Aziende e regioni

«Noi Italia»: dall’Istat il ritratto del Paese

di Red.San.

Dall’economia alle condizioni economiche delle famiglie, fino alla finanza pubblica e all’ambiente. L’Istat presenta nell’edizione 2017 del Report “Noi Italia. 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo”, il quadro dell’Italia rispetto all’Europa e nelle sue declinazioni regionali e territoriali. Si conferma l’identikit di un’Italia ancora troppo spesso al di sotto della media europea, così come «divari importanti riguardo alla performance del sistema produttivo nel suo complesso» e «debolezze nell’ambito dell’economia della conoscenza, della formazione e nel mercato del lavoro».

Salute e welfare figurano però, secondo il Report basato sugli ultimi dati disponibili, non i più aggiornati, tra gli ambiti che per l’Istat mostrano «miglioramenti di rilievo». In controtendenza con l’ultimo Rapporto Osservasalute, presentato nei giorni scorsi, “Noi Italia” elogia la contrazione degli indicatori di mortalità, la longevità, l’eccesso ponderale inferiore tra gli adulti agli altri Paesi Ue e la propensione all’attività sportiva in crescita nel 2016.
Concordi, i due rapporti, sulla grave deprivazione che colpisce le famiglie: l’11,5% nel 2015. Secondo l’Istat il nostro Paese supera del 3,4% la media Ue attestandosi al 9° posto tra i Paesi con i valori più alti.

Stagionati, ma utili da ricordare, i dati sulla spesa sanitaria pubblica. Che nel 2014 (fonte Ocse) era intorno ai 2.400 dollari pro capite, a fronte dei 3mila spesi in Francia e dei 4mila in Germania. Mentre il contributo delle famiglie, in lieve aumento, era pari al 23,3%.
Ai minimi in Europa - contribuendo a farci risalire molte posizioni nelle classifiche internazionali - il tasso di mortalità infantile: 2,8 per mille nati vivi nel 2014. Sempre in quell’anno, la spesa per ricerca e sviluppo in Italia è aumentata sia in termini assoluti sia in rapporto al Pil (1,38%), ma il valore è ben lontano da quello medio europeo (2,04%), dall’obiettivo nazionale della strategia europea 2020 (1,53%) e dal target europeo del 3 per cento.


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