Imprese e mercato

Farmindustria/ Cattani: la vita media in Italia ha recuperato 6 mesi, ora un Patto per la Salute

di Er.Di.

S
24 Esclusivo per Sanità24

"Nel 2021 la vita media in Italia ha recuperato 6 mesi in 1 anno dopo il brusco stop imposto dalla pandemia. Siamo fieri di aver visto ripartire l’Orologio della Vita, perché è la prova tangibile di come investimenti, ricerca e innovazione nel settore farmaceutico rappresentino speranza e sviluppo per il futuro". Lo afferma il neo presidente di Farmindustria, Marcello Cattani, che nel corso dell’Assemblea pubblica illustra le prime linee programmatiche del suo mandato e sottolinea "il successo del nostro modello di filiera, dalla R&S alla produzione e distribuzione". "Grazie alla nostra industria – prosegue - generiamo benefici diretti e indiretti: 1 euro investito direttamente in studi clinici genera 3 euro di valore per il Servizio sanitario, 1 euro investito in prevenzione vaccinale genera da 16 a 44 euro di beneficio; 1 giorno di ospedalizzazione evitata dall’uso appropriato dei farmaci vale circa 1.000 euro". Per quanto riguarda i rapporti di filiera, "a ogni addetto nelle nostre aziende ne corrisponde un altro nei nostri fornitori e altri due considerando tutto l’indotto".

In un quadro di concorrenza molto accesa, anche dentro l’Ue, secondo il presidente di Farmindustria "occorre supportare il sistema industriale e tutta la filiera, con nuove regole, finanziamenti adeguati e un’amministrazione pubblica che operi con meccanismi decisionali all’altezza della sfida".

"Soffriamo già di un differenziale di costi energetici - afferma Cattani - che erode la marginalità delle imprese più che in Francia e in Germania, come mostrano i dati di Confindustria. Uno shock che è destinato a durare. Pagheremo nei prossimi mesi l’aumento dei tassi di interesse, che inciderà di più sul nostro Paese tramite lo spread". Dunque, non possiamo dunque "permetterci passi indietro e un altro spread: quello di regole più obsolete e complesse degli altri Paesi, di riforme che attendono, anche a causa del ciclo elettorale che sembra ormai avviato". In questa direzione Cattani sollecita "il superamento dei tetti e dei silos di spesa; rapidità e flessibilità delle regole, partnership tra tutti i soggetti per individuare soluzioni concrete, prossimità e integrazione delle cure, grazie a nuove tecnologie e nuovi processi, valutazione delle terapie non come costo ma come valore".

"Vogliamo rilanciare la nostra azione, proponendo un’alleanza, un Patto per la Salute alle istituzioni, ai professionisti sanitari, ai ricercatori e alle comunità dei pazienti - conclude Cattani - per il miglioramento della salute, l’incremento delle risorse, l’accesso rapido e la valorizzazione di tutte le terapie, il reale riconoscimento e valorizzazione dell’innovazione, lo sviluppo economico e sociale del Paese, essendo quindi riconosciuti come partner strategico essenziale per la sicurezza nazionale".

Una proposta rilanciata dal ministro della Salute, Roberto Speranza, intervenuto ai lavori dell'Assembla pubblica di Farmindustria. "E' necessario invertire la rotta sulle risorse e le riforme - sottolinea - e raggiungere questi obiettivi abbiamo bisogno di un Patto-Paese che difenda e rilanci il nostro grande Servizio sanitario nazionale che ha contribuito a una crescita nel 2021 di oltre il 6,5%, sopra la media europea". Un Patto in cui "accanto all'asset straordinario rappresentato dall'industria farmaceutica devono starci tutti, le istituzioni, gli ordini, i sindacati, il mondo della conoscenza e le reti della competenza, che hanno dimostrato di essere essenziali".

Sul fronte delle risorse Speranza ricorda "che in due anni e mezzo è stato aumentato il Fondo sanitario nazionale di 10 miliardi, cui si sono aggiunti i 20 miliardi del Pnrr e i 625 milioni del Pon salute". Mentre su quello delle regole il ministro assicura l'impegno del governo per superare silos e tetti "che hanno ingessato il sistema e di fatto cancellato le assunzioni" ma anche lo snellimento delle norme "a partire dalle procedure per il rilascio dei farmaci in commercio".

Dal canto suo il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, auspica una revisione delle norme sugli aiuti di Stato nel settore farmaceutico "prima tra l'industria e i ministeri a livello nazionale e poi a livello istituzionale europeo: perché se è vero che queste norme sono volte a proteggere la concorrenza interna all'Europa, frenano le politiche per la competitività europea a livello globale". In Italia, il ministero dello Sviluppo economico "ha già posto la questione della dichiarazione del carattere strategico dell'industria farmaceutica, ma ciò implica che dovrebbero essere adottate per questo settore norme e politiche specifiche vicine a quelle adottate per altri settori che attengono alla sicurezza nazionale". Si tratta di una partita che "si gioca in gran parte anche in Europa".

"Questo è il momento di mettere sul tavolo la questione con fermezza - conclude Giorgetti - perché le risorse pubbliche destinate al rafforzamento dei sistemi sanitari e delle industrie correlate sono ora abbondanti e vi è la volontà politica nazionale di utilizzarle rapidamente".


© RIPRODUZIONE RISERVATA