Lavoro e professione

Lavoro Ssn: da 120mila medici, veterinari e dirigenti il Manifesto per la nuova sanità

di Radiocor Plus

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"Le organizzazioni sindacali, in rappresentanza di 120.000 medici, veterinari e sanitari dipendenti chiedono alle forze politiche di impegnarsi in difesa del Servizio sanitario pubblico e nazionale, del ruolo dei medici e dei dirigenti sanitari al suo interno, del valore del suo capitale umano". È quanto si legge nel "Manifesto per la nuova sanità" elaborato dai principali sindacati rappresentativi di professionisti del settore, secondo cui "la sostenibilità del servizio sanitario passa per la valorizzazione, l’autonomia e la responsabilità dei suoi professionisti. Perché parlare di sanità significa parlare di lavoro in sanità e parlare di lavoro significa parlare di capitale umano". Medici, veterinari e dirigenti sanitari del Ssn, "tramontata la retorica" legata alla pandemia, chiedono nuove risorse dedicate, a partire dalla Legge di Bilancio, e leggi che li valorizzino, finalizzate a: superare la politica dei tetti di spesa al personale; attuare forti politiche di assunzioni che recuperino i tagli del passato, escludendo il precariato, eterno e non contrattualizzato, come ci chiede la stessa Ue; migliorare le condizioni del lavoro nel Ssn; riportare all’interno dell’inquadramento professionale del contratto della Dirigenza Ssn il reclutamento di personale medico e sanitario; riformare lo stato giuridico della dirigenza medica e sanitaria, rafforzandone l’autonomia; aumentare le retribuzioni, detassando gli incrementi contrattuali e il salario accessorio; abrogare l'art. 23, comma 2 del decreto "Madia" che pone un tetto al salario accessorio; introdurre il contratto di formazione lavoro per i medici specializzandi e avviare la riforma della formazione post-laurea; completare la legge sulla responsabilità professionale con il passaggio a un sistema "no fault" sul modello europeo, superando l’eccezionalità dello "scudo Covid"; rispettare la tempistica e la esigibilità a livello periferico del Ccnl cambiando l’impianto della indennità di vacanza contrattuale.


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