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Covid: la nuova fase tra Ue e Unione Africana passa per il trasferimento della tecnologia sui vaccini

di Antonio Pollio Salimbeni

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24 Esclusivo per Sanità24

Sovranità sanitaria attraverso trasferimenti volontari di tecnologia da parte dell’industria e laboratori farmaceutici proprietari dei brevetti. Su questo principio hanno trovato un’intesa la Ue e l’Unione Africana. Nel testo delle conclusioni finali del vertice è indicato che "imparando dall'attuale crisi sanitaria, ci impegniamo a sostenere la piena sovranità sanitaria africana, affinché il continente risponda alle future emergenze di salute pubblica. A tal fine, sosteniamo un'agenda comune per la produzione di vaccini, medicinali, prodotti diagnostici, terapeutici e sanitari in Africa, compresi gli investimenti in capacità di produzione, trasferimenti di tecnologia volontari e il rafforzamento del quadro normativo per consentire un accesso equo ai vaccini, alla diagnostica e terapeutici".

Per il presidente francese Macron è stato inaugurato un “approccio fra partner”. Il presidente senegalese Sall, che guida l’Unione Africana, ha detto che la fase delle relazioni con la Ue fondata “sull’aiuto” è alle spalle. C'è grande intesa, dunque, sul piano annunciato dalla Ue per “mobilitare” 150 miliardi nei prossimi anni (dal punto di vista europeo anche con l’obiettivo di contrastare la penetrazione cinese nel continente con la Nuova Via della Seta).

Il tema dei brevetti, in ogni caso, non è stato risolto e sarà trattato nuovamente in primavera dalla Ue e dall’Unione Africana. Il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel ha ammesso che tra i 27 “ci sono delle differenze” (leggere) sul tema e che “occorre riflettere”. Ma resta il fatto che il “carro” del trasferimento di tecnologia volontario è partito. Il presidente dell’Unione Africana Sall ha detto, nella conferenza stampa finale, che sui vaccini “abbiamo alcune conclusioni incoraggianti e speriamo che nei prossimi mesi, questa primavera, si possa arrivare a un compromesso dinamico, sull’argomento " dei brevetti.

Il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa, che ha guidato fin dall’inizio con l’India la richieste dei Paesi in via di sviluppo sulla sospensione dei brevetti in ragione della pandemia del secolo, ha insistito sul fatto che “i governi davvero seri in materia di accesso ai vaccini anti-Covid, lasciatemelo ripetere, dovrebbero approvare la sospensione dei diritti di tutela della proprietà intellettuale invece di nascondere dietro la tutela della proprietà intellettuale la ricerca del profitto da parte di chi produce i vaccini”. Aggiungendo: "Non è accettabile che sull’accesso ai farmaci l’Africa sia sempre in fondo alla fila".

La via da seguire, questo dovrebbe essere sul tavolo secondo un consistente gruppo di Paesi del mondo, è la deroga temporanea dell’accordo raggiunto alla Wto (Trips) sui brevetti. Oltre India e Sudafrica si tratta di una richiesta dal Gruppo degli Stati dell’Africa, dal Gruppo dei Paesi meno sviluppati del mondo, da Bolivia, Mongolia, Pakistan e Venezuela. Lo stesso Parlamento Europeo si era espresso a favore di una deroga temporanea per «migliorare l'accesso globale a medicinali anti Covid -19 a costi abbordabili, affrontare i vincoli della produzione mondiale e le carenze nell'approvvigionamento". Dichiarandosi però contrario a una rinuncia indefinita all'accordo Trips che "rappresenterebbe una minaccia per il finanziamento della ricerca, in particolare per i ricercatori, gli investitori, gli sviluppatori e i test clinici".

Nella dichiarazione comune Ue-Unione Africana viene indicato che "la sfida immediata è garantire un accesso equo ed equo ai vaccini. Insieme sosterremo i meccanismi locali e regionali per l'approvvigionamento, nonché l'assegnazione e la distribuzione di prodotti medici". La Ue ribadisce il suo impegno a fornire almeno 450 milioni di dosi di vaccini all'Africa entro metà 2022. Complessivamente sono stati messi in campo oltre 3 miliardi di dollari, equivalenti a 400 milioni di dosi di vaccino. Saranno mobilitati inoltre 425 milioni di euro per accelerare il ritmo della vaccinazione, la distribuzione delle dosi e la formazione delle équipe mediche, la capacità di analisi e sequenziamento in Africa.Nella dichiarazione di volontà reciproche viene indicato il sostegno europeo all’industrializzazione in Africa e allo sviluppo di catene del valore e di approvvigionamento sostenibili e resilienti.

Secondo le intese, così come annunciato a margine del vertice dall'Organizzazione mondiale della sanità saranno sei i primi Paesi (Egitto, Kenya, Nigeria, Senegal, Sud Africa e Tunisia) che riceveranno la tecnologia necessaria per la produzione di vaccini mRNA nel continente africano. I primi lotti, tuttavia, dovrebbero arrivare non prima del 2024. In ogni caso, il dg dell’Organizzazione mondiale della sanità Tedros Adhanom Ghebreyesus, ritiene che "nessun altro evento come la pandemia ha dimostrato che la dipendenza da poche aziende per la fornitura di beni pubblici globali è limitante e pericolosa. A medio e lungo termine, il modo migliore per affrontare le emergenze sanitarie e raggiungere la copertura sanitaria universale è aumentare significativamente la capacità di tutte le regioni di produrre i prodotti sanitari di cui hanno bisogno, con un accesso equo come endpoint primario".


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