Medicina e ricerca

Malattie reumatologiche, diagnosi tardiva per 1 milione di italiani. Servono specialisti, formazione e corretta informazione

di Gian Domenico Sebastiani *, Ennio Lubrano di Scorpaniello **

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24 Esclusivo per Sanità24

Le malattie reumatologiche impattano fortemente sul Sistema sanitario nazionale. Solo l’artrite reumatoide costa ogni anno alla collettività oltre 3 miliardi, tra spese dirette e indirette. È una delle più temute e dolorose patologie reumatologiche che però presenta una remissione possibile in circa il 50% dei casi. Un obiettivo quindi che si può raggiungere grazie ad una diagnosi precoce e un successivo intervento terapeutico rapido. Purtroppo, sia per l’artrite che per altre patologie gravi, questo non sempre avviene. Infatti, solo il 18% dei pazienti ha potuto dare un nome alla sua malattia entro i primi tre mesi dalla manifestazione dei sintomi. Le diagnosi tardive colpiscono addirittura 1 milione di italiani e in media i pazienti aspettano anche 7 anni per scoprire di soffrire di artrite psoriasica o fibromialgia. Per la spondilite anchilosante l’attesa può essere addirittura di 5 anni, 3 per la sclerosi sistemica e 2 per l’artrite reumatoide.
Alla base dei ritardi vi è anche una grave carenza di professionisti reumatologi a livello delle strutture pubbliche territoriali, quindi dei presidi ambulatoriali e delle Asl dove dovrebbero essere indirizzate le persone con sintomatologie di tipo reumatologico. Oggi sono disponibili molti reumatologi che escono perfettamente formati dalle Scuole di reumatologia. Tuttavia non trovano una collocazione nel Servizio sanitario nazionale perché mancano le posizioni.
Le mancate diagnosi, provocano un accumulo di danno al paziente in quanto la malattia progredisce. Un'artrite non curata danneggia le articolazioni, ma anche altri organi quali polmone, cuore, occhio e cute. Sono danni irreversibili che sarebbero evitabili qualora la diagnosi fosse svolta nei tempi dovuti, perché vi sono farmaci molto efficaci e con un ottimo profilo efficacia-sicurezza. Si tratta di terapie che cambiamo notevolmente la qualità di vita del malato e che determinano anche un notevole risparmio sociale prevenendo le invalidità. Le malattie reumatologiche poi non colpiscono solo gli anziani. Interessano anche persone giovani e nel pieno della loro vita lavorativa, familiare e sociale. Gli ultimi studi epidemiologici dimostrano che quasi il 60% dei pazienti necessita di aiuto nella vita di tutti i giorni. Per tutti questi motivi è necessario fare corretta informazione perché i malati non sottovalutino i dolori e offrire ai medici di medicina generale gli strumenti adatti a riconoscere la malattia reumatologica e a indirizzare la persona dallo specialista.
In Italia i pazienti sono 5,4 milioni, quindi una persona su dieci. Sono numeri molto alti, che rendono evidente la necessità di un intervento. Molti di loro presentano sintomi invalidanti, con danni articolari e conseguenti disabilità. Oggi i farmaci permettono di fermare la progressione delle patologie, con un buon recupero delle funzionalità e una ripresa soddisfacente della propria vita professionale e personale. Questo però richiede un intervento tempestivo, già a partire dai primi sintomi. Negli ultimi vent’anni i passi avanti nella ricerca ci hanno consentito di offrire soluzioni terapeutiche innovative, con minori o assenti effetti collaterali e un ridotto impatto sulle abitudini quotidiane. Purtroppo non sempre l’individuazione della malattia è semplice, perché i sintomi sono spesso riconducibili ad altre patologie.
È fondamentale investire in aggiornamenti e formazione per tutti gli specialisti, dai medici di medicina generale agli stessi reumatologi, che devono essere in grado di prendere in carico anche il paziente con caratteristiche meno comuni. Per coinvolgere un sempre maggiore numero di persone in attività informative la Società italiana di Reumatologia (Sir) svolge continue iniziative di divulgazione sia verso i clinici che i cittadini. Nel 2021 è stata lanciata la campagna "Diagnosi precoce", che con la distribuzione di 200mila opuscoli, attività social e corsi di aggiornamento rivolti a farmacisti. È stato così possibile raggiungere milioni di malati e caregiver. Oggi si prosegue con talk show e videoclip che permettono di mantenere un dialogo e di rispondere in tempo reale a dubbi e perplessità.

* Presidente Sir
* Vicepresidente Sir


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