Dal governo

Assegno unico per gli anziani, sì del governo Semplificata la valutazione della fragilità. Meloni: «Con questo Ddl un Patto per la Terza età, base di un riforma complessiva»

di Barbara Gobbi (da Il Sole-24Ore)

S
24 Esclusivo per Sanità24

Dar vita per la prima volta in assoluto a un sistema organico di assistenza a tutti gli anziani, con un focus sui 3,8 milioni di non autosufficienti destinati a raddoppiare entro il 2030. Questa la sfida del Ddl delega varato ieri dal Consiglio dei ministri su proposta del presidente Meloni – che ha parlato di un «Patto per la Terza età che pone le basi della riforma complessiva delle politiche in favore degli anziani e contro la loro marginalizzazione» - dei ministri del Lavoro e delle Politiche sociali Calderone e della Salute Schillaci. Una "svolta" nel welfare, con cui si attua anche una delle riforme previste dal Pnrr che ha fissato a fine marzo di quest’anno la scadenza per il via libera in Parlamento alla legge delega.
Il provvedimento aveva ricevuto un prima approvazione a ottobre scorso dall’esecutivo Draghi e – complice il contributo determinante che già nella prima stesura era arrivato dalle 52 organizzazioni del Patto per la non autosufficienza – nelle linee principali resta invariato. Spetterà ora ai decreti attuativi, che il Governo dovrà adottare entro il 1 marzo 2024, dare corpo a una riforma-cornice che impatta su 14 milioni di over 65 e mette a sistema le tre filiere dei servizi sanitari, socioassistenziali e previdenziali con una progressiva revisione dell’indennità di accompagnamento.
Il Ddl delega intende semplificare le procedure di accertamento della fragilità, passando dalle attuali 5-6 valutazioni oggi necessarie per ricevere gli interventi a due, una nazionale e l’altra regionale. E «al fine di promuovere il progressivo potenziamento delle prestazioni assistenziali in favore delle persone anziane non autosufficienti», la riforma introduce quello che è già stato ribattezzato l’«assegno unico per gli anziani». Per i più fragili che decidano di accedervi, anche in via sperimentale e progressiva, debutta infatti la "prestazione universale" graduata sulla base del bisogno assistenziale ed erogabile a scelta del beneficiario sotto forma di trasferimento monetario e di servizi alla persona. Assorbirà l’indennità di accompagnamento e altri sostegni e sarà concessa nei limiti del nuovo "Fondo per la prestazione universale per gli anziani non autosufficienti" presso il ministero del Lavoro, alimentato dai risparmi di spesa sanitaria derivanti dal potenziamento dell'assistenza domiciliare, dalle stesse indennità “assorbite” e dalle risorse stanziate con legge di Bilancio.
La regìa complessiva della riforma è assegnata al nuovo Comitato interministeriale per le politiche in favore della popolazione anziana (Cipa), presieduto dal Capo del Governo o su sua delega dal ministro del Lavoro e delle Politiche sociali: gli spettano coordinamento e programmazione integrata delle strategie nazionali, con particolare riguardo alla non autosufficienza. In linea con le due "anime" della legge, che guarda da una parte alla tutela e alla promozione della salute e dell'autonomia di tutti gli anziani e dall'altra ai più fragili, il Cipa adotterà due piani triennali: uno per «l’invecchiamento attivo, l’inclusione sociale e la prevenzione della fragilità nella popolazione anziana» e un «Piano nazionale per l'assistenza e la cura della fragilità e della non autosufficienza nella popolazione anziana». Il Comitato è chiamato poi a promuovere l’armonizzazione dei livelli essenziali delle prestazioni sociali (Leps) e di quelle sanitarie (Lea). E con gli assessorati regionali, i Comuni, le Asl, gli ambiti territoriali sociali e i distretti sanitari concorrerà a definire il Sistema nazionale per la popolazione anziana non autosufficiente (Snaa), mirato su programmazione integrata, valutazione e monitoraggio degli interventi e dei servizi.«Con lo Snaa – spiega Cristiano Gori, coordinatore del Patto per la non autosufficienza – si traccia finalmente il perimetro dell’assistenza agli anziani fragili. Oggi siamo all’inizio di un percorso che altri Paesi hanno compiuto da tempo. E le risorse, se il Governo porterà avanti la scommessa politica in un’ottica di legislatura, arriveranno di conseguenza».


© RIPRODUZIONE RISERVATA