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L’Irccs Istituto Clinico Humanitas entra nel progetto Attic per il trattamento della Malattia di Crohn con fistole perianali complesse

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L’Irccs Istituto Clinico Humanitas entra a far parte del progetto Attic, lo studio clinico multicentrico tutto italiano per il trattamento della Malattia di Crohn con fistole perianali complesse (Mpc). Della ricerca fanno già parte l’Irccs Policlinico Sant’Orsola-Malpighi di Bologna – coordinatore dello studio –, l’Ospedale Luigi Sacco di Milano, l’Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi di Firenze, l’Irccs Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma, l’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli, che, nel mese di marzo di quest’anno, avevano annunciato l’avvio dello studio.
Ad oggi, grazie al lavoro degli ospedali e degli Irccs già coinvolti nello studio, il trial clinico conta 51 pazienti arruolati, affetti da malattia di Crohn, che hanno sviluppato una fistola perianale complessa, quale conseguenza del processo infiammatorio della patologia.
Scopo dello studio è quello di sottoporre una parte di essi a trapianto tissutale, mediante infiltrazione di tessuto adiposo autologo microfratturato, attorno alla fistola, per valutarne l’efficacia a distanza di 24 settimane. La ricerca è disegnata su una coorte finale di 80 pazienti: prosegue, pertanto, l’invito ad aderire al progetto, per completare nel minor tempo possibile l’arruolamento dei pazienti. L’appello è rivolto a uomini e donne multiresistenti alle terapie standard fino ad oggi utilizzate, quali farmaci biologici sistemici o locali e intervento chirurgico.
L’intera procedura di prelievo, microframmentazione e somministrazione di tessuto adiposo si effettua tramite il dispositivo Lipogems e avviene in un unico tempo chirurgico, facilitando, pertanto, l’organizzazione pre-operatoria e il successivo decorso del paziente.
«Le fistole perianali complesse rappresentano una delle manifestazioni più impegnative della malattia di Crohn, causa di notevole sofferenza fisica e psicologica per il paziente. La terapia combinata chirurgica e medica con farmaci biologici rappresenta, al momento, l'opzione terapeutica principale, ma il tasso di successo complessivo non supera il 60%. Trovare un’alternativa terapeutica valida è, quindi, di fondamentale importanza. Lo studio Attix, aprendo a un approccio innovativo quale quello del prelievo di tessuto adiposo, micro frammentato e destinato a innesto autologo, può essere considerato una promettente prospettiva per i pazienti refrattari alle terapie standard, ai quali sentiamo di poter offrire una nuova speranza», ha dichiarato il professor Antonino Spinelli, Responsabile dell’Unità Operativa di Chirurgia del Colon e del Retto, co-direttore del Centro IBD per le malattie infiammatorie croniche intestinali dell’Irccs Istituto Clinico Humanitas.


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