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Covid/ Puglia: accesso in ospedale riservato solo al personale sanitario vaccinato

di Vincenzo Rutigliano

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24 Esclusivo per Sanità24

In Puglia l'accesso ai reparti degli istituti di cura sarà consentito ai soli operatori sanitari vaccinati contro il Covid-19. Lo ha deciso il consiglio regionale votando, dopo molti interventi, due interruzioni per approfondimenti ed una sospensione per mancanza del numero legale, la proposta di legge presentata da Fabiano Amati, presidente della prima commissione regionale. L'unica norma del testo prevede l'estensione anche contro il Covid 19 della legge regionale 27/2018 - approvata nella scorsa legislatura e dichiarata costituzionale con sentenza scritta da Marta Cartabia, attuale ministro della Giustizia - che prevede l'obbligo, per gli operatori sanitari esposti professionalmente a rischio, di vaccinarsi tassativamente contro epatite B, morbillo, parotite, rosolia, varicella, difterite, tetano, pertosse, influenza e tubercolosi per prevenire e controllare la trasmissione delle infezioni occupazionali ai pazienti, ai loro familiari, agli altri operatori e alla collettività. Questa prescrizione è stata dunque estesa anche alla vaccinazione anti-Coronavirus-19 per tutti coloro che devono avere accesso ai reparti di cura.

La proposta, ferma da un mese in attesa di essere iscritta all'ordine del giorno del consiglio, è nata dalla constatazione di molti operatori sanitari non vaccinati contro il Covid che, per questo motivo – ha denunciato Amati - "sono dichiarati inidonei a svolgere l'attività in reparti a rischio (oncologia, ematologia, pneumologia, malattie infettive, sale operatorie, terapia intensiva ed altri) e pregiudicano la formazione dei turni di lavori".

Da qui la norma proposta ed approvata come norma di natura organizzativa sanitaria, parte integrante della competenza legislativa regionale in materia di tutela della salute (art. 117 della Costituzione) e coerente con il DL 73/2017 (Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale), convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2017, n. 119, nonché con il Piano nazionale di prevenzione vaccinale vigente.

La legge, che non ha precedenti in Italia, potrebbe essere ora seguita dalle altre regioni, oppure no, ove la si consideri una misura idonea a tutelare la popolazione attraverso la massima sicurezza degli operatori sanitari, dei pazienti, dei loro familiari, degli altri operatori e della collettività, individuando dunque - in coerenza con le disposizioni regionali pugliesi già vigenti - i reparti dove consentire l'accesso ai soli operatori.

Le disposizioni della legge approvata ieri si applicano -stabilisce ancora l'articolo unico - "purché la pratica di prevenzione sia prescritta in forma di obbligo o raccomandazione dalla legislazione statale, ovvero contenuta in disposizioni normative statali eccezionali e d'emergenza, oppure sia prevista da atti amministrativi nazionali, comunque denominati, diretti a favorire la massima copertura vaccinale della popolazione e per questo aventi efficacia integrativa del Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale". In consiglio regionale le tesi contrarie hanno riguardato proprio la titolarità a porre l'obbligo vaccinale "che può essere stabilito solo dallo Stato, e per tutta la popolazione". E la modifica della precedente legge regionale è stata giudicata inutile perchè stabilisce la pratica della vaccinazione anti-Coronavirus-19 purché " sia prescritta in forma di obbligo di legge statale" e dunque se si vuole rendere obbligatorio il vaccino anti-Covid, "si solleciti allora il Governo nazionale".


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