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Covid/ Instant report Altems: mortalità aumentata di 10 volte in un mese

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La mortalità per Covid è cresciuta di oltre 10 volte da settembre a oggi, passando da 0,93 per 100.000 abitanti nel periodo 12 settembre-11 ottobre, a 10,17 per 100.000 abitanti nel periodo 12 ottobre-10 novembre. È quanto emerge dall'ultimo "Instant Report" Altems (Alta scuola di Economia e management dei sistemi sanitari) dell’Università Cattolica sull'andamento della pandemia. L'escalation della mortalità resta comunque inferiore al valore massimo raggiunto in Italia tra il 19 marzo e il 17 aprile, quando la mortalità è stata pari a 32 per 100.000 abitanti. Il triste primato spetta oggi alla Valle d’Aosta (negli ultimi 30 giorni 57,37 morti per 100.000 abitanti), mentre il valore più basso si registra in Calabria (2,44 per 100.000 abitanti). Quanto alla mortalità nella settimana 4-10 novembre, è stata pari al 4,29% (in aumento rispetto al 2,50% della scorsa settimana ). «Stiamo iniziando ad assistere agli esiti della seconda ondata – commenta Gianfranco Damiani del Dipartimento di Scienze della vita e sanità pubblica - soprattutto per il grande aumento della circolazione del virus e del progressivo incremento della quota di persone anziane tra i contagi».
L’analisi riguarda tutte le 21 Regioni e Province Autonome con un focus dedicato alle Regioni in cui è stato maggiore il contagio (Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna, Marche e Lazio). Il gruppo di lavoro dell’Università Cattolica è coordinato da Americo Cicchetti, Professore Ordinario di Organizzazione aziendale presso la Facoltà di Economia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore con l’advisorship scientifica del professor Gianfranco Damiani e della dottoressa Maria Lucia Specchia del Dipartimento di Scienze della Vita e Sanità Pubblica (Sezione di Igiene). La collaborazione è estesa al Centro di Ricerca e Studi in Management Sanitario dell’Università Cattolica (professor Eugenio Anessi Pessina) e al Gruppo di Organizzazione dell’Università Magna Græcia di Catanzaro (professor Rocco Reina). Il team multidisciplinare è composto da economisti e aziendalisti sanitari, medici di sanità pubblica, ingegneri informatici, psicologi e statistici.
La finalità è comprendere le implicazioni delle diverse strategie adottate dalle Regioni per fronteggiare la diffusione del virus e le conseguenze del Covid19 in contesti diversi per trarne indicazioni per il futuro prossimo e per acquisire insegnamenti derivanti da questa drammatica esperienza.
Da questo report è stato elaborato un indicatore che misura il tasso di saturazione dei posti letto in "Area Non Critica’ (ordinari, non di terapia intensiva), ovvero dei posti letto di malattie infettive, medicina generale e pneumologia dove vengono ricoverati i pazienti Covid. All’11 novembre 2020 si registra che la P.A. di Bolzano ha raggiunto la massima saturazione registrando un tasso pari al 116,99%. Ciò significa che con tutta probabilità si stanno utilizzando posti letto non afferenti alle specialità deputate per rispondere alle esigenze di cura dei pazienti Covid-19. Sono prossime alla saturazione il Piemonte (91,94%) e la Valle d’Aosta (84,66%) mentre Lombardia (75,14%) e la Liguria (69,61%) hanno più di 2/3 della disponibilità di posti letto in area critica saturata. La regione che riporta il valore più basso dell’indicatore è il Molise, con appena il 22,75% dei posti occupati.
Si segnala che per la Basilicata l’indicatore non è stato calcolato poiché i dati relativi alla dotazione di PL non risultano disponibili.


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