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Farmindustria-Egualia: l'Emilia Romagna ritiri la "delibera iniqua" sulla distribuzione dei farmaci

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24 Esclusivo per Sanità24

"Egualia e Farmindustria sono estremamente rammaricate per la recente delibera della Regione Emilia-Romagna che prevede l’acquisto tramite gara di medicinali appartenenti a categorie terapeutiche di uso territoriale. Una scelta inaccettabile perché determinata da ragioni economicistiche derivanti dal disavanzo della spesa sanitaria complessiva della Regione, che non è assolutamente imputabile al superamento delle risorse assegnate ai medicinali territoriali acquistati in farmacia". Lo affermano le due associazioni del farmaco in una nota sottolineando che "le imprese della filiera farmaceutica hanno responsabilmente corrisposto tutti gli importi del payback, compresi quelli del 2019 e del 2020 che sono gli ultimi finora richiesti, a titolo di ripiano della spesa per gli acquisti diretti da parte del Servizio sanitario nazionale, palesemente sottostimata, con costi molto alti per le imprese che questa delibera aggrava ulteriormente".
Il tutto in una Regione, l’Emilia-Romagna, "nella quale l’industria farmaceutica garantisce occupazione di qualità, rilevanti investimenti in produzione e Ricerca ed esportazioni che trainano l’economia".
«Il sistema salute come ha dimostrato la pandemia è un pilastro per il benessere dei cittadini e un volano economico di sviluppo e crescita per il Paese. Per questo è paradossale che la delibera della Regione Emilia Romagna lo consideri di fatto solo un costo, seguendo vecchi schemi basati sul taglio dei prezzi e non sulle esigenze reali dei pazienti e l’attrattività della nostra filiera», dichiara Marcello Cattani, presidente di Farmindustria.
«Grazie al comparto farmaceutico il SSN ha a disposizione farmaci a basso costo per tutte le patologie croniche che passano per l’assistenza territoriale. Un’ulteriore compressione della spesa tramite il passaggio di tali farmaci alla distribuzione per conto potrebbe renderne, nel medio termine, difficilmente sostenibile la fornitura», afferma dal canto suo Enrique Häusermann, presidente di Egualia.
La Delibera introduce di fatto" una differenza con le regole omogenee di classificazione dei medicinali a livello nazionale. In questo modo limitando la disponibilità di tutte le opzioni terapeutiche per i cittadini e la libertà del medico di prescrivere il farmaco più appropriato per il singolo paziente".
"L’esatto contrario della medicina personalizzata da tempo affermata in tutto il mondo - sottolineano le associazioni del farmaco - . E in controtendenza rispetto alle recenti Note prescrittive di AIFA, che hanno ampliato la possibilità di prescrizione di farmaci ai Medici di Medicina Generale, rafforzando il concetto secondo cui tutto ciò che è potenzialmente prescrivibile dal MMG dovrebbe rientrare nel canale della convenzionata / territoriale".
Per queste ragioni Egualia e Farmindustria "chiedono che questa delibera sia ritirata perché iniqua e non giustificata".


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