Aziende e regioni

Lazio, il governo dà il via libera ai piani operativi di Zingaretti che ricostruiscono il Ssr

di Barbara Gobbi

Via libera dei tavoli ministeriali ai piani operativi in dieci punti con cui la Giunta Zingaretti punta al restyling del Ssr laziale. I piani, che hanno incassato l'ok "con osservazioni" dei ministeri dell'Economia e delle Finanze, si riferiscono al triennio 2013-2015 e come anticipato su questo sito mettono insieme obiettivi di bilancio (pareggio a fine 2015) e riordino dell'offerta dei servizi. Per il governatore, si tratta di una «autentica rivoluzione per la sanità laziale».

Con il pareggio di bilancio, spiegano infatti dalla Regione, si punta infatti ad ottenere un risultato che sarebbe "storico" grazie a tre interventi principali: il ricalcolo della popolazione censita dall`Istat, che porterà a un aumento del finanziamento nazionale quantificabile tra i 300 e i 400 milioni di euro, il taglio agli sprechi nell`acquisto di beni e servizi grazie alla Centrale unica degli acquisti (278 milioni di euro risparmiati) e infine la razionalizzazione della spesa farmaceutica per circa 61 milioni di euro.

Il secondo punto è rappresentato dallo sblocco del turnover, le deroghe al blocco delle assunzioni aumentano dal 10% al 15% dei fuoriusciti nell`anno precedente, con una maggiore flessibilità nella mobilità di corto e medio raggio e con la riorganizzazione della rete. Il terzo pilastro riguarda i nuovi investimenti per l`integrazione sociosanitaria: in un quadro di razionalizzazione della spesa, la Regione Lazio ha fatto un investimento di 31 milioni di euro per il potenziamento della sanità territoriale e di questo specifico settore.
Al quarto punto è stata inserita la razionalizzazione della spesa senza tagliare l`assistenza: attualmente infatti la spesa ospedaliera pesa per il 53% su quella totale della sanità laziale (contro una media nazionale del 44%). «La riqualificazione delle rete ospedaliera porterà a una diminuzione delle spese», - precisano ancora dalla Regione Lazio, sottolineando che l'intervento sul disavanzo delle aziende ospedaliere non intende tagliare servizi, ma agire su una razionalizzazione dei costi di gestione, sulla riduzione della degenza media e sull`adozione del modello week-hospital».
Il quinto punto prevede l`abolizione delle macroaree con il conseguente potenziamento della sanità nelle province del Nord e del Sud del Lazio, entro il 2016 è prevista anche l`attivazione del nuovo Ospedale dei Castelli. Il sesto punto prevede una nuova mission per il San Filippo Neri e per il Cto, mentre il settimo punto riguarda il potenziamento della medicina d`urgenza e della terapia intensiva con la riorganizzazione della rete cardiologica, della rete trauma e neurotrauma grave, della rete ictus e di quella perinatale.

All'ottavo punto del piano operativo troviamo l'attivazione delle Case della Salute in tutto il Lazio e al nono la semplificazione della governance e relativo taglio alle poltrone. E` prevista infatti la fusione tra Asl Roma A e Asl Roma E, oltre all`accorpamento dello Spallanzani con l`Ire-Isg in un`unica direzione generale, sanitaria e amministrativa. Prevista pure la chiusura dell`Agenza dei trapianti, per un risparmio quantificato in circa 5 milion. Infine, l`ultimo punto concerne la revisione complessiva delle regole di funzionamento del sistema, la quale «interverrà sulle norme di gestione, sui criteri di remunerazione, con maggiori controlli e trasparenza. Gli obiettivi sono la definizione di budget biennale, i pagamenti a 90 giorni, il potenziamento del sistema dei controlli e il rafforzamento della trasparenza e dell'open data con un nuovo portale».