Dal governo

Speciale riforma Pa: Un albo unico nazionale per i direttori generali della sanità

di Roberto Turno (da Il Sole 24 Ore di oggi)

Basta (forse) con i condizionamenti della politica e con l'ingerenza dei partiti. Massima trasparenza negli atti, violazione di leggi, del principio di buon andamento e dell'imparzialità. Poi conti in regola e rispetto dei bilanci di salute concordati con la regione. E basta «mala gestio». O addio poltrone, si dovranno fare i classici scatoloni e scatterà la decadenza automatica dall'incarico.

Che cosa cambia. Per i direttori generali di Asl e ospedali, i manager che governano sul territorio una spesa che quest'anno dovrà attestarsi a quota 111 miliardi, cambiano le regole d'ingaggio. Al prossimo “giro”, ma tra non pochi mesi, in attesa che si definiscano tutti gli atti attuativi, si ricomincia dall'albo (o elenco) unico nazionale. E anche per le altre due figure della triade di comando degli enti sanitari - i direttori sanitari e amministrativi - ripartirà un nuovo percorso di scelta. Lontani dalle clientele politiche o sindacali, è l'auspicio.
È la scommessa della trasparenza e della manageralità, ma quella «vera», il filo conduttore della riforma per la selezione dei manager delle aziende Ssn, sbarcata ieri sera in Consiglio dei ministri nel grappolo dei decreti delegati della “legge Madia” sulla Pa (comma 1, lettera p), articolo 11 della legge 124/2015). «La scelta dei Dg incide sulla spesa e la qualità delle cure. Dovremo però pensare per il futuro anche a forme premiali, come avviene in tutte le aziende », ha detto la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin. «È quello che chiedevamo», secondo il presidente di Fiaso (organizzazione dei Dg), Francesco Ripa di Meana, secondo il quale però ora vanno riviste retribuzione e rapporto di lavoro dei manager, e le stesse norme sulla revoca dall'incarico. Apprezza anche la Cgil, salvo temere, con Massimo Cozza e Cecilia Taranto, che «si premi solo chi taglia la spesa anziché chi garantisce le cure».

Le regole per l'albo. Intanto cambia la musica. Con i manager che potranno accedere all'albo solo se non hanno 65 anni e che avranno vita dura per il rinnovo degli incarichi. L'elenco dei Dg sarà istituito presso il ministero della Salute e se ne occuperà una speciale commissione, nominata ogni due anni non rinnovabile. Si farà una selezione dopo avviso pubblico e saranno valutati titoli e competenze (per il testo www.sanita24). Il punteggio massimo sarà di 100 punti e saranno inseriti nell'albo solo quanti conseguiranno un punteggio non inferiore a 75. La nomina sarà regionale dopo avviso pubblico dell'incarico messo a bando. Ancora una commissione locale valuterà i candidati e proporrà al governatore un terna di nomi tra cui sarà pescato il preselto. Non che la politica non c'entri, insomma. Anche se sarebbe impossibile, forse ingiusto. Sperando che qualità e capacità siano premiate sempre. E che la trasparenza però vinca.
Una scommessa che vale anche per direttori sanitari e amministrativi, per i quali salta l'attuale discrezionalità dei manager. Che oggi, quando condizionati dai partiti, potrebbero fare altrettanto sulle altre due figure. Ma questa è un'ipotesi. Sperando che presto la musica cambi davvero.


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