Aziende e regioni

Federalismo, Cittadinanzattiva: «I conti vanno meglio, ma servono più garanzie sui Lea»

«Ora che si vedono passi in avanti sui conti, grazie soprattutto agli enormi sacrifici e rinunce fatti dalle famiglie e dai cittadini, nella maggior parte delle Regioni deve esser data subito priorità alla questione garanzia dei Lea ed equità di accesso, accompagnata dall'alleggerimento del peso dei ticket e delle aliquote Irpef sui redditi familiari e da un intervento per contenere i tempi di attesa. Sono argomenti prioritari per i cittadini che attendono risposte concrete dal Patto per la salute attualmente in discussione». Questo il commento di Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato, in occasione della presentazione del Rapporto 2013 dell'Osservatorio Civico sul federalismo in sanità, realizzato dal Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva, con il contributo non condizionato di Bristol Myers Squibb, Pfizer e Sanofi Pateur MSD.

«I dati del Rapporto - ha spiegato Aceti - evidenziano come, nonostante l'obiettivo principale del nostro Servizio Sanitario Pubblico sia quello di garantire uniformemente su tutto il territorio nazionale il Diritto alla Salute dei cittadini, il Sistema e le Istituzioni appaiano prevalentemente concentrati sul rigore dei conti e non altrettanto alla garanzia e all'effettività dell'erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza sul territorio nazionale. Tagli lineari alle risorse e ai servizi, aumento del prelievo dalle tasche dei cittadini in termini di tassazione e ticket e politiche sanitarie deboli sembrano le soluzioni che con più facilità in questi anni sono state messe a punto da Governo e Regioni. E il tradizionale divario tra realtà del nord e del sud persiste in modo marcato, soprattutto nell'erogazione dei servizi».

In dettaglio, la spesa sanitaria pro-capite degli italiani nel 2011 è stata di 3.012 euro, contro i 4.118 della Francia e i 4.495 della Germania. Dal 2009 al 2011 il tasso medio annuo di crescita della spesa sanitaria pro-capite ha subito una forte contrazione: -0,4%. Con un livello di prestazioni sanitarie erogate sensibilmente inferiore in Italia alla quasi totalità dei Paesi dell'area euro, riferisce il rapporto citando dati Ocse.

Quanto alla spesa sanitaria regionale, il dato lungo la Penisola è molto eterogeneo: si va dai 2.274 euro pro capite (nel 2012) della Provincia autonoma di Bolzano ai 1.711 euro della Campania. E i livelli più bassi "coincidono nella maggior parte dei casi con le Regioni in piano di rientro del Sud". Trend analogo per la spesa privata pro-capite: dai 738,5 euro di Bolzano ai 238,1 euro della Campania. Quello dei piani di rientro è un argomento caldo, esaminato dal rapporto: si tratta di uno strumento «piuttosto efficace sul fronte del disavanzo economico, molto meno su quello della riqualificazione dei servizi sanitari e quindi della garanzia dell'erogazione dei Lea».

In ogni caso gli effetti sui conti si sono visti: il disavanzo sanitario è passato dal 4,1% del 2006 allo 0,9% del 2012.

Sono le regioni con piano di rientro «Lazio, Molise, Campania e Sardegna» a emergere, con un disavanzo sanitario pro-capite cumulato di 2.562 euro (2011.2012). Ma quanto contribuiscono i cittadini italiani alla sanità? «Nel 2012 le entrate per le differenti modalità di compartecipazione hanno subito un ulteriore aumento», con entrate superiori ai 2,9 miliardi (di cui 1,5 mld per la specialistica e 1,4 mld per la farmaceutica). L'aumento rispetto al 2011 è superiore al 9%: +13,4% per la specialista e altre prestazioni e +5,2% per i farmaci».

Notevoli le difformità regionali: nel 2012 si passa dai 64 euro pro-capite del Veneto ai 32 euro della Sardegna. Maggiore della media il contributo sui farmaci nelle regioni del Centro-Sud (eccettuate Marche e Sardegna), mentre nel Centro-Nord è superiore il dato pro-capite per le prestazioni specialistiche e di ricovero. «Le aliquote dell'Irap e dell'addizionale regionale Irpef sono mediamente più alte nel Mezzogiorno», con divari importanti da regione a regione, segnala Cittadinanzattiva.