Aziende e regioni

Riforme, il Veneto vara l’Azienda zero e taglia il numero delle Asl

Il Veneto vara l’Azienda zero e ufficialmente “taglia” il numero delle Asl. E' stata una maratona estenuante, ma alle 1,20 di giovedì il Consiglio regionale del Veneto ha approvato il Pdl 23 che riorganizza la sanità veneta, istituisce l'Azienda Zero e definisce i nuovi ambiti territoriali delle 9 Aziende socio sanitarie: una per provincia più Bassanese e Veneto Orientale (oltre all'Azienda ospedaliera di Padova, l'Azienda integrata di Verona e lo Iov).

Soddisfatto il presidente Luca Zaia. «Con oggi va al suo posto una pietra angolare di tutta la legislatura - ha detto - . Riformare la sanità era un forte impegno elettorale, ma anche una necessità imprescindibile, per rispondere con un'organizzazione ancora più moderna alle sfide poste dalla contrazione dei finanziamenti nazionali, dal crescere dell'aspettativa di vita dei veneti e della loro richiesta di salute, per spostare ancora di più la barra della spesa dalla burocrazia alle cure, per sostenere ancor di più finanziariamente l'innovazione tecnologica e l'investimento sulle professionalità».

«Non ci sono solo benefici di tipo economico e amministrativo - si legge nella nota della Regione Veneto - nella riforma della sanità veneta approvata nella notte dal Consiglio regionale. Rilevanti sono anche le caratteristiche organizzative e le ricadute per una migliore gestione ed erogazione delle cure, sia ospedaliere che territoriali».

Ecco la riforma per punti sintetizzata dalla Regione

- Gli ospedali non si toccano: non cambia la rete Ospedaliera che invece sarà sgravata dalle attività non sanitarie; si potrà focalizzare maggiormente l'attenzione sui bisogni di cura dei cittadini e rendere più efficiente il sistema;

- Più integrazione ospedale-territorio: l'assistenza ospedaliera potrà essere sempre più integrata con quella territoriale grazie ad una più efficiente programmazione locale, realizzata anche attraverso la maggiore presenza sul territorio di luoghi di cura più vicini ai cittadini come le Medicine di Gruppo Integrate, Ospedali di Comunità, Hospice e Unità Riabilitative Territoriali;

- Hub & spok modello vincente: si rafforza il modello Hub and Spoke nel quale vengono valorizzate le eccellenze e le specificità degli ospedali nel proprio territorio di riferimento, rendendo possibile una maggiore integrazione tra le strutture;

- Ogni patologia e' un caso a se': la migliore programmazione locale renderà i luoghi di cura più sicuri grazie all'identificazione di punti di riferimento per patologia;

- Piu' distretto piu' territorio: si rafforza il modello veneto di assistenza distrettuale attraverso un più efficiente coordinamento dell'area di riferimento ed un presidio puntuale del territorio con l'identificazione di un responsabile per ogni bacino dell'ex ulss;

- Parola d'ordine coordinarsi: il maggiore coordinamento degli Osservatori Regionali di supporto alle Aziende Sanitarie, che faranno riferimento al nuovo ente “azienda Zero”, potrà garantire un servizio più efficiente;

-Sicurezza a 360 gradi: un'organizzazione centralizzata dell'accreditamento, del rischio clinico e dei controlli sulle prestazioni sanitarie renderà più sicuro il sistema sanitario e garantirà prestazioni più appropriate ed efficaci;

-Reti cliniche uguale qualità: lo sviluppo delle reti cliniche, che fungono da collegamento tra gli ospedali, facilita la multidisciplinarietà e la collaborazione tra gli operatori sanitari e la maggiore condivisione delle conoscenze, con una crescita qualitativa dell'intero sistema.


© RIPRODUZIONE RISERVATA