Aziende e regioni

Corte dei conti: Puglia promossa per la spesa sanitaria. Unico neo: la farmaceutica

Puglia promossa dalla Corte dei conti sul versante della spesa sanitaria.

Nel giudizio di parifica del rendiconto generale della Regione, la Corte rileva «significativi miglioramenti delle performance dell'intero sistema, a cominciare dall'attuazione del Piano di rientro» e sottolinea che nel primo triennio della sua vigenza (2010/2012), si è passati da una situazione di disavanzo di 332.000.000 ad un saldo attivodi 3.900.000 (i dati di preconsuntivo relativo al 2013, confermerebbero il trend migliorativo).

Secondo la stessa relazione, inoltre, si sono registrati significativi risultati positivi nei tempi di pagamento dei fornitori (passati da 299 giorni di dicembre 2012 a 204 giorni a dicembre 2013), e al punteggio attribuito in sede di valutazione dei Lea,passato da 77 a 140 nel 2012, anche se ancora con un giudizio solo parzialmente positivo ("adempiente con riserva").

La Regione ha anche rispettato l'obbligo di erogazione di almeno il 90% del finanziamento nazionale alle proprie aziende.

Un dato negativo però c'è. Ed è il mancato rispetto dei tetti di spesa per l'assistenza farmaceutica territoriale e ospedaliera. Dal "Rapporto 2014 sul coordinamento della finanza pubblica"al Parlamento, presentato dalla Cortedei conti lo scorso 4 giugno, emerge, sulla base dei dati forniti dall'Aifa, che la Regione ha raggiunto il 12,8% di spesa (il tetto è all'11,35%) con «uno scostamento dall'obiettivo tra i più elevati nel novero delle Regioni che non hanno rispettato il tetto». Stesso discorso per la farmaceutica ospedaliera dove il tetto era il 3,5% e la Regione ha raggiunto il 5,1%,con uno scostamento in termini assoluti di circa 114 milioni di euro.

«Tali negativi risultati - conclude la Corte - richiedono, pertanto, un maggiore e più attento controllo e monitoraggio relativamente all'andamento complessivo della spesa farmaceutica, ai finidella sua progressiva riduzione».

«La Corte dei conti ha fotografato un impegno e un salto epocale. In un decennio abbiamo portato il debito storico della Regione da quasi 3 a meno di 1,3 miliardi di euro», ha commentato l'intero giudizio di parificazione il presidente della Regione Nichi Vendola. «Significa comportarsi come il buon padre di famiglia», ha detto.

«Abbiamo attraversato una fase durissima risanando i conti senza lesionare i diritti dei cittadini e - ha aggiunto Vendola - siamo riusciti a portare un avanzo nella spesa sanitaria mentre crescevano i livelli essenziali di assistenza. Credo che il sistema regionale nel suo complesso esca valorizzato nella propria capacità di pulire tutto quello che non andava».