DEDUCIBILITÀ DEL SOSTITUTO

LA DOMANDA

Sono un medico di base che svolge attività autonoma e quest'anno, per circa due mesi, non sono riuscito a lavorare causa malattia. Mi sono avvalso di un sostituto, che ho regolarmente pagato a fronte del suo rilascio di una regolare fattura. L'assicurazione mi ha rimborsato esattamente quanto ho pagato al sostituto. Vorrei sapere se il costo del medico sostituto è deducibile dal mio reddito professionale e se devo tassare il rimborso assicurativo.
(F.M.)

Ai sensi dell'articolo 54 del Tuir, il reddito derivante dall'esercizio di arti e professioni è costituito dalla differenza tra l'ammontare dei compensi in denaro o in natura percepiti nel periodo di imposta e quello delle spese sostenute nel periodo stesso nell'esercizio dell'arte o della professione. In termini generali può perciò ritenersi che i costi sostenuti per farsi sostituire da un altro professionista, a causa dell'impossibilità di svolgere l'attività per malattia, siano senz'altro inerenti, in quanto correlati all'attività professionale. Dal che dovrebbe conseguire la piena deducibilità di quanto versato dal lettore, sempreché ricorrano tutti gli altri requisiti di legge. Per quanto riguarda, invece, il rimborso assicurativo, giova ricordare che l'articolo 6 del Tuir dispone che i proventi conseguiti in sostituzione di redditi e le indennità conseguite, anche in forma assicurativa, a titolo di risarcimento di danni consistenti nella perdita di redditi, esclusi quelli dipendenti da invalidità permanente o da morte, costituiscono redditi della stessa categoria di quelli sostituiti o perduti. L'Agenzia delle Entrate, con risoluzione 7 dicembre 2007 n. 356/E ha avuto modo di chiarire che «la norma in esame prevede l'assoggettabilità a tassazione solo delle indennità dirette a sostituire un reddito non conseguito, quindi, dirette a risarcire il cosiddetto lucro cessante. Diversamente, non assumono rilevanza reddituale le indennità risarcitorie erogate al fine di reintegrare il patrimonio del soggetto, ovvero al fine di risarcire la perdita economica subita dal patrimonio (il cosiddetto danno emergente)». Nella medesima circostanza, però, si è precisato che «deve essere riconosciuta rilevanza reddituale» anche al «"rimborso" di un costo che, in quanto inerente all'esercizio dell'attività professionale ai sensi dell'articolo 54 del Tuir, il professionista ha potuto dedurre dal reddito di lavoro autonomo» (in tal senso anche la successiva risoluzione 13 ottobre 2010 n. 106/E). Ne deriva che il rimborso assicurativo ricevuto dal lettore costituisce un componente positivo del suo reddito professionale, da tassare ai fini Irpef nell'anno di percezione.
(Alberto Santi)

Sono un medico di base che svolge attività autonoma e quest'anno, per circa due mesi, non sono riuscito a lavorare causa malattia. Mi sono avvalso di un sostituto, che ho regolarmente pagato a fronte del suo rilascio di una regolare fattura. L'assicurazione mi ha rimborsato esattamente quanto ho pagato al sostituto. Vorrei sapere se il costo del medico sostituto è deducibile dal mio reddito professionale e se devo tassare il rimborso assicurativo.
(F.M.)

Ai sensi dell'articolo 54 del Tuir, il reddito derivante dall'esercizio di arti e professioni è costituito dalla differenza tra l'ammontare dei compensi in denaro o in natura percepiti nel periodo di imposta e quello delle spese sostenute nel periodo stesso nell'esercizio dell'arte o della professione. In termini generali può perciò ritenersi che i costi sostenuti per farsi sostituire da un altro professionista, a causa dell'impossibilità di svolgere l'attività per malattia, siano senz'altro inerenti, in quanto correlati all'attività professionale. Dal che dovrebbe conseguire la piena deducibilità di quanto versato dal lettore, sempreché ricorrano tutti gli altri requisiti di legge. Per quanto riguarda, invece, il rimborso assicurativo, giova ricordare che l'articolo 6 del Tuir dispone che i proventi conseguiti in sostituzione di redditi e le indennità conseguite, anche in forma assicurativa, a titolo di risarcimento di danni consistenti nella perdita di redditi, esclusi quelli dipendenti da invalidità permanente o da morte, costituiscono redditi della stessa categoria di quelli sostituiti o perduti. L'Agenzia delle Entrate, con risoluzione 7 dicembre 2007 n. 356/E ha avuto modo di chiarire che «la norma in esame prevede l'assoggettabilità a tassazione solo delle indennità dirette a sostituire un reddito non conseguito, quindi, dirette a risarcire il cosiddetto lucro cessante. Diversamente, non assumono rilevanza reddituale le indennità risarcitorie erogate al fine di reintegrare il patrimonio del soggetto, ovvero al fine di risarcire la perdita economica subita dal patrimonio (il cosiddetto danno emergente)». Nella medesima circostanza, però, si è precisato che «deve essere riconosciuta rilevanza reddituale» anche al «"rimborso" di un costo che, in quanto inerente all'esercizio dell'attività professionale ai sensi dell'articolo 54 del Tuir, il professionista ha potuto dedurre dal reddito di lavoro autonomo» (in tal senso anche la successiva risoluzione 13 ottobre 2010 n. 106/E). Ne deriva che il rimborso assicurativo ricevuto dal lettore costituisce un componente positivo del suo reddito professionale, da tassare ai fini Irpef nell'anno di percezione.
(Alberto Santi)

Per una ricerca più ampia consulta tutti i quesiti del rinnovato servizio dell’Esperto risponde

L’Esperto risponde