Lavoro e professione

Anaao: "Condividiamo l'impegno di Schillaci per gli operatori del Ssn ma fare presto e bene"

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"Non possiamo che condividere e apprezzare 'l’impegno alla messa in campo di tempestive e rilevanti misure, anche di natura finanziaria, per rinnovare e incentivare l’interesse verso il Ssn, da parte di tutti i professionisti sanitari assunto in Parlamento dal ministro della Salute, Orazio Schillaci. L’unico modo per arrestare l'emorragia di medici e dirigenti sanitari dal Ssn è investire sui professionisti e sul sistema di cure. Non solo gli operatori sanitari, ma anche i cittadini e i pazienti hanno bisogno di una certezza, che il nostro Servizio sanitario nazionale possa continuare a vivere. E che l'articolo 32 della Costituzione non continui ad essere calpestato da definanziamenti e lassismo legislativo". Così Pierino Di Silverio, segretario nazionale del sindacato dei medici e dirigenti Ssn, Anaao Assomed, commenta le parole del ministro che ha annunciato la presentazione entro l’estate di un provvedimento, di carattere normativo ed economico, per rendere più attrattivo il Ssn e valorizzare il suo personale.

L’Anaao Assomed ha chiesto al ministro che il pacchetto di misure preveda i seguenti punti: immediata defiscalizzazione di parte della retribuzione variabile; riforma del DM70, insieme con la rilettura del DM77, per assicurare la presa in carico del paziente in maniera integrata tra ospedale e territorio; depenalizzazione dell'atto medico, per ridurre la medicina difensiva e restituire ruolo sociale e professionale a medici e dirigenti sanitari; investimenti economici extracontrattuali per una nuova collocazione retributiva della dirigenza sanitaria; riforma della formazione medica post laurea e riconoscimento economico e legislativo della formazione post laurea della dirigenza sanitaria; abolizione dell’anacronistico tetto di spesa al personale; incentivi economici e normativi per il personale che opera nei Pronto Soccorso; riforma del sistema dell’emergenza-urgenza e sicurezza dei luoghi di cura, fermando l’escalation di aggressioni anche attraverso la procedibilità di ufficio per tutti i casi e pene severe per l’interruzione di pubblico servizio e l’aggressione a personale sanitario nell'esercizio o a causa delle sue funzioni.

"Questa è la strada maestra per raggiungere l'obiettivo per il quale - conclude Di Silverio - noi continueremo a collaborare. Ma occorre fare presto e fare bene".


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