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Calabria/ Sanità sull'orlo del tracollo e Lea ai minimi. L'allarme dei vertici regionali e sanitari

di Donata Marrazzo

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24 Esclusivo per Sanità24

L’allarme scatta a ripetizione nella Sanità calabrese: sindaci e associazioni dell’area del Pollino temono il fermo dell’ospedale spoke di Castrovillari, si denunciano criticità nella struttura di Trebisacce, negli ospedali del Tirreno cosentino, carenze di organico diffuse dall’ospedale di San Giovanni in Fiore ai Riuniti di Reggio Calabria. E sale la rabbia dei cittadini della Locride dove il sistema sanitario non garantisce più i livelli minimi di assistenza. Anche la fornitura dei farmaci potrebbe non essere più garantita. I rischi sono altissimi, il clima è teso in un momento in cui, con la stagione estiva, cresce il numero della popolazione.
Ospedale di Cetraro, ispezioni e indagini
Angelo Aita, sindaco di Cetraro, comune del Tirreno cosentino dove qualche giorno fa al Iannelli una donna è morta dopo il parto, denuncia un ospedale ridotto ai minimi termini: «Il nostro grido di allarme è rimasto inascoltato per mesi. Non si può sottacere l’inadeguatezza funzionale della struttura, colpevolmente ridotta ai minimi livelli di assistenza sanitaria». Sul decesso sta indagando la procura di Paola. Ispettori della Regione e del ministero stanno valutando l’accaduto. La Società italiana di ginecologia e ostetricia e l’Associazione ostetrici ginecologi ospedalieri chiedono una verifica dell’adeguatezza delle cure e delle prestazioni. Il reparto, che pure rappresenta l’unica sala parto nel raggio di 100 chilometri, non raggiunge la soglia minima delle 500 nascite annue.
Emergenza sanitaria, convocati i prefetti
Il quadro è complesso e su di esso grava un commissariamento perpetuo (da oltre 10 anni) e un decreto ad hoc (già legge) di cui non si vedono gli effetti. Per questo il presidente della Regione Mario Oliverio ha riunito nella sede della Cittadella il Commissario ad acta per il piano di rientro Saverio Cotticelli e i prefetti Francesca Ferrandino (Catanzaro), Massimo Mariani (Reggio Calabria), Paola Galeone (Cosenza), Fernando Guida (Crotone) e Francesco Zito (Vibo Valentia). Al centro dell’incontro, al quale hanno partecipato anche il delegato alle politiche sanitarie Franco Pacenza e il dirigente generale alla Sanità Antonio Belcastro, «il depauperamento della qualità dei servizi per la mancata assunzione di personale e dall'altro alla paralisi gestionale e all’impossibilità di approvvigionarsi anche di farmaci salvavita in seguito al vuoto legislativo prodotto dal D.L. n. 35 del 2019».
Oliverio, «A rischio servizi e famaci»
«Al di là delle mie ormai note valutazioni sul commissariamento, che dimostra il suo fallimento a ogni ennesima prova dei fatti, la mia preoccupazione ora è quella di evitare che si aggravi ulteriormente la situazione, garantendo il funzionamento delle strutture sanitarie e i servizi di assistenza», dichiara Oliverio. E avverte: «Interruzioni di servizi e carenza di farmaci salvavita potrebbero creare forti tensioni fra i cittadini fino a determinare anche problemi di ordine pubblico». Per questo ha informato i prefetti: una questione di sensibilità istituzionale, visto che la Regione per effetto del decreto Calabria è stata privata di ogni potere decisionale.
Disabilitata la "Sua" della Regione Calabria
Anche la causa della carenza dei farmaci negli ospedali andrebbe ricercata in quanto disposto dall’art. 6 della legge (“Appalti, servizi e forniture per gli enti del Servizio sanitario della Regione Calabria): non è consentito alla Regione di espletare le gare d'acquisto con la propria stazione unica degli appalti (Sua), ma solo attraverso la Consip o stazioni di altre regioni. «Nelle scorse settimane abbiamo in parte risolto questo problema con una convenzione con la Regione Lazio per i farmaci in distribuzione alle farmacie - spiega Oliverio - ma siamo preoccupati per l'acquisto dei medicinali per le aziende ospedaliere». Eppure la “Sua” della Regione Calabria, fra le prime a essere istituite, ha ricevuto premialità dall’ Autorità nazionale anticorruzione, con una valutazione nella fascia più alta, a pari merito con le strutture di Veneto, Toscana, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Campania. Il decreto Calabria di fatto la disabilita.
Quota 100 e piani ferie
«Ci preoccupa inoltre – continua Oliverio - la mancanza di personale negli ospedali. Oltre alle fuoriuscite indotte dalla cosiddetta “quota 100”, si aggiungono le criticità derivanti dai piani ferie dei dipendenti, proprio mentre gli assistiti aumentano con i flussi turistici. Il quadro allarmante è anche aggravato dal vuoto che si registra nelle direzioni delle aziende sanitarie, dove sono stati nominati solo tre direttori, ma non sono ancora in servizio. Quattro sono ancora da nominare».
Le soluzioni random del commissario Cotticelli
Il generale Saverio Cotticelli, rimasto solo dopo le dimissioni del subcommissario Thomas Schael (sarà sostituito da Maria Crocco, avvocata con lunga esperienza nei ruoli apicali della sanità abruzzese) pur considerando legittime le preoccupazioni del presidente Oliverio, ma ritenendo di avere il polso della situazione, guarda ai problemi con un certo ottimismo: «Sono al servizio della Calabria con spirito collaborativo – dichiara – Procedo su un percorso di legalità e trasparenza, arricchito dai contatti con i territori. Ho incontrato i sindaci, i medici, gli operatori, non mi sono mai sottratto. Sto proponendo responsabilmente soluzioni random per scongiurare chiusure di reparti e disservizi». Sottoscrivendo convenzioni fra strutture, ad esempio: servono due anestesisti a Trebisacce? Arrivano dall’Annunziata di Cosenza. Ma i piani ferie del periodo estivo complicano abbastanza la situazione.
Una task force di esperti per la sanità calabrese
«Al tavolo Adduce del 1° agosto porterò una ricognizione dei fabbisogni di personale – aggiunge il commissario – mi farò autorizzare per procedere alle assunzioni. Per infermieri e Os farò scorrere le graduatorie. Presto procederò al potenziamento tecnologico delle strutture ospedaliere e con una task force di esperti farò della Calabria il fiore all’occhiello della sanità italiana». Quanto ai farmaci, «ho preso accordi con centrali di committenza di altre regioni», assicura Cotticelli. Ma il problema, fra tanti, sono i tempi.
Consulta respinge il ricorso sulla nomina dei commissari
Intanto la Corte Costituzionale, nella decisione del 3 luglio, appena depositata, ha respinto il ricorso della Regione Calabria per il conflitto di attribuzione tra enti nei confronti del presidente del Consiglio dei ministri, relativamente alla nomina del commissario ad acta e del subcommissario per la sanità calabrese: «Spettava allo Stato e, per esso, al Consiglio dei ministri nominare il commissario ad acta e il subcommissario per l’attuazione del piano di rientro dai disavanzi del servizio sanitario della Regione Calabria, nella riunione del 7 dicembre 2018».


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