Dal governo

Esiti: nessuna classifica, chance per crescere

di Francesco Bevere

S
24 Esclusivo per Sanità24

C’è chi usa il Piano nazionale esiti per stilare improbabili classifiche di buona sanità; o chi lo usa limitando l’analisi dell’offerta sanitaria dal punto di vista quantitativo. Per Agenas, il programma nazionale di valutazione degli esiti (Pne) costituisce uno degli strumenti che l’Agenzia utilizza per perseguire la sua missione istituzionale di monitoraggio, analisi e valutazione delle criticità organizzative, economiche e gestionali delle aziende sanitarie e delle strutture di assistenza territoriali, nonché di quelle relative all’efficacia degli interventi clinici. È un pacchetto dati al servizio di un metodo, con l’obiettivo di migliorare la qualità dell’assistenza sanitaria nel nostro Paese. L’analisi del 2014 lo conferma: il Pne, quale strumento nella disponibilità di professionisti in grado di confrontarsi, ha consentito a centri produttori di ottima sanità di migliorare ancora; mentre centri oggettivamente in affanno hanno mostrato incoraggianti segnali di crescita.

Il Piano è dunque parte integrante di un indispensabile patrimonio di numeri e dati. E guardiamo al futuro realizzando nuovi strumenti, con maggiori ambizioni di efficacia. Agenas, su specifica indicazione del ministro Lorenzin, ha avviato la realizzazione di un sistema di monitoraggio in grado, a breve, di identificare, struttura per struttura, attraverso l’integrazione di specifici indicatori, il livello di performance clinica, organizzativa, gestionale ed economico-finanziaria dei singoli ospedali. Disporre di un cruscotto di valutazione unico ci consentirà di intervenire, caso per caso, segnalando le criticità e individuando possibili soluzioni. Continuare a rappresentare separatamente i dati di efficacia clinica da quelli di gestione economica non ha più senso. Questo spiega la ragione per la quale l’Agenzia sta svolgendo un’azione di sistematizzazione di tutte le banche dati di cui dispone tra le quali, il sistema di monitoraggio delle performance delle Aziende sanitarie e dei servizi di assistenza territoriale, il Pne, l’Osservatorio delle buone pratiche per la sicurezza delle cure e l’Osservatorio nazionale sui Sinistri e polizze assicurative, con lo scopo di avere una visione coordinata e complessiva della situazione. Questo “strumento diagnostico”, in corso di perfezionamento, consentirà anche di individuare i correttivi più appropriati ad ogni specifica criticità, così da renderli utilizzabili dal management delle aziende sanitarie. Monitorare le performance degli ospedali e delle strutture di assistenza territoriale, insieme a tutte le altre iniziative intraprese sul fronte del rafforzamento della trasparenza e della legalità, ci aiuterà a prevenire le inefficienze organizzative e gestionali, gli sprechi nell’utilizzo delle risorse, comportamenti poco trasparenti e opportunistici e le inappropriatezze degli interventi clinici e di interi processi di cura. La caratteristica di questa modalità di intervento che l’Agenas sta mettendo a punto è quella di incidere direttamente, sul campo, prima che le criticità diventino strutturali, comportando di conseguenza difetti assistenziali o gestionali difficilmente arginabili. Si tratta del trasferimento delle buone pratiche, mediante attività di audit clinici, organizzativi e gestionali. Finalmente un sistema che consente di intervenire preventivamente e senza alcuno scopo ispettivo, ma con la finalità di accompagnare le organizzazioni verso una condizione di equilibrio complessivo, coinvolgendo il personale a tutti i livelli.


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati