Lavoro e professione

Appropriatezza e tagli: Fnom ringrazia la «mano tesa» di Renzi ma chiede «fatti»

Ringraziano e apprezzano il presidente del Consiglio per l’attenzine rivolta loro in occasione dell’intervista rilasciata al Tg5 . E chiedono di passare «dalle parole ai fatti». I medici della Fnomceo in un comunicato ufficiale ricordano i temi caldi sul piatto della Sanità, tra tagli continui al Ssn, precariato e, da ultimo, la questione del Dm sulle 208 prestazioni a rischio inappropriatezza che ha fatto scattare la minaccia di sciopero. Intanto, però, resta decisamente ignorata l’affermazione del premier secondo cui le risorse per il 2016 saranno pari al 111 miliardi, di fatto molto al di sotto dei 115 mld preventivati nel Patto per la salute.

Il comunicato Fnomceo. La Fnomceo, promotrice della mobilitazione della categoria che ha coinvolto tutte le sigle sindacali della medicina dipendente e convenzionata, esprime anche a loro nome apprezzamento per le parole pronunciate dal Presidente del Consiglio al TG5. Parole che arrivano dopo anni in cui la categoria è stata priva di interlocutore politico, inascoltata nel lanciare l'allarme rosso sulle sorti del Ssn e del ruolo dei medici al suo interno, vista solo come fattore produttivo costoso e generatoredi costi, se non di sprechi. E la sanità è scomparsa dalla agenda se non per evocare la necessità di tagli risanatori.
Il provvedimento sbagliato nel metodo, e non privo di gravi incongruenze nel merito, sulle prestazioni appropriate ha solo fatto da detonatore all'accumularsi di disagio e malessere prodotto da criticità non risolte. A partire dagli effetti perversi dell'attuale sistema di governance delle aziende sanitarie, dal conflitto permanente tra Governo e Regioni, da un progressivo definanziamento della sanità pubblica che, dopo ripetuti tagli lineari, è ben al di sotto della media europea, dalle assenze di prospettive delle giovani generazioni mediche strette tra un precariato che, a differenza di quello della scuola, non commuove nessuno, ed un caporalato che recluta forza lavoro professionale a 3 euro l'ora.
Manca da tempo un progetto politico di organizzazione e di sostenibilità, non solo economica, del Ssn e di attribuzione di un ruolo ai medici all'altezza di un percorso formativo senza eguale, per durata e complessità, e di un lavoro sempre più gravoso e rischioso che oggi tiene in piedi la sanità pubblica. Occorre cambiare registro.
Il Ssn è in grave pericolo ed è necessario e urgente che Governo e Parlamento intervengano concretamente. I medici si pongono come parte delle soluzioni rigettando il ruolo di problema che molti vogliono loro attribuire. Apprezziamo le parole, ma aspettiamo di incontrarci sui fatti, portando avanti la mobilitazione in atto e le iniziative a suo sostegno, in difesa del diritto alla salute dei cittadini, particolarmente compromesso nelle regioni meridionali e quello dei medici a curare con autonomia e responsabilità al riparo da inappropriate invasioni di campo, un capitale umano al servizio di un patrimonio civile e sociale del Paese.


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