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Manovra, emendamento Pd: Medicina generale da corso a specializzazione. Fnom polemica: «Non basta una norma per cambiare»

«Oggi abbiamo presentato un emendamento alla legge di bilancio che prevede la trasformazione del Corso di formazione specifica in Medicina generale in Scuola di specializzazione universitaria. Numerosi studi segnalano che in Italia la formazione nella Medicina Generale non è più al passo con il resto d'Europa, per questo abbiamo deciso di intervenire». Lo dichiarano i democratici Filippo Crimì e Federico Gelli, responsabile sanità del Pd. «Nell'emendamento è prevista anche l'equiparazione della borsa di studio con le altre Scuole di Specialità e una forte integrazione tra la Medicina del Territorio e l'Università in modo da poter avere a disposizione il meglio delle due realtà per i futuri specializzandi. In queste nuove scuole e nel corso di laurea in medicina i medici di Medicina Generale saranno chiamati alla responsabilità della docenza universitaria», spiegano.

Nell’emendamento si prevede anche che il concorso delle Scuole di specializzazione di Medicina specialistica e di Medicina generale si svolgeranno lo stesso giorno per tutta Italia, dando luogo a una graduatoria unica nazionale. «Questa riforma rappresenta un importante passo avanti per la formazione medica e consente di migliorare ulteriormente la preparazione dei futuri medici di Medicina generale, garantendo quindi un migliore servizio ai cittadini italiani».

Non è tardata ad arrivare la reazione polemica della Fnomceo. Gli ordini dei medici, attraverso la presidente Roberta Chersevani hanno fatto sapere che «Non si può inserire nella legge di Bilancio, liquidandola con un emendamento, una materia che richiede invece incontri preparatori e valutazioni da parte di tutti gli stakeholder». L’emendamento alla legge di Bilancio - approvato il 9 novembre scorso dalla Commissione cultura scienza e istruzione della Camera - prevede per i nuovi iscritti al Corso di formazione in medicina Generale «un apposito contratto annuale di formazione specialistica ai sensi degli articoli 37,38,39,40 e 41 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368».

«La Fnomceo lavora da oltre un decennio su questo fronte, avendone il ruolo e le competenze specifiche – osserva Chersevani - Ha partecipato a tavoli istituzionali e ha prodotto numerosi Documenti con proposte avanzate di revisione e di riforma del percorso di studi e della 368. Ancora recentemente – afferma – abbiamo pubblicato uno studio condotto su tutto il territorio nazionale che dimostra, numeri alla mano, l'eterogeneità dei percorsi formativi nelle diverse province».
«Ribadiamo che la professione è impegnata, a tutti i livelli istituzionali, per garantire la qualità del servizio sanitario nazionale e il processo di cambiamento di un sistema organizzativo che deve essere sempre più vicino ai bisogni delle persone. Questi obiettivi si possono raggiungere sviluppando e sostenendo un adeguato percorso formativo per i nostri giovani medici, e non licenziando frettolosamente un emendamento in una legge di Bilancio. Per queste ragioni – conclude – la Fnomceo promuove l'istituzione di un tavolo tecnico professionale al quale possano partecipare tutti gli attori coinvolti, al fine di fornire, in materia di formazione del medico di medicina generale, soluzioni operative e risposte coerenti che scaturiscano da un processo di concertazione e di sinergie tra professione, università, parlamento e Governo».


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