Dal governo

Professioni sanitarie, dietrofront del Miur sui fabbisogni formativi 2017-18

di Red. San.

Dietrofront del Miur dopo la denuncia di Zaia , che ha segnalato uno squilibrio «romano» nella distribusione dei fabbisogni formativi per l’anno accademico 2017-18, la ministra dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, ha imposto ai propri uffici di riconvocare nuovamente il tavolo tecnico che aveva stabilito i numeri totali nazionali per rivedere la ripartizione anche per singoli atenei. Calcolo effettuato erroneamente dagli uffici Miur piuttosto che affidare il compito allo stesso tavolo tecnico. Quindi l’errore degli uffici Miur che ha applicato un solo criterio: il taglio lineare sul potenziale formativo, rivelatosi incoerente e penalizzante per diverse università.

«Stando al Decreto del Ministero dell'Università e Ricerca - aveva tuonato il 6 luglio scorso il governatore veneto Zaia - sembra che le professioni sanitarie si possano imparare solo nelle università romane. Cinquemila posti (a numero chiuso, si badi bene) su un totale di ventiquattromila, secondo questo decreto vengono tagliati a quasi tutte le Regioni e Province Autonome e spostati con la bacchetta magica sugli atenei del Lazio. Spero sia un errore o un eccesso di zelo di un burocrate romano, in caso contrario il Veneto è pronto a impugnare questo atto perlomeno incomprensibile». Una minaccia che ha sortito i suoi effetti.

In occasione di un tavolo che si è tenuto lo scorso 12 giugno - ricorda la nota del Miur - si è deciso di offrire un numero di posti totali nazionali maggiore rispetto a quelli previsti in Conferenza Stato-Regioni, per dare una più ampia garanzia possibile del diritto allo studio.
Il 28 giugno 2017 è stato poi pubblicato il decreto del Miur numero 477 con «Modalità e contenuti delle prove di ammissione ai corsi di laurea e di laurea magistrale a ciclo unico ad accesso programmato nazionale». Al decreto, è stata allegata una tabella provvisoria di ripartizione dei posti disponibili per singolo ateneo che tiene conto del rapporto corrente tra il numero dei posti definiti in sede di tavolo di programmazione e l'offerta formativa potenziale delle università. Con un successivo decreto, peraltro già annunciato, il ministero - conclude il Miur - provvederà alla ripartizione definitiva dei posti disponibili per ateneo. A questo scopo è stata convocata un’apposita riunione, a completamento dei lavori avviati con la seduta del 12 giugno, per il prossimo 14 luglio.


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