronte di una popolazione particolarmente anziana e quindi polipatologica, i tassi di ricovero sono più bassi della media nazionale sia per quanto riguarda i ricoveri ordinari che quelli in day hospital e le giornate di ricovero potenzialmente inappropriate – degenza media preoperatoria – sono mediamente il 20% in meno. Tali dati sono significativi non solo di una buona assistenza ospedaliera ma anche e soprattutto di un sistema territoriale efficace.
La Regione spende per la salute, in percentuale del PIL, una quota significativamente inferiore alla media nazionale: si rileva in questo senso una bassa spesa per i farmaci. A fronte di tale dato tuttavia è necessario sottolineare come invece la spesa compartecipativa per l'acquisto di farmaci sia, per i cittadini piemontesi, più elevata del dato nazionale. Una lettura comparata di queste due informazione fa emergere da un lato un uso probabilmente appropriato dei farmaci dall'altro il rischio che le forti quote compartecipative penalizzino gli anziani in quanto soggetti a maggior rischio di consumo di farmaci.
In sintesi si può evidenziare come la Regione Piemonte fornisca un quadro ottimistico per quanto riguarda la capacità di cura della sua popolazione ma estrema attenzione va posta a maggiori investimenti per l'assistenza agli anziani attraverso reti sanitarie maggiormente solide che prendano in carico i soggetti non solo dal punto di vista strettamente curativo, ma anche preventivo del disagio psichico e sociale che tanto può incidere anche sull'utilizzo dei servizi sanitari.