Lavoro e professione

Scelte sagge in Medicina

di Vito Gaudiano (vicepresidente Omceo Matera e responsabile scientifico del Convegno “Scelte sagge in Medicina”, primo evento congiunto Fnomceo -Slow Medicine)

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24 Esclusivo per Sanità24

Il Consiglio dell'Omceo di Matera ha deciso di organizzare il convegno “Scelte sagge in Medicina” con lo scopo di porre l'attenzione dei medici, ma anche dei cittadini, sul rischio di praticare e subire una sovradiagnosi e un sovratrattamento.
E' importante richiamare l'attenzione dei professionisti sulla appropriatezza prescrittiva o meglio sulla appropriatezza clinica cioè effettuare la prestazione giusta, in modo giusto, al momento giusto , al paziente giusto.
L'appropriatezza di una prescrizione sia essa diagnostica o terapeutica non ha valore assoluto ma va riferita alle condizioni, quasi sempre complesse, in cui quella pratica viene consigliata dal medico al paziente.
Il progetto nazionale “Fare di più non significa fare meglio” a cui si collega il nostro convegno, parla di una medicina sobria, rispettosa e giusta che rispetti il paziente in quanto persona nel suo complesso, con la sua personalità, i suoi valori e i suoi sentimenti.
Come scrive Spinsanti “potendo scegliere tra un vestito prodotto in serie e uno su misura non avremmo dubbi, ma le stesse preferenze possiamo trasferirle alle cure mediche sartoriali ovvero a quelle cure che rispettano il nostro profilo personale e non sono semplicemente uguali per tutti.
Il diritto riconosce l'autonomia nella scelta delle cure , la bioetica promuove l'informazione e il consenso ma la chiave che apre la serratura di una medicina personalizzata è la relazione di cura medico paziente (la narrazione) che è fatta di visita, ascolto, consigli ed infine di prescrizioni. Il medico quindi deve agire con autonomia e responsabilità avendo come unico riferimento la relazione di cura con il paziente.
Nessun medico può fare una scelta saggia se non ascolta il paziente e nessun paziente può scegliere in modo saggio se non viene aiutato a rivalutare le sue richieste e a cercare insieme al medico i percorsi di cura più adatti alla sua persona.
“Saggezza ( dice Giorgio Bert) è saper scegliere con competenza, consapevoli che si tratta di un esperimento, di un tentativo, di una scommessa di cui è necessario essere in grado di valutare gli effetti per essere pronti a cambiare percorso o ad adeguarsi alla realtà.
Il medico vorrebbe essere certo del suo sapere, il paziente vorrebbe essere certo di guarire ma queste certezze nel mondo reale non esistono e ogni tentativo di metterle in atto diventa ideologico e autoritario e come tale conflittuale”
Utilizzare pratiche inefficaci o inappropriate è una pratica comune e documentata che, oltre ad essere dannosa, spreca risorse preziose e ,in un sistema universalistico pubblico, sottrae ad altri la possibilità di ricevere cure di cui ha bisogno.
Ai cittadini viene fatto credere, soprattutto dai media, che tutte le cure sono utili, che fare di più è sempre meglio, che la tecnologia è in grado di risolvere qualunque problema e ogni tentativo di ridurre sprechi e pratiche inutili viene interpretato come un attentato alla salute o al diritto di accesso alle cure.
Howard Brody in un articolo pubblicato sul NEJM (24/5/12) - “ Dall'etica del razionamento all'etica di evitare gli sprechi” sostiene che il 30% della spesa sanitaria riguarda interventi che non portano alcun beneficio ai pazienti e basterebbe evitare esami ed interventi inutili per dare a tutti quello che serve. Argomento questo sostenuto anche dalla campagna Choosing Wisely promossa dall'American Board of Internal Medicine Foundation (ABIM).
Robert Brook, professore di Medicina all'Università di Los Angeles, ha enfatizzato la necessità di disporre di uno strumento capace di misurare l'appropriatezza delle cure e l'ha motivata con “ la preoccupazione che la crescente complessità delle cure mediche si traduca per alcuni pazienti nel mancato godimento di cure necessarie e, per altri, nel sottoporsi a cure inutili”.
Il Ssn sta attraversando un periodo complesso con il difficile compito da un lato di mantenere un servizio universalistico con risorse limitate, dall'altro di proteggere la salute della popolazione garantendo l'accesso a servizi efficaci e sicuri, appropriati ai bisogni e alle esigenze dei singoli utenti ma evitando che questo comporti oneri finanziari eccessivi per gli utenti stessi.
Ma se mancano la fiducia dei cittadini e degli altri portatori di interesse e soprattutto la capacità del SSN di adattarsi ai rapidi e continui cambiamenti che modificano i bisogni e le aspettative dei cittadini, questo obiettivo non si raggiunge.
Inoltre molti di noi si chiedono come si fa a curare con reale empatia una persona quando se ne devono curare migliaia e si ha così poco tempo da dedicare a loro?
Non abbiamo quindi bisogno di una revisione della spesa ma di una revisione della governance in sanità. La comunicazione sanitaria deve orientarsi verso una forma partecipativa del cittadino per rafforzare il rapporto di fiducia tra medico e paziente la cui crisi ha tra le cause più importanti quella della sostituzione del paradigma della malattia con quello della salute, l'invecchiamento della popolazione e l'aumento delle patologie cronico-degenerative.
Diventa pertanto strategico creare iniziative su base comunitaria che coinvolgano amministratori locali, provider e pazienti per realizzare programmi mirati a migliorare la qualità dell'assistenza e contenere i costi.
Per questo è importante diffondere soprattutto tra i cittadini la cultura delle buone pratiche e ogni medico, sulla base della letteratura scientifica, del codice deontologico e della appropriatezza clinica deve evitare pratiche inutili ed inefficaci abbandonando il grave fenomeno della medicina difensiva che riguarda il 58% dei medici ed è legata ad una legislazione sfavorevole con una ricaduta economica intorno al 10% della spesa sanitaria
L'individuazione, insieme alle Società Scientifiche , di pratiche cliniche inutili ed inefficaci costituisce un esempio concreto di come, in alleanza con le associazioni dei cittadini, si possa raggiungere l'obiettivo di una appropriatezza clinica con un uso più appropriato delle scarse risorse di cui dispone il Servizio Sanitario Nazionale.


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