In parlamento

Dirindin (Mdp): sulla sanità Governo “imbarazzante”. Stop al superticket

di Nerina Dirindin

Sulla sanità il Governo non è più credibile. Ad aprile si era impegnato ad avviare un processo di riallineamento del rapporto spesa sanitaria /Pil e invece va della direzione opposta. Nel 2014 si era impegnato a rivedere il sistema dei ticket e ad oggi il ministro della Salute ha solo costituito un tavolo di lavoro. Sono necessari fatti; gli impegni a parole non bastano più .
La Nota di Aggiornamento del DEF illustra le modifiche al percorso di finanza pubblica verso gli obiettivi di medio periodo e indica le priorità di intervento per il prossimo triennio. Ma ancora una volta, nel documento, le politiche sanitarie sono assenti, salvo il peggioramento del peso della sanità pubblica sul Pil.
Rispetto agli impegni presi con il Parlamento il comportamento del Governo non può che essere giudicato “imbarazzante”: nella NADEF si ignora completamente l'impegno, preso ufficialmente appena 5 mesi fa (in occasione della votazione del DEF), a prevedere «interventi volti ad allineare progressivamente la spesa italiana in rapporto al Pil a quella media europea». La Nota di Aggiornamento non solo non prevede alcun riallineamento ma va nella direzione opposta.

Per il 2018, il rapporto passa infatti dal 6,54% indicato ad aprile (DEF) al 6,51 previsto ora nella NADEF. E ciò nonostante si preveda un aumento del Pil del 3% e un aumento della spesa pubblica corrente (al netto degli interessi passivi) del 1,2%.
Il divario rispetto al resto dell'Europa peggiora regolarmente per tutto il triennio considerato, portando la spesa sanitaria pubblica ad essere pari al 6,32% nel Pil nel 2020.

E poco conta quanto affermato in audizione dal ministro Padoan: «la spesa sanitaria aumenta in valore assoluto». Padoan sa bene che l'impegno era a riallineare il rapporto spesa/Pil e che tale impegno sarà disinvoltamente disatteso (a meno di improbabili sorprese). Il tutto aggravato dalla consapevolezza delle riduzioni che saranno apportate alle disponibilità finanziarie per il Ssn per il 2018 a causa del contenzioso tra Stato e Regioni a statuto speciale e del contenzioso sul payback farmaceutico, oltre che del costo dei rinnovi contrattuali e delle convenzioni della medicina generale e specialistica.

Il documento trascura completamente il problema del personale
Tutte le regioni, anche quelle in equilibrio economico, sono infatti ancora tenute a mantenere la spesa per il personale pari a quella del 2004 ridotta dell'1,4%. Una norma che contribuisce a indebolire la sanità pubblica e produce effetti perversi sulla spesa, costringendo a esternalizzare i servizi e a fare ricorso a forme di somministrazione lavoro che, a parità di prestazioni o di ore di lavoro erogate, costano di più del personale dipendente.
Anche l'impegno alla revisione del sistema dei ticket (previsto dal Patto per la salute nel 2014) è stato completamente disatteso dal ministro della Salute. In particolare è necessario abolire il superticket, che produce effetti distorsivi a carico dei cittadini, rendendo di fatto più conveniente ricorrere, per la maggior parte delle prestazioni specialistiche, al mercato privato anziché accedere al servizio pubblico. È un problema di leale competizione fra pubblico e privato, una questione di equità e di rispetto dei diritti dei cittadini.
Ecco perché gli impegni a parole non bastano più. Servono fatti a partire dalla prossima legge di Bilancio.


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