Aziende e regioni

Dalle aziende sanitarie locali alle agenzie sanitarie locali: la sanità lombarda cambia volto. Maroni presenta il Libro bianco sulla riforma

di Paolo Panceri

Se si vuole trovare una parola chiave per il Libro Bianco della riforma del sistema socio-sanitario della Lombardia, presentato oggi dal presidente della Regione, Roberto Maroni e dagli assessori alla Salute, Mario Mantovani, e al Welfare, Cristina Cantù, questa parola chiave è "ambizione".

Un'ambizione declinata su piani diversi ma con un unico scopo, ha spiegato il governatore: «E' un progetto che punta a far diventare la Lombardia la prima regione europea per risultati e qualità in ambito sanitario e socio-sanitario». Un modello con un arco temporale lungo, perché, ha spiegato ancora Maroni, «guardiamo al 2030, quando avremo oltre 3 milioni di ultra 65enni e 1 milione di ultra 80enni e avremo, quindi, necessità molto diverse rispetto a oggi». Il progetto è frutto del lavoro di una commissione di saggi, nominata dallo stesso Maroni e presieduta dal professor Umberto Veronesi, che ha lavorato per un anno sulle linee del modello.

Maroni ha spiegato i principi cardine del progetto:

1) conferma della specificità culturale e sociale lombarda, con l'affermazione della libera scelta. In Lombardia i cittadini continueranno a poter decidere liberamente da chi farsi assistere, dal sistema pubblico o dal sistema privato, senza che questo comporti per loro un onere aggiuntivo;

2) passaggio dalla "cura" al "prendersi cura";

3) un'organizzazione che separi programmazione, erogazione delle prestazioni e il controllo.

Di "sfida ambiziosa" ha parlato anche Mantovani. «Da un lato intendiamo tenere alto il livello di eccellenza delle strutture ospedaliere e sanitarie lombarde, dall'altro vogliamo porre attenzione ai nuovi bisogni emergenti cui la riforma deve fornire una risposta, primo tra tutti quello della cronicità». Oggi, infatti, ha proseguito Mantovani, il 30% di pazienti cronici assorbe il 70% delle risorse regionali in materia sanitaria. Le prestazioni ambulatoriali sono aumentate da 150 milioni nel 2009 a 170 milioni nel 2013, mentre i ricoveri, sempre nel 2013, sono scesi del 26% da 1,294 milioni a 958 mila. Meno ricoveri ma anche meno posti letto: sono diminuiti del 20% da 45.400 a 37.500.

Il percorso del progetto prevede ora l'avvio del confronto tra Regione e parti sociali. Primo appuntamento il 31 luglio per fare il primo punto, «con l'obiettivo - secondo Maroni - di arrivare ad approvare la riforma in Consiglio regionale entro la fine dell'anno e arrivare a una legge il più possibile condivisa, spero condivisa all'unanimità come accaduto con la Legge Sviluppo Lombardia, per cui sarà importante il confronto con le forze politiche presenti in Consiglio regionale».

E' la persona il vero protagonista del Libro Bianco, ha detto ancora l'assessore alla Salute: «Una persona che può scegliere liberamente dove curarsi in strutture pubbliche o private, certo di trovare all'interno di tutto il percorso di cura quella eccellenza del Sistema sanitario lombardo ben noto e gli strumenti adeguati in risposta ai nuovi bisogni emergenti».

Cosa c'è nel Libro Bianco
Nel dettaglio, il testo è diviso in due parti. La prima fotografa il sistema attuale, la seconda ne prefigura non la riforma ma lo sviluppo, come ha sottolineato Mantovani: non è una riforma ma un aggiornamento di una buona legge già esistente, ha spiegato l'assessore. Più servizi e meno ospedali ad alta specialità è l'estrema sintesi del sistema, che punta a contenere la spesa anche in momento storico che vede l'aumento della domanda: in sostanza spendere meno per spendere meglio. Asl e aziende ospedaliere verranno razionalizzate, a partire dalla separazione delle funzioni di programmazione, erogazione delle prestazioni e controllo.

Quest'opera di razionalizzazione vede la nascita di tre nuove strutture: le Agenzie sanitarie locali (Asl), le Aziende integrate per la salute (Ais) e la Centrale unica di committenza (Arca). Il tutto sarà diretto da un unico Assessorato che sommerà le funzioni di quelli di Mantovani e Cantù.

Agenzia sanitaria locale (Asl)
Non più Aziende sanitarie locali ma Agenzie sanitarie locali. Saranno in numero minore rispetto alle Aziende. In collaborazione con i Comuni dovranno sovrintendere all'organizzazione territoriale sanitaria, sociosanitaria e sociali. Seguiranno anche l'accreditamento dei soggetti erogatori; la negoziazione e la contrattualizzazione; il controllo delle attività di ricovero; la specialistica ambulatoriale; le attività sociosanitarie; la vigilanza sull'assistenza e la tutela della salute umana e animale.

Azienda integrata per la salute (Ais)
Seguirà le prestazioni sanitarie e sociosanitarie nel territorio di riferimento, comprese le cure primarie (medici di medicina generale, pediatri di libera scelta), la continuità assistenziale, la specialistica ambulatoriale, le attività di ricovero e di riabilitazione, le attività per la salute mentale e gli interventi sociosanitari. La Ais avrà un polo territoriale e da un polo ospedaliero.

Polo territoriale
Erogherà prestazioni di bassa complessità. In questo ambito vengono ricompresi i Centri socio sanitari territoriali (Csst), i Presidi ospedalieri territoriali (Pot) e le Farmacie di servizio.

- Csst: sono organizzazioni funzionali e/o strutturali di riferimento territoriale per cure primarie, ambulatoriali, socio sanitarie;

- Pot: integrano i Csst con ricoveri medici a bassa intensità, per subacuti, hospice, cure intermedie e chirurgia ambulatoriale. Nasceranno dalla trasformazione di piccoli ospedali oppure saranno collocati in presidi ospedalieri di base o di riferimento.

Il polo ospedaliero si occuperà di prestazioni sanitarie specialistiche complesse, di funzioni di emergenza-urgenza e di riabilitazione post-acuta.

Centrale unica di committenza (Arca)
Le spese per gli acquisti verranno tenute sotto controllo con una razionalizzazione specifica che prevede una regia centrale per garantire la concorrenza e una maggiore trasparenza delle procedure. Lo scopo è arrivare a una riduzione dei costi di acquisto tramite economie di scala ma senza escludere le aziende lombarde.

Controllo della qualità
E' prevista l'istituzione di una Agenzia del controllo e della promozione dell'appropriatezza e della qualità, sulla falsariga della Nice inglese, la struttura che sviluppa linee guida e vigila sulla loro applicazione. L'organismo supporterà le scelte strategiche di politica sanitaria della regione, valuterà le prestazioni e il loro rispetto, svilupperà programmi di prevenzione, verificherà l'efficacia di interventi sanitari, sia di tipo tecnologico sia farmacologico, e sfrutterà i dati della rete informatica regionale lombarda.